«Gli assorbenti siano gratuiti
nelle farmacie comunali»
La proposta di Domizi in Consiglio

MACERATA - Il consigliere comunale del Pd e segretario cittadino dei Giovani democratici ha protocollato una mozione per avviare una sperimentazione nelle tre farmacie Apm. «Il ciclo mestruale non è un lusso. Non chiediamo un impegno economico senza limiti, ma di valutare un intervento circoscritto, capace di rispondere a un bisogno reale senza compromettere il controllo della spesa pubblica»

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Tommaso Domizi_Consiglio Comunale_FF-22

Tommaso Domizi

«Avviare una sperimentazione per distribuire gratuitamente prodotti mestruali nelle farmacie comunali di Macerata, contrastando la povertà mestruale e garantendo un accesso più equo a beni essenziali». È l’obiettivo della mozione protocollata da Tommaso Domizi, consigliere comunale del Partito democratico e segretario cittadino dei Giovani democratici.

La proposta si inserisce nel percorso portato avanti dai Giovani democratici in diversi Comuni italiani, dove iniziative analoghe sono già state approvate. «Nel 2026 non possiamo ignorare che per molte donne anche l’acquisto di prodotti mestruali può rappresentare una difficoltà economica. Parliamo di beni essenziali, non di lusso, e credo sia importante che anche il Comune faccia la propria parte per garantirne l’accesso», dice Domizi.

La mozione propone di partire dalle tre farmacie comunali gestite da Apm, in corso Cavour, a Piediripa e in via Pace. L’accesso avverrebbe attraverso una semplice card, rilasciata dagli uffici comunali competenti a chi dimostri un legame con il territorio, ad esempio per residenza, studio o lavoro. L’amministrazione potrebbe inoltre valutare l’Isee come criterio di priorità, in relazione alle risorse disponibili.

Un elemento centrale della proposta è la sostenibilità economica. Non viene richiesto uno stanziamento illimitato, ma un budget preventivamente individuato, sulla base del quale stabilire il quantitativo massimo di prodotti assegnabile a ciascuna beneficiaria. In questo modo, la spesa sarebbe programmata e verificabile fin dall’inizio. Anche una dotazione iniziale di poche migliaia di euro, secondo il consigliere dem, potrebbe essere valutata per avviare il progetto, compatibilmente con le risorse disponibili e con i costi effettivi dei prodotti. L’importo non è già definito nella mozione e spetterebbe all’amministrazione individuare le risorse adeguate.

«La proposta è pensata proprio per essere sostenibile – evidenzia – si può partire con un budget contenuto, stabilire quanti prodotti distribuire e verificare concretamente i risultati. Non chiediamo un impegno economico senza limiti, ma di valutare un intervento circoscritto, capace di rispondere a un bisogno reale senza compromettere il controllo della spesa pubblica», sottolinea Domizi. Al termine della sperimentazione, la mozione prevede un monitoraggio delle card rilasciate, dei prodotti distribuiti e dei costi sostenuti, oltre a un questionario anonimo e facoltativo rivolto alle beneficiarie.

I risultati dovrebbero essere riferiti al consiglio comunale per valutare l’eventuale prosecuzione, modifica o estensione dell’iniziativa. La proposta comprende infine attività di informazione e sensibilizzazione sulla salute mestruale e sulla povertà mestruale, anche attraverso la collaborazione con Ast, consultori, associazioni ed enti del terzo settore. «Come Giovani democratici crediamo che la politica debba partire dai bisogni quotidiani delle persone e tradurli in proposte realizzabili. Il ciclo mestruale non è una scelta e i prodotti necessari per affrontarlo non devono diventare un ostacolo economico. Macerata può fare la propria parte, cominciando con una sperimentazione concreta, controllata e basata su risultati verificabili».


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