Ciaschini risponde a Il Sole 24 Ore:
“Nessuno spreco in Facoltà”

di Beatrice Cammertoni
Lunedì Il Sole 24 ore ha pubblicato un articolo sulle Università italiane: in tempi di crisi e con i tagli previsti per i prossimi anni l’attenzione viene puntata sui corsi di laurea e sui curricula che a causa dei pochi iscritti possono considerarsi uno spreco per lo Stato. Il pezzo viene accompagnato da una tabella in cui sono dettagliatamente indicati per livelli e per percentuali sul totale gli indirizzi ed i trienni incriminati per ogni ateneo.
Anche Macerata viene riportata nella lista, con 4 corsi di laurea e 29 curricula a rischio. Non è però solo questo lo spazio che il nostro Ateneo ha avuto nell’articolo: parlando di spese superflue e di prolificazione di percorsi nella Facoltà, vengono citate in particolare Scienze della Comunicazione e Storia e memoria delle civiltà europee. Questo perché, prosegue l’articolo, le due Facoltà hanno nell’offerta formativa “ben cinque curricula a testa”. Proprio quando la nostra Università inizia ad attuare il suo piano anti-crisi e a stringere la cinghia, insomma, viene accusata di non virtuosità da uno dei quotidiani più letti d’Italia.
Il preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Maurizio Ciaschini non nasconde il suo disappunto per l’articolo pubblicato dal giornale di Confindustria.
Dalla tabella riportata il Preside ha ricavato un altro schema in cui inserisce gli stessi dati riportandoli in ordine decrescente. “Ho personalmente ricostruito la situazione del nostro Ateneo. Nella colonna che riguarda i corsi di laurea a rischio Macerata occupa il ventunesimo posto nella classificazione per livelli ed il quattordicesimo in quella in percentuali. Per quanto riguarda i curricula parliamo comunque di decima e sedicesima posizione. Non si comprende per quale criterio sia stata scelta Macerata come esempio e non altri Atenei.”
Il Preside inoltre non può che sottolineare che i dati espressi sulla sua Facoltà non sono esatti: l’unico corso di laurea attivo per la triennale, infatti, si articola in quattro e non cinque curricula. Come espresso anche dal Rettore Sani in un’intervista il numero degli iscritti potrà essere stabilito con certezza solo quando verranno conteggiate le immatricolazioni avvenute in ritardo. Le prime valutazioni saranno effettuate solo la prossima settimana.
Il Preside Ciaschini rifiuta ogni accusa che abbia per oggetto i curricula attivati nella sua Facoltà. “Essi, consentono agli iscritti di scegliere il percorso formativo più affine ai loro interessi senza gravare sul bilancio dell’Università. Poiché riconducibili ad uno stesso corso di laurea, i quattro piani di studio si differenziano per poche materie ed i nostri docenti di ruolo hanno accettato il massimo carico didattico accollandosi l’insegnamento di tre discipline anziché due. Una maggiore offerta è offerta al minor peso economico possibile. Inoltre la nostra Università ha adottato il programma di valutazione Iso 9001, che registra la soddisfazione dei nostri studenti equiparati a clienti ogni anno. Non possono ignorare questi elementi nel giudicarci”.
L’offerta formativa che la Facoltà proporrà alle matricole per il prossimo anno non cambierà rispetto a quella del 2008. “Il nuovo curriculum di Comunicazione Politica è attivo solo da un anno, verificheremo quanti studenti si iscriveranno: è giusto anche diversificare le opportunità.”
Chi ha seguito le vicende dell’“autunno caldo” dell’Università di Macerata ricorderà sicuramente l’occupazione da parte dell’Onda Anomala dell’Aula 8 proprio a Scienze della Comunicazione. Anche allora tagli, sprechi e corsi di laurea erano al centro dell’attenzione: di quei giorni il preside Ciaschini ricorda soprattutto il rapporto equilibrato che nonostante tutto aveva istaurato con gli studenti. “Il preside ha delle responsabilità e non può che essere contrario alle occupazioni. Ho cercato di convincere l’onda a non occupare o per lo meno a non rimanere nei locali della Facoltà di notte, ho suggerito di proseguire la protesta con altri strumenti, per esempio culturali. Fortunatamente non è accaduto nulla in quella situazione, ma se fosse avvenuto il contrario sarei stato io a risponderne.”