Scuola libera dalla violenza
con “Guardami negli occhi”

MACERATA - Il progetto, giunto alla sua sesta edizione, coinvolge circa 500 studenti degli istituti superiori. Il vice sindaco Francesca D'Alessandro: «La violenza di genere non è un fenomeno che riguarda soltanto le sue manifestazioni più evidenti, ma trova terreno anche all’interno delle relazioni, nei modi in cui riconosciamo e consideriamo l’altro»

- caricamento letture

guardami-negli-occhi-autorita

È stata presentata stamattina la sesta edizione di “Guardami negli occhi – Scuola libera dalla violenza”, progetto nato da un’idea dell’Assessorato alle pari opportunità del Comune di Macerata, su iniziativa della vicesindaca Francesca D’Alessandro, e cresciuto negli anni grazie al coinvolgimento di istituzioni, scuole, enti e associazioni del territorio. Il progetto è promosso dall’Ambito territoriale sociale 15, ente che opera a livello territoriale nell’ambito della prevenzione e del contrasto della violenza di genere, in collaborazione con la Rete locale antiviolenza della Provincia di Macerata. La realizzazione delle attività è affidata all’associazione Help Sos salute e famiglia.

Guardami negli occhi si rivolge alle classi terze e quarte delle scuole superiori, con la possibilità per ciascun istituto di aderire con un massimo di due classi. Diversi gli istituti coinvolti per un totale di 22 classi e circa 500 studenti che prenderanno parte a un percorso di sensibilizzazione e formazione sui temi del rispetto, della parità di genere, della responsabilità nelle relazioni e della prevenzione della violenza, con l’obiettivo di favorire nei giovani una maggiore consapevolezza rispetto alle dinamiche relazionali.

guardami negli occhi - benedetti tasso

Gli assessori Benedetti e Tasso

Il programma prevede diverse attività tra cui formazione e laboratori per comprendere le relazioni e prevenire la violenza. Il percorso si è aperto con quattro ore di formazione specifica, a cura delle equipe di Cav e Cuav e delle educatrici dell’Associazione Help. Per le scuole di Macerata, spazio anche alla cultura con il laboratorio dedicato a “Il Trovatore”, l’opera lirica in programma al Macerata Opera Festival. Il laboratorio, della durata di due ore e condotto dal regista e attore Michele Pirani in modalità da remoto, ha accompagnato gli studenti nella lettura contemporanea di temi quali l’amore, il potere, il conflitto, la vendetta e la condizione femminile.

«Tutti insieme portiamo avanti questa rassegna giunta con successo alla sesta edizione – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Il tema è chiaro già dal titolo del progetto: guardarsi negli occhi. L’obiettivo, dopo la grande partecipazione registrata in questi anni negli istituti superiori è quello ora di entrare nelle scuole primarie. Avendo due nipoti di quell’età mi rendo conto della sensibilità che hanno i bambini in quella fase della crescita. Parlare a loro di questi temi contribuisce sicuramente a sviluppare nei ragazzi di domani la giusta attenzione e sensibilità».

guardami negli occhi - d'alessandro

«Entrare nelle scuole è la chiave per contrastare il fenomeno della violenza di genere – ha sottolineato il prefetto Giovanni Signer -. La scuola deve essere antagonista del modello veicolato dai media come ad esempio i testi di alcune canzoni in voga e deve riuscire ad insegnare a questi ragazzi a guardare e guardarsi negli occhi».

«Abbiamo fatto passi da gigante nella normativa – ha aggiunto il questore Barbara Strappato –. Una cosa che si è mossa molto poco invece è la cultura che non riusciamo a cambiare. Concetti e pregiudizi si nascondono dietro parole piccole come i se e i ma. Bisogna quindi cominciare dall’uso delle parole e farlo capire agli studenti attraverso il giusto canale di comunicazione».

«A proposito di nuovi canali di comunicazione – ha detto il comandante dei carabinieri Raffaele Ruocco – quest’anno partecipiamo al progetto attraverso “Viaggio nella consapevolezza contro la violenza di genere”, un gioco da tavolo educativo ideato e realizzato dall’Arma dei carabinieri per bambini a partire dai 10 anni. Una sorta di gioco dell’oca che vuole fare interrogare i ragazzi spingendoli a fornire definizioni o ad articolare concetti relativi alla violenza di genere».

«La risposta della legge passa anche dalla prevenzione – ha aggiunto il comandante della Guardia di Finanza Pierfrancesco Bertini -. Preziosa in tal senso è stata la collaborazione avviata negli ultimi anni con i Cav, senza questi presidi si sarebbe fatto ben poco in questo settore. Nella convenzione di Istanbul assume un peso significativo il giudizio sociale nei rapporti di genere e sono convinto che questo possa essere cambiato in meglio attraverso queste iniziative».

guardami negli occhi platea

«Quando abbiamo dato vita a “Guardami negli occhi” – ha detto D’Alessandro – lo abbiamo fatto partendo dalla consapevolezza che la violenza di genere non sia un fenomeno che riguarda soltanto le sue manifestazioni più evidenti, ma che possa trovare terreno anche all’interno delle relazioni, nei modi in cui impariamo a guardare, riconoscere e considerare l’altro. Oggi, soprattutto tra i più giovani, avvertiamo il rischio di una sorta di “analfabetismo relazionale di ritorno”, che può rendere più difficile riconoscere le emozioni, esprimere i propri sentimenti, accettare i limiti e le differenze dell’altro e costruire relazioni fondate sulla reciprocità. Guardare qualcuno negli occhi significa riconoscerlo nella sua soggettività, restituirgli identità, considerarlo una persona e non un oggetto. È un gesto semplice, ma contiene un significato profondo: significa entrare in relazione con l’altro riconoscendone la dignità, la libertà e la capacità di autodeterminarsi. È su questo terreno che abbiamo cercato di costruire il progetto in questi anni, affiancando alla riflessione e alla formazione anche percorsi culturali capaci di parlare ai ragazzi e alle ragazze attraverso linguaggi diversi. Arrivare alla sesta edizione significa per noi dare continuità a un percorso che mette al centro la scuola come luogo fondamentale per costruire consapevolezza e prevenzione. Significa offrire ai giovani strumenti per comprendere meglio se stessi e gli altri, perché una cultura del rispetto si costruisce innanzitutto imparando a riconoscere nell’altro una persona, nella sua piena soggettività e libertà».

Presenti alla conferenza stampa anche gli assessori Lorella Benedetti e Pierfrancesco Tasso, la presidente del Consiglio delle donne Alessandra Procaccioli, il dirigente e Coordinatore dell’Ats 15 Francesco Prioglio, il sostituto commissario della Polizia locale Giuseppe Battista, la coordinatrice del Centro antiviolenza Elisa Giusti e la presidente dell’associazione Help Cristina Marcucci.

La sesta edizione si sviluppa attraverso un calendario di appuntamenti diffusi sul territorio provinciale, tra ottobre e dicembre, coinvolgendo studenti, scuole, docenti, istituzioni e comunità locali. Le iniziative hanno preso il via a San Severino e continueranno a Macerata e Montecosaro, alternando momenti di approfondimento, incontri con esperti, attività rivolte agli studenti e ai docenti e occasioni di confronto aperte alla cittadinanza. Il calendario si è aperto mercoledì scorso, al teatro Feronia di San Severino con l’incontro con la dottoressa Monica Calcagni.

Lunedì, alle 10,30, l’aula Magna del “Gentili” di Macerata ospiterà un incontro interistituzionale in presenza che riunirà tutte le classi partecipanti e vedrà la presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del Centro antiviolenza e del Centro per uomini autori di violenza. Dopo una prima parte dedicata agli interventi dei relatori, ragazze e ragazzi potranno rivolgere direttamente le proprie domande agli ospiti, utilizzando un qr code dedicato che consentirà di raccoglierle in forma anonima. Una modalità pensata per favorire un confronto aperto e consapevole su temi spesso complessi e difficili da affrontare.

Martedì, alle 21, appuntamento al teatro di Montecosaro con Jennifer Guerra, nell’ambito del percorso di approfondimento dedicato alla prevenzione della violenza di genere e alla cultura del rispetto.

Particolarmente significativo sarà l’appuntamento del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Alle 17,30, al teatro Lauro Rossi di Macerata, gli studenti e le studentesse degli istituti maceratesi aderenti al progetto presenteranno alcuni elaborati sul tema de “Il Trovatore”, mettendo in relazione l’esperienza educativa maturata nell’ambito del progetto con la riflessione sui temi della violenza, delle relazioni e della rappresentazione della figura femminile.

A chiudere il ciclo di incontri, giovedì 3 dicembre, all’aula magna del Garibaldi” di Macerata, si terrà una giornata di formazione e approfondimento con il professor Dario Ianes, rivolta a docenti e dirigenti scolastici, finalizzata a promuovere il confronto e a fornire strumenti utili per affrontare il tema della prevenzione della violenza nel contesto educativo e scolastico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X