Il caso della casetta “dimezzata”,
Opposizione all’attacco, Bartomeoli:
«Di notte qualcuno tramava»

RECANATI - Il manufatto era stato inaugurato il 26 settembre nell'ambito della riqualificazione del parco di via Koch a Fontenoce. Ma dopo qualche settimana ne è stata asportata una significativa porzione. In Consiglio il vicesindaco non ha chiarito le motivazioni rispondendo all'interrogazione di Pd e Recanati Insieme: «Era in deposito da anni, era stata asportata dal Tubaldi. Abbiamo fatto tutto in economia, ma mentre noi lavoravamo di giorno, qualcuno spiava nell'oscurità»

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La casetta dimezzata

È durata poche settimane la casetta di legno all’interno del rinnovato parco di via Koch, a Fontenoce. Il Comune, infatti, l’ha letteralmente “dimezzata”, asportandone una porzione significativa.

Doveva essere uno spazio dedicato alla vita associativa dell’area verde al confine con Montecassiano e invece nel giro di un paio di settimane (l’inaugurazione è del 26 settembre scorso) lo spazio, che era di circa 60 metri quadrati, è stato significativamente ridotto. La questione è sbarcata in Consiglio comunale con l’interrogazione firmata da Pd e Recanati Insieme, che ha voluto vederci chiaro sull’accaduto.

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«Volevamo conoscere il motivo della parziale demolizione e per capire quanti soldi pubblici siano stati spesi per la casetta ormai utilizzabile a metà – afferma il gruppo Recanati Insieme – chi ha prescritto o suggerito la demolizione? Come lo ha comunicato o notificato all’amministrazione?  Domande legittime che abbiamo posto al sindaco Emanuele Pepa e alla giunta. Ma in Consiglio comunale l’assessore Roberto Bartomeoli ha evitato di spiegare motivi e dinamica di quanto avvenuto. Spiega invece che si sente offeso dal fatto che il consigliere Bravi abbia avanzato, oltre all’interrogazione, un accesso agli atti per vederci più chiaro; in altre parole, l’assessore è offeso dal fatto che l’opposizione faccia l’opposizione. E rassicura: la casetta è stata fatta “in tutta economia” e non è colpa dell’amministrazione se l’amministrazione ha dovuto tagliarla a metà.  La colpa è semmai di chi ha segnalato o diffuso la notizia, non di chi ha commesso la (presunta) irregolarità; sicuramente non è colpa della politica insomma, forse, lascia intendere Bartomeoli, degli uffici perché c’è una “divisione tra uffici e politica”. Questa la cura che l’amministrazione Pepa ha dedicato al progetto per il quartiere. E spente le telecamere della propaganda, si cercano capri espiatori. Continueremo invece a pretendere risposte in attesa che il Comune riscontri il nostro accesso agli atti per provare a restituire trasparenza in favore di tutta la cittadinanza».

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La casetta ancora intera all’inaugurazione del 26 settembre

Bartomeoli aveva rivendicato il lavoro fatto per il parco di via Koch, senza però entrare nel merito delle motivazioni al taglio del manufatto. «Le risposte che vorrà Bravi le troverà nell’accesso agli atti, ma rivendico il fatto che a Fontenoce abbiamo fatto un grande lavoro – ha evidenziato il vicesindaco – una zona che da tanti anni aspettava un luogo per aggregarsi. E questi 2mila metri quadrati sono la dimostrazione di come questa amministrazione ha avuto sin dall’inizio una grande attenzione per i quartieri, tanto da assegnare una delega specifica. La casetta era in un deposito comunale, ferma da diversi anni, era stata smontata dal campo sportivo Tubaldi. Per cui in tutta economia l’abbiamo riutilizzata, senza folli spese. È sorprendente che di giorno si lavorava per dare una risposta alla comunità, di sera qualcuno, nell’anonimato tramava, fotografava, spiava. Chissà quale abusivo si poteva perpetrare in un parco pubblico da destinare a una frazione per tanti anni abbandonata da tutti. Noi abbiamo portato a casa un risultato voluto da questa amministrazione».


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