Bodyguard in aula, Lepretti si smarca:
«Presenza inopportuna»
Brini richiama all’ordine Crocetti

BUFERA A PALAZZO SFORZA - Il consigliere di Siamo Civitanova rivendica la firma alla sfiducia a Ciarapica: «Un gesto di responsabilità politica». L’ex consigliera Lavinia Bianchi critica il voto di Silvia Squadroni che invece ha sostenuto il sindaco. Tensione anche in Civitanova Unica dopo il no del presidente della commissione cultura che potrebbe passare a Futuro Nazionale

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Giuseppe Lepretti (Siamo Civitanova)

di Laura Boccanera

«Non ho trovato opportuna la presenza dei bodyguard, di certo non erano lì per me. Non sapevo neanche che ci sarebbero stati, ma se mi si chiede che ne penso, ecco secondo me sono inopportuni. La sicurezza è affidata agli organi di pubblica sicurezza, specie in un Consiglio comunale». Giuseppe Lepretti di Siamo Civitanova prende le distanze da quanto successo prima della discussione della mozione di sfiducia al sindaco, mozione che lui stesso ha firmato e votato, in difformità con quanto invece deciso dalla sua capogruppo Silvia Squadroni. Il riferimento è alla permanenza in aula di 6 guardie di sicurezza privata che hanno accompagnato Alberto Feliziani, iscritto di FdI in consiglio dove lui era spettatore perché preoccupato per la propria incolumità, come ha avuto modo di ribadire. Lepretti ha firmato, a differenza di Squadroni la mozione segnando una frattura che potrebbe diventare ancora più netta se come pare l’ingresso della Squadroni in Forza Italia è ad un passo e con il voto dell’altra sera, contro la mozione, si è riavvicinata al «centrodestra sano» come lo ha definito, epurato di Vince Civitanova.

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Silvia Squadroni e Giuseppe Lepretti, consiglieri di Siamo Civitanova

«Silvia sapeva come la pensavo. Ho rifiutato di andare dal notaio a dare le dimissioni e far cadere Ciarapica non perché vi fosse Vince Civitanova, ma perché secondo me dal punto di vista metodologico non garantiva trasparenza e confronto che invece è alla base. Ma non ho mai apposto un veto su Vince Civitanova. Credo sia un problema di quella lista spiegare ai propri elettori perché vogliono sfiduciare il sindaco. Per cui quando sono stato contattato per la mozione ho deciso di firmarla. Non lo considero un patto con Vince Civitanova, ma un gesto di responsabilità politica».

Il futuro della lista quale sarà? «Non lo so. Non ho deciso se mi ricandiderò. Sicuramente non ho intenzione di legarmi a un partito, ma voglio rimanere un civico. Siamo Civitanova è stata una lista innovativa, l’unica capace di portare quattro ragazzi under 30 tra i 4 più votati della lista e questo è un unicum. Se ci fosse un progetto analogo fresco e innovativo potrei ricandidarmi».

lista siamo civitanova - lavinia bianchi - FDM

Lavinia Bianchi

Commenta quanto avvenuto, seppur non rivesta più un incarico pubblico, anche Lavinia Bianchi, ex consigliera di Siamo Civitanova che ha rassegnato le sue dimissioni dall’incarico per impegni lavorativi. «Quello che è successo ieri non è stato solo brutto da vedere: è stato grave, grottesco, profondamente triste. C’era una maggioranza lacerata, una mozione di sfiducia al sindaco, accuse durissime e rapporti ormai logorati. Eppure, ancora una volta, tutto si è trasformato in una rappresentazione. Una cosa, però, bisogna riconoscerla a Fabrizio Ciarapica: cade sempre in piedi. Viene contestato, indebolito, attaccato perfino da pezzi della sua stessa area politica. La maggioranza si divide, si ricompone, prende le distanze. Poi arriva il momento decisivo. E lui resta lì. Più debole, forse. Più isolato, sicuramente. Ma ancora al suo posto». Bianchi spiega poi di non aver condiviso il passaggio di Silvia Squadroni: «Non condivisi allora il suo progressivo riavvicinamento al centrodestra e non condivido il voto espresso in Consiglio. Sedendo all’opposizione, dopo anni di critica a questa amministrazione, arrivati a quel punto la sfiducia andava votata. Non si può costruire per anni una posizione alternativa a Ciarapica e poi, nel momento politicamente decisivo, scegliere un voto che finisce per tenerlo in piedi e che oggi viene rivendicato come un ritorno nel centrodestra. Detto questo, sulle capacità di Silvia Squadroni c’è poco da discutere: per preparazione e capacità dialettica, in quell’aula, resta una spanna sopra molti altri. Ed è proprio questo a rendere la sua scelta ancora più difficile da comprendere. Questo resta, per me, un errore. Su Fratelli d’Italia il quadro è altrettanto chiaro: parole durissime contro il sindaco, presa di distanza evidente e, al momento decisivo, astensione sulla mozione di sfiducia. Il paradosso di ieri è anche questo: criticare tutto, senza assumersi fino in fondo la responsabilità delle conseguenze». La posizione di Bianchi non è unica. Molti degli ex alleati di Squadroni alle amministrative del 2022 come Teresa Lambertucci che era a capo di Azione, partito alleato di Siamo Civitanova alle precedenti comunali, ha biasimato la scelta fatta.

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Gianluca Crocetti, sempre vicino a Ciarapica, festeggia il no alla sfiducia

Magagne in vista invece all’interno di un’altra civica dove capogruppo e consigliere hanno votato in difformità ed è Civitanova Unica. «La lista su indicazione dell’assessore Ermanno Carassai aveva dato indicazione di astenersi – spiega Ottavio Brini – bene ha fatto la capogruppo Paola Campetelli. Mentre non approviamo e non condividiamo il voto di Gianluca Crocetti e nei prossimi giorni ci sarà un confronto con lui».

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Ottavio Brini

Crocetti infatti l’altra sera ha votato contro la mozione, differentemente da quanto espresso anche come indicazione di voto della lista dalla capogruppo. Ma Crocetti, eletto in Civitanova unica, poi passato a Fratelli D’Italia e solo lo scorso anno rientrato nella civica è un fedelissimo di Ciarapica e non è escluso che possa presto passare anche a Futuro nazionale.

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