Il Tar respinge i ricorsi contro la discarica di Cingoli

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Una discarica

Il Tribunale amministrativo regionale delle Marche ha respinto tutti i ricorsi che erano stati presentati contro la realizzazione della discarica di rifiuti urbani ed assimilati in località Fosso Mabiglia del comune di Cingoli; discarica destinata a funzionare come sito di smaltimento d’appoggio al Cosmari. Si tratta di quattro distinti ricorsi che i giudici del Tar Marche hanno esaminato singolarmente e deciso con separate sentenze emesse tutte in un’unica udienza. I diversi  ricorsi erano stati proposti dal Comune di Cingoli, da uno dei proprietari terrieri interessati all’esproprio e da due comitati di cittadini residenti nella zona. Diversi erano anche gli atti di cui i ricorrenti chiedevano l’annullamento. Tra questi, in particolare, la delibera delle Giunta provinciale di Macerata con la quale lo scorso 18 luglio era stato approvato il progetto della discarica presentato dal Cosmari, l’autorizzazione paesaggistica, nonché l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia al Cosmari per la realizzazione dell’impianto, a sua volta preceduta dalla provvedimento di VIA (Valutazione impatto ambientale). Inoltre numerosi altri atti dirigenziali ed amministrativi preordinati e susseguenti all’autorizzazione della Provincia. L’Amministrazione provinciale, convenuta in giudizio insieme al Cosmari, si era costituta attraverso gli avvocati Franco Gentili e Silvia Sopranzi, entrambi dell’ufficio legale interno, facendo valere le proprie ragioni. Ragioni riconducibile essenzialmente alla programmazione avviata già da anni per l’individuazione dei siti, alla necessità di avere sul territorio una discarica di rifiuti, all’accertata  idoneità di quel sito specifico. Le motivazione delle quattro diverse sentenza si conosceranno solo dopo il loro deposito in cancelleria, ma intanto esse possono trovare esecuzione e far così proseguire la procedura avviata dal Cosmari, il Consorzio obbligatorio smaltimento dei rifiuti della provincia di Macerata, per la realizzazione dell’impianto. Il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, che ha più volte ricordato la necessità di smaltire i rifiuti all’interno della territorio provinciale, mettendo fine all’ inevitabilmente, quanto costosa, attuale “emigrazione”, ha già dato istruzione ai propri uffici di serrare i tempi e seguire costantemente la procedura avviata dal Cosmari affinché si arrivi quanto prima alla disponibilità della discarica. Pettinari sottolinea anche che la Giunta provinciale ha già approvato un atto di indirizzo finalizzato a chiedere l’individuazione di almeno altri due siti dove realizzare le discariche che dovranno in seguito (una alla volta) sostituire quella di Cingoli. “Ciò – ha detto il presidente della Provincia – affinché non si debba più ripetere in futuro una situazione d’emergenza rifiuti come quella in atto, le cui conseguenze ricadono prima di tutto sui cittadini”. In base al progetto approvato – e sul quale c’è ora anche l’avallo di una sentenza favorevole del Tar – l’impianto di Cingoli si estenderà su una superficie di circa dieci ettari, comprese la viabilità interna. Gli abbancamenti di rifiuti saranno limitati ad una quantità di 450 mila metri cubi, in un periodo massimo di 7 anni e 4 mesi. Questo limite temporale – come indicato dalla Giunta provinciale nell’autorizzazione rilasciata – dovrà esser rispettato anche se la quantità abbancata dovesse risultare inferiore a quella massima prevista.



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