«Stati generali dell’ambiente:
nessun pregiudizio, ma scettici
sulla reale volontà del centrodestra»

MACERATA - Il Pd apre alla proposta da Deborah Pantana, ma critica: «Città ultima per alberi per abitante, con deleghe frammentate tra più assessorati, che pensa al verde solo in relazione alla sicurezza e che privilegia le auto private: servono obiettivi chiari, misurabili e verificabili nel tempo»

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Mario Iesari, segretario del Pd Macerata

Bene la volontà, scetticismo sulle posizioni del centrodestra in materia di ambiente. Il Pd Macerata apre all’idea di un confronto sul futuro ambientale della città, quella lanciata dall’assessora Deborah Pantana varando gli “Stati generali dell’ambiente”. Ma non è convinto che l’amministrazione comunale cambierà passo su un tema complesso, che parte dalla questione del cambiamento climatico e dei suoi effetti.

«Quello che sta accadendo in Italia e in Europa dovrebbe spingere ogni amministrazione a considerare questa una delle principali sfide del proprio mandato – affermano i dem – eppure, proprio su questa sfida, la destra italiana, e non solo, continua a mostrare una sostanziale sottovalutazione del problema, mettendo in discussione la gravità, quando la stessa esistenza, del cambiamento climatico, le responsabilità delle attività umane e la necessità di cambiare le politiche pubbliche ed i comportamenti privati. È quindi inevitabile chiedersi quanto questa distanza, culturale e ideologica, tra la gravità dei problemi e le risposte della politica abbia pesato anche a Macerata. E per rispondere basta guardare a ciò che è successo, o non è successo, negli ultimi sei anni, dove la carenza strutturale, certificata dagli ultimi dati ufficiali Istat, posiziona Macerata all’ultimo posto tra i capoluoghi delle Marche presi in esame, con la misera cifra di 12,41 alberi ogni 100 abitanti. Il distacco con le altre realtà regionali è imbarazzante: Fermo guida la classifica marchigiana con 39,06 alberi ogni 100 abitanti, seguita da Pesaro con 28,09. La precedente amministrazione di centrosinistra aveva approvato, con l’appoggio del Consiglio Comunale, nel 2019 Il Piano d’azione per l’energia e il clima e nel 2020 il Piano urbano della mobilità sostenibile. Strumenti che avrebbero dovuto guidare le politiche ambientali della città e che sono invece rimasti ai margini dell’azione amministrativa della amministrazione di centrodestra».

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Deborah Pantana, assessora all’ambiente

C’è poi un problema di organizzazione, secondo il Pd. «Le competenze che incidono sulle politiche ambientali, ovvero mobilità, verde, energia, territorio e servizi, sono distribuite tra più assessorati – aggiunge il Pd – una frammentazione che rende più difficile costruire una strategia comune e assumere decisioni coerenti. Se l’ambiente deve diventare davvero una priorità, serve una visione unitaria e una chiara responsabilità politica, che però, nel nostro caso, dovrebbe essere garantita da un sindaco che sembra alquanto poco impegnato su questi temi».

Anche la capacità di misurare i risultati è importante. «Da anni il Comune non partecipa più alle rilevazioni di Legambiente sull’Ecosistema urbano; indagine a cui invece aderisce la stragrande maggioranza dei capoluoghi di provincia italiani – finisce il Pd – uUn esempio di disattenzione e pregiudizio ideologico. Confrontarsi con le altre città e misurare nel tempo i propri risultati è  essenziale per capire dove si è migliorato e dove occorre intervenire. Infine, sono le scelte concrete a suscitare le maggiori perplessità. La mobilità, che rappresenta la maggiore fonte di emissione di gas serra nel nostro territorio comunale, ha continuato a privilegiare l’automobile privata, mentre è rimasta inesistente la promozione di forme di spostamento più sostenibili. Il verde urbano è stato troppo spesso considerato come una questione di sicurezza e decoro, anziché come una vera infrastruttura della città, fondamentale anche per contrastare il calore e gli effetti del cambiamento climatico. È mancata inoltre una sufficiente attenzione a strumenti innovativi come le comunità energetiche, che possono contribuire a ridurre i costi dell’energia e favorire la transizione energetica. Per questo guardiamo agli “Stati generali dell’ambiente” annunciati dall’assessora Pantana senza pregiudizi, ma anche senza dimenticare quanto accaduto negli ultimi anni. Se vogliono rappresentare una vera svolta, dovranno andare oltre un semplice momento di confronto e tradursi in obiettivi chiari, misurabili e verificabili nel tempo, con responsabilità e tempi certi. Macerata ha bisogno di una politica ambientale che non sia un tema tra i tanti, ma una delle chiavi attraverso cui costruire la città dei prossimi decenni».

Clima, la città guarda al futuro con gli Stati generali sull’ambiente


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