Chiusura ascensori, il Pd:
«Penalizzati anziani, studenti e utenti.
Scelte improvvisate e inadeguate»
MACERATA - I dem criticano il periodo individuato per i lavori e le soluzioni adottate per contenere i disagi: «La navetta pomeridiana è realizzata ricorrendo al taglio di corse del trasporto pubblico urbano ordinario mentre il costo di quella mattutina è di circa 98mila euro per cinque-sei mesi»

La navetta per il centro storico all’arrivo in piazza Oberdan
«Macerata aveva bisogno di un piano per garantire l’accessibilità al centro storico non di soluzioni improvvisate: la mobilità richiede scelte ponderate, confronto con chi eroga e utilizza i servizi e attenzione alle fasce più fragili». Il Gruppo consiliare e il Circolo del Partito Democratico di Macerata intervengono sulla chiusura dei due ascensori che collegano i Giardini Diaz al centro storico e sui servizi sostitutivi messi in campo dall’amministrazione.
La chiusura degli ascensori era, senza dubbio, un evento straordinario «ma certamente prevedibile – spiegano i dem -. L’Amministrazione comunale sapeva da tempo che sarebbe stato necessario sospendere il servizio e avrebbe potuto organizzare per tempo le soluzioni alternative, valutandone costi, benefici e ricadute sui cittadini. Il ritardo nelle decisioni ha prodotto due ordini di problemi. Il primo riguarda la scelta del periodo dei lavori, che comprende anche le festività natalizie, quando la frequentazione del centro storico e l’attività commerciale assumono particolare rilevanza. Una scelta che amplifica certamente i costi economici e sociali della chiusura, con ricadute su commercianti, residenti e utenti dei servizi, e che avrebbe richiesto una valutazione più attenta. Il secondo problema riguarda l’individuazione dei servizi necessari a contenere questi disagi».

Secondo il Partito democratico, «un confronto avviato per tempo avrebbe permesso di valutare le diverse alternative insieme ad Apm, ai lavoratori del trasporto pubblico, agli utenti, ai commercianti e ai residenti, individuando le soluzioni più efficaci e limitando le conseguenze delle decisioni prima della loro attuazione. La navetta pomeridiana viene invece realizzata ricorrendo al taglio di corse del trasporto pubblico urbano ordinario. Una scelta che penalizza studenti, anziani e cittadini che utilizzano quotidianamente quelle linee per raggiungere scuole, servizi e luoghi di lavoro, trasferendo su altri utenti il costo sociale dell’intervento. Che oggi l’Amministrazione dichiari di voler ancora discutere con Apm i correttivi da introdurre conferma il limite di fondo: si interviene senza aver prima valutato adeguatamente le conseguenze delle proprie scelte».
Quanto al costo della navetta mattutina, «indicato in 97.950 euro più Iva per cinque-sei mesi, attendiamo elementi più dettagliati per valutarne la congruità rispetto al servizio effettivamente svolto – spiegano i dem -. Appare evidente che anche in questo caso è mancato il tempo, a meno che non si tratti d’altro, per poter prendere in considerazione la possibilità di attingere alle risorse interne di Apm e ai suoi dipendenti. C’è poi un ulteriore esempio della scarsa attenzione alle opportunità già offerte dal trasporto pubblico. Le informazioni diffuse dal Comune non valorizzano adeguatamente i collegamenti ordinari che, partendo dai Giardini Diaz, raggiungono direttamente Rampa Zara in circa quattro minuti, consentendo poi di proseguire verso il centro storico utilizzando gli ascensori disponibili. Si tratta di numerosi passaggi nelle fasce orarie di interesse: una possibilità concreta da comunicare chiaramente agli utenti, indicando linee e orari. L’utilizzo di questi collegamenti potrebbe essere incentivato, in alternativa o in aggiunta alla navetta, contribuendo a ridurre i disagi e a sfruttare meglio i servizi esistenti» conclude il Pd.
«Si crea un servizio togliendone un altro: tagliate le corse dei bus»