Unifestival, secondo giorno
Giulio Borrelli: “Svegliamoci”
Gli studenti hanno incontrato l'ex direttore del TG1 e inviato a New York nell'Aula Magna. Il programma dell'ultima giornata, ricchissima di iniziative
di Lucia Paciaroni
Affacciarsi in ogni angolo, cortile e loggiato del centro storico e trovarci gli studenti e la loro creatività. E’ stato questo il centro storico di Macerata, ieri ed oggi, e lo sarà anche domani con il gran finale della notte bianca. E’ questo Unifestival, il festival nazionale degli studenti universitari, che sta invadendo il cuore della città con tanti eventi. I veri protagonisti di tutto questo movimento sono ragazzi e ragazze che hanno organizzato interessanti appuntamenti. Loris Lazzaro, di Officina Universitaria, ha voluto approfondire “cosa succede all’interno del Tg1, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo”. E infatti oggi pomeriggio era in aula magna accanto al giornalista Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1e inviato a New York e al moderatore dell’incontro Carlo Scheggia. Borrelli, autore del libro “Le mani sul TG1”, ha ricordato la tragedia dell’11 settembre, da lui vissuta direttamente sul luogo e ha raccontato di come “l’America si sia sentita di fatto in guerra e non mostrava le foto dei feriti per non dimostrare la propria debolezza”. Ha parlato degli “odori, che le immagini non possono trasmettere”, ed è poi passato a dire che “il Tg1, così come il Tg5, hanno perso molti telespettatori perché aumentano le alternative”.
Carlo Scheggia ha chiesto a Borrelli “come si viene fuori dal sistema attuale?” e l’ex direttore del Tg1 ha detto: “La televisione è lo specchio di una realtà del paese, sociale, politica e culturale. Non sistemiamo tutto con le riforme legislative, anche se alcune servirebbero, ma è necessario un maggior confronto e una maggiore ricchezza nelle offerte. Possiamo ancora fare una televisione di qualità. I cittadini devono svegliarsi, se dal basso non c’è il rifiuto, né i politici, né il giornalista più bravo, potranno rigenerare questa situazione”. Borrelli ha portato l’esempio della notizia del terremoto a Roma di qualche settimana fa: “Una balla gigantesca e le televisioni hanno fatto servizi su servizi. Il 43 per cento degli italiano credeva al terremoto, il 20 per cento dei romani non è andato a lavoro quel giorno. Capite l’effetto mostruoso che si determina?”.

“Era importante per me conoscere un’esperienza diretta di cosa succede all’interno del Tg1 – ha detto Loris Lazzaro – E’ un telegiornale seguito dalla maggior parte degli italiani. L’incontro con Borrelli mi ha chiarito molti aspetti, tra cui quello di come si decide la linea editoriale”.
Poco più in là, nel cortile del palazzo comunale, parliamo con Maria Tommasa Nicoletti dell’associazione studentesca Big Bang, al termine della presentazione del libro “L’occhio della favorita” dell’anconetano Riccardo Carmenati, un thriller ambientato ad Ancona, nella storica Villa Favorita. “Riccardo fa parte della nostra associazione e studia Lettere – dice Nicoletti – La presentazione del suo libro, ci sembrava una buona occasione per farlo conoscere, per premiare l’impegno dei giovani in campo culturale e anche per avere visibilità per l’associazione, visto che siamo nati solo a metà marzo”. Relatore della presentazione l’assessore alle politiche giovanili Federica Curzi.
Il pomeriggio nel centro storico trasformato in campus universitario ha ospitato anche la conferenza di Carlo Bonanni, voce e chitarra del gruppo “Carodeandrè”, che si sono esibiti questa sera in piazza Vittorio Veneto. “Io non sono un docente di musicologia, ma sono solo un appassionato” si è presentato il musicista.
E mentre alla Facoltà di Lettere si è riscoperto lo spirito dissacratorio del “Candido”, il settimanale umoristico diretto da Guareschi dal ’46 al ‘61, i giornalisti Davide Carlucci di Repubblica e Antonio Castaldo del Corriere della sera hanno raccontato i meccanismi della baronia negli atenei italiani. Grande l’entusiasmo degli studenti reduci dal Nmun, la simulazione dei lavori alle Nazioni Unite, che ha visto l’Università di Macerata tra i migliori sedici atenei al mondo.
La giornata è continuata a colpi di musica in tutto il centro, nell’ambito del progetto “Weikap! Giovani in movimento”, con Aedi, Soundsick, Lebowski nel cortile del dipartimento di Filosofia, mentre i Delorean si esibivano in piazza Cesare Battisti. Il teatro andava invece in scena nel cortile di palazzo Ciccolini, con lo spettacolo teatrale “Il Sogno” di Shakespeare, per la regia di Rodolfo Craia.
E non c’è tempo per riprendere fiato: domani altra, e ultima, giornata piena di iniziative. A partire dalle 9 nel cortile del Comune si potrà visitare la mostra “Ricerca nella libertà. L’Università e le sue origini” che descrive la vita di uno studente del XIII secolo di una Università europea: quali erano le sue aspirazioni, le difficoltà che incontrava sul suo cammino?
In aula magna, alle 11.30, il rettore Luigi Lacchè, parlerà del ruolo delle università di fronte alla riforma e del futuro dei giovani con due relatori autorevoli, Marco Mancini, presidente della Crui, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, e Fabio Naro, segretario generale del Cun, il Consiglio Universitario Nazionale. Alle 15 nel cortile del Comune, conferenza su “La nascita delle Università: una nuova organizzazione del sapere all’insegna dell’autonomia e della libertà”.
Ospiti speciali occuperanno anche il pomeriggio: Alessandro Banfi, condirettore della testata giornalistica Videonews e coautore di “Matrix”, parlerà di comunicazione e massmedia alle 17 nel cortile del Comune, Christoph Baker, filosofo e assistente del direttore generale dell’Unicef, metterà in luce le contraddizione e le schiavitù dell’uomo moderno alle 18 in Aula Magna.
L’Unifestival chiude il sipario con un grande evento: la notte bianca. Nel cortile di palazzo Buonaccorsi, che rimarrà aperto per l’occasione fino alla mezzanotte insieme a Palazzo Ricci, si esibirà il coro dell’università di Macerata. L’autore e attore Matteo Canesin, alle 21, si esibirà nel suo “Nun je da retta Roma”, una dichiarazione d’amore tra il comico e il drammatico per Roma e per il teatro di Gigi Proietti nel cortile di Filosofia, mentre alla stessa ora, ma a palazzo Conventati, il doppiatore e attore Luca Violini con “L’oralità nella tradizione omerica” proporrà una lettura teatrale di alcuni passi del testo omerico.
E ancora, tanta buona musica, con doppio concerto d’eccezione: alle 21 in piazza Cesare Battisti è di scena il duo Iotatòla, composto dalle trentenni palermitane Serena Ganci e Simona Norato, che hanno incantato lo Sferisterio diventando le vincitrici di Musicultura 2010. Alle 20,30 in piazza Vittorio Veneto sarà la volta, invece, di un altro giovane talento del panorama musicale italiano, Beatrice Antolini con le sue melodie funky/soul/wave. Da non perdere la lezione-concerto su Gustav Mahler, patrocinato dal prestigioso Forum Austriaco di Cultura di Roma alle 22,30 a Filosofia. Nel cortile di Palazzo Ciccolini, alle 23, proiezione del film-documentario “Annanzarrete”, un tributo alla civiltà contadina.




