Residenza per gli anziani, c’è l’accordo
Intesa storica tra pubblico e privato

Fondazione Carima, Regione e Provincia collaboreranno per costruire una residenza protetta con un centinaio di posti letto. La struttura, concepita con canoni innovativi rispetto a quelle tradizionali, creerà decine di posti di lavoro. Spacca: "Intervento prezioso, noi tra i più longevi d'Europa". Pettinari: "Fondazione insostituibile per il suo contributo allo sviluppo"
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Franco Gazzani (a sinistra), presidente della Fondazione Carima, insieme all'assessore regionale Luca Marconi

di Filippo Ciccarelli

(foto di Guido Picchio) 

“Realizzeremo una residenza protetta per anziani, ma non vogliamo una struttura che ghettizzi l’ospite. Vorremmo creare un ambiente dove l’anziano rimanga il vero protagonista, e possa svolgere attività ricreative, andare in piscina, frequentare una palestra e godere di tutti quei luoghi d’aggregazione tipici di strutture residenziali e non di ospizi”. Basterebbero queste parole, pronunciate dal presidente della Fondazione Carima, Franco Gazzani, per spiegare quanto sia innovativo il progetto proposto dall’ente. Ma l’accordo che è maturato tra la Fondazione, la Provincia di Macerata e la Regione Marche ha una portata ancora più straordinaria, proprio perché rappresenta un unicum a livello nazionale tra enti pubblici e soggetti privati, e spiana il terreno per la firma della convenzione, con cui verrà dato il via libera definitivo al progetto.

LA STRUTTURA
Non è stata ancora individuato il luogo dove verrà costruita, perché la Fondazione ha ricevuto richieste da ogni parte del territorio provinciale. Quello che è certo e che il costo totale si aggira intorno agli 8 milioni di euro, e che sarà un edificio moderno, modulare, che potrà accogliere un centinaio di ospiti,  con possibilità di successivi ampliamenti. “La speranza è quella di fare due residenze protette” spiega Gazzani “in ogni caso, entro luglio il consiglio d’amministrazione della Fondazione deciderà dove realizzare quella in cantiere. Ad oggi sono stati accantonati circa 4

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Gian Mario Spacca, presidente della Regione

milioni di euro, nel prossimo bilancio dovremo reperirne altri 5, ed entro la fine dell’anno affideremo l’incarico al professionista o ai professionisti che si occuperanno di disegnare e progettare la residenza protetta”. Che cosa vuol dire, in concreto, un nuovo spazio modulare? Significa che la base, proprio come una cellula, è costituita dalla residenza protetta, ma altre cellule possono aggregarsi ed ampliare l’offerta a coloro che hanno bisogno di assistenza, come i malati psichiatrici, o le persone affette da alzheimer che potrebbero fruire di un centro diurno.

LE NUOVE SFIDE DELLA SANITA’
La residenza protetta che è in progetto, dunque, è un segno dei tempi – e dei bisogni – che cambiano. L’assessore regionale con delega ai servizi sociali, Luca Marconi, è molto esplicito in questo senso: “Abbiamo portato da 2.6 milioni a 3.4 milioni di euro la spesa per le strutture residenziali per anziani, come Regione. E questo grazie al fatto che, avendo la sanità in ordine e tagliando le strutture ospedaliere che non hanno ragione di esistere, riusciamo ad avere più soldi per fornire quella che è la risposta più appropriata. Appropriatezza vuol dire non mantenere l’ospedale in ogni comune o paesino che ne dispone anche se non ci va praticamente più nessuno; dal comune dell’entroterra maceratese i pazienti vanno a Torrette o in Umbria, ma molti amministratori locali non vogliono che sia toccata la struttura già esistente, anche se offre pochi servizi e costa. Nella provincia di Macerata” prosegue Marconi “la psichiatria ha solo due centri: Civitanova e Tolentino.  Poi magari teniamo in piedi strutture ospedaliere con prestazioni intorno al 20-30%, perché non hanno i numeri per esistere e funzionare al meglio. Ecco perché io caldeggio un’unica residenza protetta ma che sia affiancata anche da un centro che possa seguire, per esempio, persone affette da disturbi psichici: meglio una grande che lavora bene, che tanti piccoli centri sparsi che seguono uno o due pazienti con servizi limitatissimi ed inefficienti”.

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Franco Gazzani

Anche il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, benedice l’intervento: “E’ importante avere strutture che considerino la vecchiaia non più una malattia, ma la normale parte della vita di una persona. Questa è una struttura nuova, anche come concezione: gli anziani devono rimanere protagonisti della loro vita, pur in realtà di protezione. C’è un dato importante relativo alle Marche: rispetto allo standard nazionale, abbiamo il maggior numero di posti letto ospedalieri per acuti. Quindi abbiamo capienza per ampliare l’offerta per ampliare i servizi sociali di questo tipo, con una popolazione che va invecchiando, riducendo i posti letto per acuti”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Provincia, Antonio Petinari: “La rilevanza dell’intervento sta soprattutto nel soggetto promotore: la Fondazione Carima, che con l’iniziativa di realizzare una o due Residenze protette a servizio della comunità provinciale, si pone in maniera piena al servizio del territorio. Un ruolo non nuovo per la Fondazione Carima che ha sempre concretamente dimostrato di essere un insostituibile strumento per lo sviluppo. Come fondazione bancaria essa, infatti, accresce il valore sociale del sistema economico territoriale, svolgendo da un lato una funzione di volano per la crescita della comunità e dall’altro anche un sostegno al welfare locale.
Il protocollo d’intesa che firmiamo oggi è, inoltre, un concreto esempio di concertazione tra pubblico e privato. Si tratta di un metodo vincente, che peraltro l’Amministrazione provinciale ha posto a base del suo programma di governo. Proprio mettendo in campo sinergie tra più istituzioni amministrative, economiche e sociali si possono affrontare le problematiche del territorio e vincere le ardue sfide che abbiano di fronte”.

 

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Antonio Pettinari

BASTA SPRECHI
Renzo Borroni, segretario della Fondazione Carima, sottolinea il bisogno di efficienza unito alle esigenze di bilancio: “ Abbiamo decine di ospizi con numeri assolutamente insufficienti per garantire un equilibrio economico. questo significa spreco di denaro per il settore pubblico ed inefficienze nel servizio erogato all’utenza. Noi vogliamo conciliare qualità ed economicità della gestione”. Gli fa eco l’assessore Marconi: “Nelle Marche abbiamo una sanità che ha i conti in pareggio, per cui non abbiamo problemi per trovare fondi ulteriori per convenzioni come queste. Il problema è che c’è un controllo stringente per la spesa in conto capitale: siccome questa viene finanziata con soldi pubblici, lo stato non ce li da, sono risorse vincolate. L’iniziativa della Fondazione Carima viene incontro ad una regione che ha i conti a posto, ma non può spendere in conto capitale, e io li ringrazio per la loro intelligenza e sensibilità”.

 

 

 

 

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