Vigili urbani: impiegati comunali
o addetti alla sicurezza?

E' giusto disinteressarsi della prevenzione e della repressione antidroga e antialcol?
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vigili-urbani-paletta1di Giuseppe Bommarito*

A Trieste la polizia municipale è particolarmente attiva nella lotta contro la droga, specialmente contro quelle attività di spaccio portate avanti ai danni dei ragazzi più giovani: una intensa attività di indagine e di monitoraggio, svolta anche sotto copertura (cioè, tramite agenti in borghese), resa ancora più efficace dalla capillare conoscenza del territorio. A Parma per questi servizi c’è persino un nucleo cinofilo all’interno della polizia municipale. Pure a Bologna i vigili urbani sono in prima linea contro il microspaccio, in particolare quello svolto nei pressi delle scuole, ed anche contro la vendita di alcol ai minorenni nei locali pubblici. E si potrebbe continuare a lungo, visto che su internet si trova il resoconto di decine di casi analoghi. In effetti, in tanti Comuni, medi e grandi, la Polizia Municipale quanto meno cerca di operare virtuosamente, in sinergia con le forze dell’ordine e nell’ambito di progetti sicurezza elaborati dalle rispettive amministrazioni, nel settore della prevenzione antialcol e antidroga e della repressione delle attività di spaccio che spesso avvengono a cielo aperto, e a volte sotto gli occhi di tutti, nelle vie centrali, nelle periferie e nei parchi delle varie città.

Si tratta, chiaramente, di interventi sussidiari e di complemento a quelli, ben più rilevanti, svolti dalle forze dell’ordine (carabinieri, polizia di stato e guardia di finanza), ma tuttavia dimostrativi di una precisa volontà politica di diverse amministrazioni locali che hanno deciso di aprire gli occhi, di vedere quello che sta avvenendo ai danni delle giovani e giovanissime generazioni e di tentare di fare quel poco o quel tanto che possono.

A Macerata, invece, la situazione è ben diversa. I nostri vigili non svolgono in realtà alcuna attività mirata alla prevenzione e alla repressione dello spaccio di stupefacenti e delle vendite illecite dell’alcol sia ai minorenni che ai maggiorenni già in stato di ubriachezza. Detta in tutta semplicità, non esistono indicazioni o progetti specifici al riguardo. E anche quando escono in pattuglia con l’attenzione rivolta agli automobilisti, i vigili – a dimostrazione concreta di quanto poco interessino queste problematiche – non sono mai nemmeno dotati del kit per i controlli antidroga (nei casi conclamati i conducenti sospettati di trovarsi in stato di alterazione per effetto di sostanze stupefacenti vengono infatti inviati all’ospedale per le analisi) ed usano l’etilometro non per controlli preventivi, ma solo in caso di incidenti stradali in cui intervengono per i rilievi del caso.

A Macerata talvolta escono agenti della polizia municipale in borghese, ma solo per stanare e colpire i proprietari dei cani che non raccolgono le “cacche” dei loro amici a quattro zampe: un comportamento deplorevole ed incivile (quello dei padroni, ovviamente), certo, sicuramente da reprimere, ma non è ancora più incivile e delinquenziale distribuire la droga a ragazzi e ragazzini, anche poco più che adolescenti? Questa condotta illegale, e fonte potenziale di gravi disagi psico-fisici ed anche di morte, non dovrebbe essere ancora più monitorata, prevenuta e repressa?

Insomma, essendo questa la situazione, mi chiedo se sia giusto che la nostra polizia urbana, in via di fatto, priva com’è di qualsiasi indicazione al riguardo, si disinteressi totalmente della prevenzione antidroga e antialcol e del raccordo con le altre forze dell’ordine per contrastare quanto meno gli ultimi anelli della filiera cittadina dello spaccio. Secondo me, assolutamente no.

Si dirà  da parte dell’assessore competente e del dirigente responsabile della nostra polizia municipale: non è vero, sono critiche infondate e ingenerose, il nostro disinteresse non esiste, noi facciamo faticosamente e con scrupolo il nostro dovere anche in questo campo! Prova ne sono, ad esempio, i giri di monitoraggio che di tanto in tanto facciamo nei pressi di alcuni luoghi “sensibili” e i servizi notturni nelle serate cittadine più tumultuose: il giovedì degli universitari, i fine settimana.

A me sembra però che proprio gli interventi di cui sopra, ed altri simili che potrebbero essere qui ricordati, in quanto puramente di facciata, dimostrino la fondatezza del mio rilievo critico. Per farmi capire meglio, mi spiego con qualche riferimento ai casi concreti. Fare qualche giro con l’auto di servizio intorno ai giardini, al cui interno notoriamente si svolge una discreta attività di spaccio, sia al mattino, tra gli studenti che non vanno a scuola, che nel pomeriggio, ha una funzione preventiva pari quasi allo zero, se poi questi giri, che di solito finiscono solo con qualche multa ai proprietari dei cani che non usano il guinzaglio nel piccolo spazio verde sopra il parcheggio coperto di via Mugnoz (uno spazio che, sia detto per inciso, si era promesso di dedicare proprio al libero scorrazzare dei cani stessi), non vengono mai seguiti da qualche accesso all’interno dei giardini stessi da agenti in divisa e soprattutto da agenti in borghese. Così’ come prevedere in certe serate particolari un turno serale dalle diciannove all’una di notte equivale, nei fatti, a tagliarsi completamente fuori da tutte le problematiche (spaccio, ma anche mancati rispetti degli orari di chiusura da parte dei locali e degli esercizi pubblici, danneggiamenti e risse) che solitamente e puntualmente si presentano alla fine della movida cittadina, cioè dalle due o dalle tre di notte in poi.

Eppure i vigili urbani di Macerata, come quelli di qualsiasi altra città, conoscono il territorio a menadito, molto meglio dei carabinieri e dei poliziotti, e probabilmente sarebbero in grado, per visione diretta o per le confidenze dei vari cittadini che li avvicinano, di andare a prendere a casa, uno per uno, i soggetti che spacciano: li conoscono, sanno dove abitano, dove si piazzano per distribuire la morte, quali sono i bar dove si ritrovano per festeggiare i loro sporchi incassi, bevendo una birra dopo l’altra; così come conoscono gran parte dei consumatori. Potrebbero essere utilissimi in funzione preventiva in tanti luoghi cittadini, al mattino dinanzi o nei pressi delle scuole e al terminal delle corriere, nelle ore del pomeriggio allo skate park, oppure ai cancelli e nei vicoli circostanti, davanti alle sale giochi, nelle ore notturne stazionando (e non passando fugacemente) ad esempio in via Garibaldi.

Certo, nessuno può illudersi di vincere la guerra alla droga con i vigili urbani. Però credo sia giusto pretendere che si passi da interventi inesistenti o di pura facciata ad interventi più incisivi e di una qualche sostanza. Il mancato effettivo coinvolgimento anche dei vigili in un’azione mirata e coordinata di prevenzione e repressione contro gli ultimi livelli della criminalità che sul territorio comunale distribuisce la droga ai ragazzi è quindi un’occasione persa, un peccato mortale, un lusso che la nostra città non dovrebbe permettersi.

Intendiamoci, i nostri vigili (circa trentacinque, divisi in sei servizi) hanno indubbiamente tanti compiti: non solo la viabilità e il traffico, ma anche l’edilizia, l’ecologia, le occupazioni di suolo pubblico, il contenzioso, i vari servizi speciali e amministrativi, le contravvenzioni, ecc.. Ed è sicuramente difficile, con gli organici all’osso, conciliare gli orari ed i turni dei vari addetti, anche perché in alcuni servizi c’è da essere presenti sul territorio comunale dalla prima mattina sino a notte inoltrata (ma probabilmente, a detta anche di alcuni osservatori, sarebbe possibile una più razionale organizzazione dei turni, arrivando a fare più turni serali ed allungando l’ora notturna di rientro, magari con qualche soldino in più per ore aggiuntive di straordinario).

Però  i vigili urbani sono pur sempre componenti di un corpo che ha funzioni anche di polizia giudiziaria e, in via ausiliaria, di pubblica sicurezza, in un contesto normativo che da qualche anno ha ampliato le situazioni in cui il Sindaco potrebbe e dovrebbe intervenire in materia di sicurezza urbana, e tra queste non c’è dubbio che vi rientri anche l’attività preventiva e repressiva in materia di droga e alcol.

Non possono, quindi, né gli amici vigili, né, soprattutto, i loro responsabili, a livello gerarchico e politico, avere la mentalità degli impiegati dell’anagrafe (lungi da me qualsiasi pensiero dispregiativo verso questi ultimi: li ho citati solo per fare un esempio riferito al personale amministrativo che opera nei comuni). Eppure, proprio questa è la sensazione che i cittadini hanno dei nostri vigili urbani: onesti lavoratori che tirano ad arrivare alla fine del loro turno, cercando di scansare, almeno sino a quando non sono proprio costretti a farlo, tutto ciò che potrebbe essere fonte di rogne.

Di chi la responsabilità  di questa situazione? Secondo me il problema, per forza di cose, sta nell’assessorato competente, che, oltre a concentrarsi sulle multe per i parcheggi sulle strisce blu, dovrebbe occuparsi con determinazione delle questioni qui sollevate, invece di ignorarle. E soprattutto sta nei vertici del corpo della nostra polizia municipale, dove da troppi anni si succedono persone di ottimo livello e di buona professionalità, prive però di una specifica conoscenza ed esperienza nelle tematiche della polizia municipale e della sicurezza urbana. E che magari, quando una tale esperienza hanno cominciato a farsela, vengono poi sostituiti, per loro esigenze (pensionamenti, altri incarichi, ecc.) o per scelte diverse da parte dell’Amministrazione Comunale. Sicchè ogni volta si tratta di ripartire da capo, con un inevitabile appiattimento sulla gestione dell’esistente.

Da poco più di un anno, tra l’altro, l’incarico dirigenziale della polizia municipale, settore delicatissimo e di grande rilevanza nella vita cittadina, è svolto solo a part time, nel senso che l’attuale responsabile è contemporaneamente dirigente pure del Servizio Entrate del Comune di Macerata, anch’esso importantissimo, soprattutto in questo momento di grosse difficoltà economiche degli enti locali. Circostanza che, a sua volta, non può non tradursi, per mancanza di tempo e dei necessari approfondimenti, in un continuo rincorrere le situazioni e in una inevitabile mancanza di specifica progettualità per interventi che vadano oltre la stretta quotidianità.

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Il nuovo telelaser in dotazione alla polizia municipale di Macerata

A proposito della nostra Polizia Municipale tra le forze politiche e sui giornali si è discusso molto, nei giorni e nei mesi scorsi, su varie questioni, ad esempio sul telelaser fresco di acquisto (ma non c’era un autovelox ancora utilizzabile per i sacrosanti controlli della velocità tenuta dagli automobilisti cittadini?); sui semafori piazzati e interrati in via definitiva senza una seria preventiva sperimentazione con gli apparecchi mobili (con costi notevoli e a volte senza senso a carico delle casse comunali); sulle indennità aggiuntive pagate alla dirigente (non ho ben capito se con riferimento all’incarico dirigenziale svolto presso il Servizio Entrate o per quello svolto pressola Polizia Municipale), nel mentre non vengono consentite, con la motivazione che non ci sono i soldi, ore in più di straordinario da parte dei vigili urbani. Tutte discussioni sacrosante, alle quali io mi sento di chiedere che si aggiungano anche quelle relative all’organizzazione ed alla predisposizione di una maggiore e più significativa presenza dei vigili stessi nelle ore e nei luoghi che contano veramente, in funzione preventiva e repressiva antidroga e antialcol.

C’è qualche consigliere comunale, della maggioranza o dell’opposizione, disponibile a prendere a cuore queste situazioni e a battersi per migliorarle?

*avvocato, presidente onlus “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”



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