Lo stop alle auto
è un inutile paravento
Per Maceratiamo si tratta di una misura insufficiente
Dall’Associazione Maceratiamo riceviamo:
Il Comune di Macerata ha aderito all’accordo di programma sollecitato dalla Regione per l’abbattimento delle polveri sottili. Bene!
Concretamente questo significa che per due o tre mesi, sette ore al giorno, cinque giorni alla settimana alcuni mezzi non potranno circolare in città. Fantastico!
Così la qualità dell’aria migliorerà e potremo ricominciare a respirare tranquillamente. Col cavolo!
Certo è bello vedere che finalmente si è abbandonata quella presa in giro delle “domeniche senz’auto”. Meno bello è vedere che la molla capace di muovere tutto questo non è la salute dei cittadini ma il rischio che arrivi una multa: il vil denaro può molto più di asma, bronchite, tumore e quant’altro. Sai che scoperta!
Ma perché si deve essere sempre così negativi? In fondo sarà sempre meglio di niente. Ecco, il punto è proprio questo: qualsiasi cosa è meglio di niente, così di fronte ad un problema grave si interviene con azioni che sono ben poca cosa, non risolvono il problema, ma offrono a chi di dovere la giustificazione per dire “noi abbiamo fatto qualcosa”. Ci si nasconde dietro ad un dito, si rinuncia ad azioni davvero incisive e si lascia tutto come sta, o quasi. Però si evita la multa che, al di là delle dichiarazioni di facciata, è l’unica cosa che davvero interessa. In fondo, come dice l’assessore Valentini, si interviene perché “obbligati” e non perché sia giusto farlo.
E la nostra salute? Oltre a citare gli studi fatti, qualcuno dovrebbe andarseli a rileggere. Solo pochi mesi fa il commissario UE per l’ambiente Janez Potočnik ricordava che “l’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 mila morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10 mila abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa del particolato”. E se la UE sembra troppo lontana, si può rivedere il lavoro fatto dall’ARPAM secondo cui ad aumenti di 10 µg/mc della concentrazione di PM10 consegue un aumento del rischio di ricovero per cardiopatia ischemica (angina pectoris) del 13,6% nell’arco delle 48 ore. Oppure l’indagine epidemiologica secondo cui a Macerata ogni anno muoiono sei persone a causa dell’inquinamento atmosferico; e questo sempre secondo uno studio dell’ARPAM del 2006, periodo in cui la situazione era migliore rispetto ad oggi.
Però di fronte a questa realtà, che sta diventando una strage silenziosa, si fermano i diesel più vecchi di dieci anni e qualche altro mezzo particolarmente datato. Basta guardarsi intorno per capire chi farà le spese di questa iniziativa. Non sono molte oggi le auto in circolazione con più di dieci anni, che tra un incentivo e l’altro, chi ha potuto l’ha cambiata; chi non l’ha fatto non se lo può permettere. Questo blocco quindi avrà conseguenze pesanti per le persone più povere, i più disagiati, gli stranieri, i giovani precari. Però quello col SUV nuovo di zecca, che brucia un barile di petrolio per andare a prendere il caffè al bar, lui continua a girare tranquillo, perché i consumi in tutto questo non vengono presi in considerazione.
Non parliamo poi di altri aspetti, tipo le polveri che i veicoli emettono indipendentemente dal motore: nessuno ne parla mai, ma un veicolo emette polvere dai freni, dai pneumatici e da molte altre parti. L’assessore (o chi per lui) sa quante sono queste polveri? Di che tipo? Di che dimensione?
E lo sa l’assessore che quasi tutte le famiglie hanno due auto e che di due almeno una è più o meno nuova? E che quindi fermare quella più vecchia non serve a niente perché basterà far camminare il doppio l’altra per annullare qualsiasi beneficio?
Poi bisognerebbe parlare dei riscaldamenti. Già, perché se le caldaie a metano sono (relativamente) pulite, lo stesso non si può dire di quelle a gasolio che, guarda caso, sono esattamente come i motori diesel delle auto, solo più vecchie. E’ stata fatta una valutazione dell’impatto che hanno i riscaldamenti sulla concentrazione di polveri sottili? E’ stato fatto un censimento delle caldaie più vecchie? E’ stata prevista una qualche forma di sostegno ai privati per aiutarli a rendere più efficienti i loro impianti e le loro case? Qualcuno ha pensato che è inutile stabilire un tetto alle temperature se non ci sono infissi adeguati?
Temo che la risposta a tutte queste domande sia un misero “no”. Così come temo (e spero tanto che qualcuno mi smentisca) non siano state fatte valutazioni di carattere più generale. Come mai il rapporto tra PM2.5 e PM10 rilevato alla centralina di Collevario – che è praticamente in campagna – è quasi sempre più alto di quello rilevato in piazza della Vittoria? Come mai la situazione di Macerata è tanto simile a quella di Civitanova, pur senza zone industriali né autostrade? Come mai la posizione collinare con la conseguente ventilazione non limita la concentrazione di polveri sottili? Come mai nel 2010 – nonostante sia stato l’anno più piovoso del decennio – la media annua di PM10 è quasi identica a quella del 2009, gli sforamenti sono esattamente gli stessi (50) e le PM2.5 sono addirittura più alte? Come mai non vengono effettuate analisi nelle frazioni di pianura, dove è ipotizzabile una situazione ancora peggiore?
Il problema è estremamente grave e oltre ad intervenire tardi, lo si fa con un provvedimento che crea disagi a chi ne ha già tanti di suo, e non otterrà risultati concreti. Beh, non proprio, un risultato forse sarà raggiunto: si riuscirà a riportare i rilevamenti entro i limiti consentiti e ad evitare la multa. E sarà una bella soddisfazione! Purché nessuno si illuda che tenere l’inquinamento entro i limiti consentiti dalla normativa significhi evitare conseguenze per la salute.
E pensare che la soluzione (limitatamente al problema traffico) è estremamente semplice: il trasporto pubblico. Semplice da individuare, molto più complessa da realizzare, questo è certo; però fa cadere le braccia vedere che si continuano a cercare palliativi invece di mettere mano a qualcosa di veramente efficace. Ci vogliono tempo e denaro, dicono quelli che sanno cosa significa organizzare il trasporto pubblico, e hanno ragione. Però noi continuiamo a perdere tempo dedicandoci ad altro e a spendere denaro per curare le persone che di inquinamento si ammalano. Un giorno saremo costretti a seguire questa strada, perché è l’unica che può risolvere il problema, e anche allora ci vorrà tempo e denaro; da aggiungere a quello che avremo sprecato nel frattempo.

Un blocco talmente limitato da essere molto peggio che insufficiente!
Ah a macerata ci sono problemi di inquinamento? mmm sembra più un problema di cassa…
Le considerazioni di Maceratiamo sono per molti versi condivisibili. Certo l’iniziativa è parziale (meno parziale però delle domeniche senza auto che tante contestazioni già provocavano ), certo può provocare alcune ingiustizie “sociali” (non si fermano i terribili SUV ), certo bisognava agire prima (un ritardo colpevole di molte amministrazioni italiane) e certo bisogna favorire l’uso del mezzo pubblico. Però intanto qui ed ora che cosa facciamo ? A parte il fatto che la motivazione economica sarà pure “prosaica” ma di questi tempi non piacerebbe a nessuno tirar fuori dei soldi per questo motivo (sai le polemiche !) ed in fondo sulla base della convenienza economica vengono prese la stragrande maggioranza delle nostre decisioni. Poi c’è il fatto che per affrontare con più decisione il problema ci vuole tempo e ci vuole condivisione dei cittadini . Usiamo il mezzo pubblico ! Ma quanto tempo ci mettiamo a motivare un cambiamento del nostro stile di vita basato sull’automobile ! Guardiamoci intorno ! L’obiezione può essere : Se mai cominciamo mai si arriva al risultato. Sono d’accordo , ma allora anche queste iniziative non possono essere utilizzate per promuovere con decisione comportamenti più “virtuosi” ? (per l’ambiente e la salute) . Invece di bollare l’iniziativa come inutile non sarebbe preferibile dire ai cittadini “vedete cosa sta succedendo? Vedete che non si può continuare cosi ? Questo è solo un primo ed incerto passo , non sufficente per risolvere il problema, ma dimostra che il nostro futuro deve essere diverso , che dobbiamo fare tutti insieme scelte più sostenibili , che bisogna cercare di usare il mezzo pubblico e magari andare a piedi quando si può, altrimenti saremo sempre più limitati nella nostra libertà e la qualità della nostra vita peggiorerà ancora di più” Insomma , sarà insufficente e discutibile per certi versi, però si va nella direzione giusta e quindi dobbiamo sostenere questo processo INEVITABILE e non limitarci a contrastarlo per un motivo o per un altro.
“in fondo sulla base della convenienza economica vengono prese la stragrande maggioranza delle nostre decisioni”
Esatto. Peccato che questa non sia politica ma pura e semplice amministrazione, per la quale è sufficiente l’ultimo dei ragionieri. Dalla politica mi aspetto qualcosa di più.
“Se mai cominciamo mai si arriva al risultato”
Appunto. Il resto sono chiacchiere.
Il comune non può limitarsi a dire “Vedete che non si può continuare cosi”, deve darci delle soluzioni, altrimenti è inutile.
Questa iniziativa non è “un primo ed incerto passo” nella direzione giusta, ma solo un rimandare il problema.
@stefano: l’aggettivo è pessimo, ma il senso è giusto!