Scontro tra Catena e Castelli:
«Attaccare me non l’assolve
dalle responsabilità politiche nel cratere»
SISMA - Il consigliere dem è intervenuto al termine della seduta straordinaria del Consiglio a Muccia dopo che il commissario lo aveva chiamato in causa: «Si vuole cercare di sviare l'attenzione ma i terremotati sono giustamente indignati e questa indignazione crescerà». La sottosegretaria alla giunta regionale Silvia Luconi: «Siamo a lavoro per tutelare lavoratori, imprese e soprattutto i terremotati». VIDEO

Leonardo Catena (secondo da sinistra in seconda fila) durante il Consiglio regionale aperto di oggi a Muccia
«Attaccare me non la assolve dalle sue responsabilità politiche nel cratere sismico. Si vuole cercare di sviare l’attenzione ma i terremotati sono giustamente indignati e questa indignazione crescerà finché non si farà chiarezza su una vicenda assurda». A parlare, in un videomessaggio, riferendosi a Guido Castelli, commissario sisma per la ricostruzione, è Leonardo Catena, consigliere regionale dem. L’ex primo cittadino di Montecassiano oggi è stato chiamato in causa da Castelli durante il Consiglio straordinario che si è svolto a Muccia in occasione dei dieci anni dal sisma.

Il commissario Guido Castelli oggi a Muccia
«Non c’è mai stato un sindaco del cratere che si è genuflesso, mai. Se qualcuno vuole smentire questa dichiarazione lo autorizzo, lo chiedo all’allora sindaco di Montecassiano Leonardo Catena, ti sei mai genuflesso?» ha detto Castelli poco dopo aver iniziato il suo intervento. A insorgere sono state le opposizioni con in testa i dem Valeria Mancinelli e Fabrizio Cesetti: «non si possono sentire queste parole da un commissario nei confronti di un consigliere che non può replicare (la riunione di ieri delle forze politiche in Regione aveva previsto, per il Consiglio straordinario, solo l’intervento dei capigruppo, ndr)».
Catena ha replicato poi in un videomessaggio sui social. «Oggi a Muccia è successo un fatto gravissimo dal punto di vista istituzionale – ha detto il dem -. Castelli ha pensato bene di attaccare il sottoscritto nel periodo in cui ero sindaco di Montecassiano dicendo che ci siamo scambiati dei messaggi. Ovviamente sì dato che da sindaco mi sono occupato di ricostruzione. Trovo scandaloso che lo abbia detto per rinnegare la filiera di destra. Peccato che oggi invece di attaccare il consigliere Catena avrebbe dovuto parlare di ricostruzione e dello scandalo di questi giorni sulla ricostruzione».

Leonardo Catena, consigliere regionale del Pd
«Nell’inchiesta è stato arrestato l’ex braccio destro di Acquaroli (Fabio Pistarelli, ndr) con l’accusa di reati gravissimi come truffa aggravata e corruzione. Inchiesta in cui emergono, poi, infiltrazioni mafiose nel sistema dei subappalti – prosegue Catena nel video -. A Castelli voglio dire che i riferimenti sono i terremotati, le vere vittime, le vere persone a sentirsi tradite da quello che sta accadendo. In un passaggio del suo intervento Castelli fa riferimento al fatto che le ditte a cui rivolgersi le scelgono i privati per la ricostruzione privata, come se scaricasse la responsabilità sui terremotati rimasti senza casa e ancora nelle sae. No caro senatore e presidente Acquaroli, i controlli spettavano a voi. Il fatto che non si siano accorti che centinaia di cantieri venivano gestiti dalla stessa ditta e che c’erano delle infiltrazioni mafiose della Camorra e della ‘Ndrangheta chiama in causa delle responsabilità politiche da cui non si può scappare. Si vuole cercare di sviare l’attenzione ma i terremotati sono giustamente indignati e questa indignazione crescerà finché loro non faranno chiarezza su questa gravissima vicenda».

Silvia Luconi con il commissario Guido Castelli
Sul Consiglio straordinario di oggi è intervenuto anche il sottosegretario alla giunta regionale Silvia Luconi. «Domani il commissario Castelli incontrerà il direttore della Struttura per la prevenzione antimafia presso il ministero dell’Interno per capire i passi da fare per gestire questa emergenza nell’emergenza. Un incontro che ha un solo fine: tutelare lavoratori, imprese e famiglie che sono tantissime. E tutelare soprattutto i terremotati. Le polemiche e strumentalizzazioni politiche devono lasciare il passo alle risposte che i cittadini ci chiedono. Il nostro lavoro è generare le risposte per evitare l’arresto di una ricostruzione che ha fatto degli enormi passi da gigante e che ha ancora tanto da fare. La popolazione chiede il rispetto e chiede di portare a casa soluzioni concrete».








































incontro a Roma presso il ministero dell interno per tutelare i terremotati e i lavoratori e un pochetto pure noi stessi..
È vero che l’impresa la sceglie il proprietario, ma egli non può certo sapere se quell’impresa ha altri 400 cantieri. Inoltre si tratta comunque di soldi pubblici, quindi il controllo va esercitato da chi è preposto a farlo. Trovo veramente di cattivo gusto scaricare le responsabilità sui terremotati.