Guzzini (Pdl): “Università oltre le proteste
E se non fosse soltanto
questione di riforme?”

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Marco Guzzini

Da Marco Guzzini, consigliere comunale del Pdl Macerata:

Negli ultimi anni l’Italia vive una grave emergenza: non principalmente un’emergenza politica o soprattutto economica, a cui tutti sembrano rivolgere l’attenzione in questo momento, ma qualcosa da cui dipendono anche l’economia e la politica. L’Italia sta vivendo una vera emergenza educativa che riguarda ognuno di noi, nessuno escluso, proprio perché e’ attraverso l’educazione che la persona e cosi la società si formano e si completano. Da sempre scuole ed Università sono diventati luoghi-chiave dove costruire le proprie certezze per il futuro. Negli ultimissimi giorni abbiamo tutti assistito ad un ferocissimo dibattito sul futuro dell’ intero sistema d’ istruzione italiano. L’ iter parlamentare del ddl Gelmini, meglio conosciuto come Riforma dell’Università, e la sua recentissima approvazione hanno provocato reazioni in tutto il Paese. Roma, Milano, Napoli cosi come Macerata. La voce degli studenti si è fatta sentire. Una voce, laddove non strumentalizzata da odio ed ideologie politiche, che interroga tutti e che merita risposte immediate. Entrare nel merito del decreto Gelmini: questo il primo passo da fare. Se accorpamenti di università limitrofe, diminuzione dei corsi di laurea e sostanziali modifiche circa lo stato giuridico dei docenti e le abilitazioni per l’ insegnamento universitario rappresentano una buona base per iniziare ad  affrontare alcuni problemi degli atenei italiani, restano da approfondire importanti questioni relative alla copertura finanziaria della riforma, al ruolo dei ricercatori, al mantenimento delle borse di studio. Questioni che meritano uno studio adeguato. Ecco perché, rivolgo il mio appello direttamente al Rettore dell’Università di Macerata, affinchè organizzi nei prossimi mesi vari convegni di analisi della Riforma Gelmini coinvolgendo  presidi, professori e tutti gli studenti che avranno la voglia di mettersi in gioco a questo livello. Nei prossimi giorni i rappresentanti degli studenti di tutte le liste che hanno concorso alle recenti elezioni universitarie,Obiettivo Studenti, Azione Universitaria, Officina Universitaria, Spam- Collettivo Universitario sono chiamati a dimostrare un grande senso di responsabilità. L’auspicio e’ quello di confrontarsi a tutto campo sui problemi attuali che interessano gli studenti universitari maceratesi e stilare un documento comune da presentare alla Giunta Carancini ed a tutto il Consiglio comunale. Alla ripresa dei lavori politici dell’assise cittadina mi farò promotore di una raccolta firme  per calendarizzare in tempi brevissimi un Consiglio Comunale aperto,totalmente rivolto al rapporto città- Università. Occorre, infatti, lavorare su ciò che la le amministrazioni locali hanno fatto e possono fare per promuovere lo sviluppo dell’ ateneo. Il 28 Novembre 2009 e’ stato stilato, anticipando di fatto il Ddl Gelmini, un accordo di programma tra il Ministero dell’Istruzione, l’Università di Macerata, l’Università di Camerino e la Provincia di Macerata con lo scopo di qualificare l’offerta formativa dell’ateneo, ottimizzando risorse umane e finanziarie del territorio. I termini dell’accordo hanno previsto la costituzione di un Comitato paritetico per l’Università nelle Marche(CUM) finalizzato all’attuazione dell’accordo di programma con il coinvolgimento dell’ateneo, della Regione Marche, della Provincia di Macerata, del Comune di Macerata e della Camera di Commercio. Per l’attuazione dell’accordo- si legge nella nota- il ministero erogherà alle due Università dal 2009 al 2013 la somma di 700mila Euro annui, oltre il finanziamento ordinario, da dividere tra i due atenei. La Provincia di Macerata, dopo il primo contributo del 2009 di 100.000 Euro, a partire dal 2010 dividerà tra le due Università un contributo di 300.000 Euro annui. E’ su queste cifre e su questi temi che occorre centrare il dibattito. Capire come queste risorse aiuteranno l’ateneo ad integrare i suoi servizi e ad aumentare il livello della sua offerta formativa risulterebbe decisivo per sostenere il presente ed il futuro della nostra Università e per creare un nuovo modello di sviluppo per tutto il territorio maceratese.


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