Il centro storico di Macerata
si trasforma in un Campus universitario

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Il vescovo Claudio Giuliodori

 

di Lucia Paciaroni

Unifestival, il festival nazionale degli studenti universitari, oggi ha preso il volo. E’ stato un lancio di palloncini a sancire l’inizio di quelle che saranno giornate ricche di eventi ed appuntamenti di ogni genere. “Sono stati gli studenti dell’Università di Macerata a voler organizzare da quest’anno un festival che rappresenterà nuove occasioni d’incontro tra loro, le associazioni e l’Ateneo e la città” ha detto il rettore Luigi Lacchè questo pomeriggio in piazza Cesare Battisti. Ad accompagnare gli interventi della tante autorità civili e religiose, i canti del coro dell’Università diretto da Aldo Cicconofri. “Macerata è una città universitaria ed è bene segnalare questa vocazione” ha continuato Lacchè.

Il rettore ha passato poi la parola al sindaco Romano Carancini, che l’ha abbracciato augurandogli “in bocca al lupo”. “La città diventerà un vero e proprio campus all’aperto e sarò felice di vedere il centro invaso dal vostro entusiasmo – ha detto Carancini –Il rapporto tra l’università e la città va pensato strategicamente, cominciando dal punto di vista amministrativo ed economico. L’ateneo è un eccellente motore di ricerca e sviluppo e una risorsa che va valorizzata, tenendo in città i giovani cervelli in modo da moltiplicare le possibilità produttive del territorio. E’ un evento da non perdere che ci darà l’opportunità di ammirare gli studenti non più con i libri sotto braccio, ma con vestiti diversi, ossia quelli della creatività individuale. Mi auguro che ogni anno questa opportunità diventi sempre più interessante”.

 

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Entusiasmo anche nelle parole del prefetto Vittorio Piscitelli e in quelle del vescovo Mons. Claudio Giuliodori. Quest’ultimo ha definito l’iniziativa “straordinaria”, aggiungendo che “segna una svolta, mancava qualcosa nel rendere visibile e palpabile l’importanza dell’università e del rapporto con la città”. “Siamo abituati a parlare degli studenti per la movida abituale di qualche sera, ma è questa la vera e grande movida dell’università. E’ così che dovrebbe essere vissuta l’università, nell’ottica del campus e non come mordi e fuggi tra corsi e lezioni” ha concluso Mons. Giuliodori.

Tra il pubblico anche un gruppo di studenti e docenti della Saint Cloud State University del Minnesota. “I nostri studenti prenderanno spunto da questa iniziativa per organizzare eventi nel loro campus” ha detto la professoressa Christine Imbra.

La parola è poi passata ai veri protagonisti del festival, coloro che ne rappresentano il motore, gli studenti. “Perché festeggiamo nel clima di marasma in cui vive ora l’università? Per far vedere quanto si può fare dando credito alle iniziative di noi studenti” il commento di Maura Marinozzi di Obiettivo Studenti, mentre Gentjan Preci di Officina Universitaria ha sottolineato l’importante di “un evento che ci fa uscire dalle mura dell’università per proporre attività culturali e per far avvicinare la città al mondo dell’ateneo”. Ha infine augurato “buon divertimento a tutti” Maria Tommasa Nicoletti dell’associazione Big Bang.

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Il Prefetto Vittorio Piscitelli

Giornalismo e attualità saranno protagonisti domani pomeriggio (giovedì 19 maggio). Tanta musica e buon teatro, invece, per la sera. Il tutto condito da speciali aperitivi a tema offerti dai locali del centro ogni giorno alle 19. Alle 15 alla Facoltà di Lettere in corso Cavour il prof. Fabio Marri illustrerà il settimanale umoristico “Candido”, diretto da Giovannino Guareschi, nel suo intrecciarsi di cronaca/commento dell’attualità politica di quegli anni (1946 -1961) e nella “elevazione” alla sfera della fantasia coi racconti di Don Camillo e Peppone della serie Mondo Piccolo. Alle 16 nel cortile di Palazzo Conventati, i giornalisti Davide Carlucci di Repubblica e Antonio Castaldo del Corriere della sera illustreranno il loro saggio/inchiesta “Un paese di Baroni”. In contemporanea, sempre alle 16, nel cortile del Comune, il prof. Guido Canavesi (Università di Macerata) e Giuseppe Cappiello (Università di Bologna) tratteranno il tema della sussidiarietà dal punto di vista giuridico ed economico. Tra gli ospiti attesi, anche il giornalista Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1 e corrispondente da New York, che presenterà alle 17 in Aula Magna il suo libro “Le mani sul Tg1- da Vespa a Minzolini: l’ammiraglia Rai in guerra”, incentrato su uno dei periodi più discussi del primo notiziario italiano.

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Il sindaco Carancini

Per gli amanti della musica e del teatro da non perdere i faccia a faccia alle 16 al Dipartimento di filosofia in via Garibaldi con il musicista Carlo Bonanni, voce solista del gruppo Carodeandré, sulla poetica del grande Faber, e alle 17 a Palazzo Ugolini con l’attore Luca Violini sull’oralità nella tradizione omerica, sulla quale si basa lo spettacolo in programma per venerdì sera. Alle 18, nel cortile del Comune l’anconetano Riccardo Carmenati presenterà il suo romanzo “L’occhio della Favorita”, un thriller ambientato ad Ancona, nella storica Villa Favorita. Musica e teatro invaderanno il dopo cena. In piazza Vittorio Veneto alle 21 sono di scena i Carodeandrè con la voce di Carlo Bonanni che ricorda in modo impressionante il grande Fabrizio De Andrè. Dalle 21.30 nel cortile del Dipartimento di Filosofia in via Garibaldi nell’ambito del progetto “Weikap, giovani in movimento” si alterneranno alcune delle più interessanti giovani band marchigiane: Aedi, Soundsick, Lebowski. Alle 22 in piazza Cesare Battisti, tuffo nei mitici anni ’80 con le canzoni dei DeLorean.

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In contemporanea alla stessa ora, aperitivo roots reggae in compagnia dei Kunta Kinte sound al Bar Duomo e serata Unifestival con Mecca Dj and Vommi Tee al Faber Cafè. Alle 23 nel cortile di Palazzo Ciccolini “Il sogno” di Shakespeare, con musiche di Mendelssohn e dei Beatles, sarà il momento conclusivo del Laboratorio di linguaggio teatrale dell’Ersu coordinato dal regista Rodolfo Craia.
Una giornata intensa dove si alterneranno eventi di tutti i generi e per tutti i gusti, prima di lasciare la scena al venerdì, altrettanto ricco e che chiuderà il festival con la notte bianca. Per tutta la durata del Festival il centro storico di Macerata sarà area pedonale dalle 18 alle 24. L’accesso sarà consentito solo ai residenti, agli invalidi e ai mezzi autorizzati. Per l’occasione rimarranno aperti fino a tarda notte i parcheggi: Park Si vicino ai Giardini Diaz e il parcheggio Garibaldi.

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