«Impennata della Tari
e iter discarica nel Maceratese:
la Regione commissari l’Ata»
DISCARICA - Mentre il Consiglio va verso il via libera al nuovo Piano rifiuti, l'esponente Pd Leonardo Catena invoca un intervento "di petto" della giunta regionale dopo il parere fortemente critico su quanto fatto per l'individuazione del nuovo impianto provinciale: «Garantire un percorso amministrativo trasparente, certo e rispettoso delle norme, cosa che purtroppo dobbiamo constatare che non è stato fatto finora»

Leonardo Catena
«Mentre famiglie e imprese continuano a pagare una Tari sempre più elevata, la Regione approva il nuovo Piano dei rifiuti con anni di ritardo. Un documento che arriva tardi e che non affronta le criticità che hanno frenato il sistema marchigiano negli ultimi anni». È il giudizio espresso dal consigliere regionale Leonardo Catena durante la discussione in aula sul nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, in corso da stamattina.
«In questi anni – afferma Catena – la Regione avrebbe dovuto accompagnare la transizione verso un modello moderno di economia circolare. Invece ci troviamo con impianti ancora insufficienti, territori non autosufficienti e costi di smaltimento in costante crescita, che alla fine sono imprese e cittadini a pagare inevitabilmente con la Tari: la mancanza di decisioni o di decisioni sbagliate che pesa sulle tasche delle persone».
Per il consigliere regionale, la provincia di Macerata rappresenta il caso più evidente di queste difficoltà. «La scelta della nuova discarica d’ambito è stata rinviata troppo a lungo. Oggi i cittadini ne pagano le conseguenze: la Tari è aumentata più del 30% negli ultimi cinque anni e il rischio è che continui a crescere oltre al 50%». Catena punta quindi l’attenzione sulla gestione dell’Ata 3. «La graduatoria predisposta dall’Università Politecnica delle Marche, sulla base dei criteri approvati dai sindaci, rappresentava un percorso tecnico. Le successive modifiche hanno aperto interrogativi sulle modalità con cui è stata stilata la nuova classifica e oggi gli stessi uffici della Regione evidenziano incoerenze con il Piano d’ambito e con il nuovo Piano regionale, oltre al mancato avvio della Valutazione ambientale strategica. Cioè la Regione stessa è intervenuta perché l’iter intrapreso appare quantomeno non corretto». Da qui la richiesta alla Giunta regionale. «Di fronte a una situazione che rischia di tradursi in nuovi ricorsi, ulteriori ritardi e altri costi per il territorio, chiediamo che la Regione eserciti il potere sostitutivo previsto dalla legge e commissari l’Ata 3, così da garantire un percorso amministrativo trasparente, certo e rispettoso delle norme, cosa che purtroppo dobbiamo constatare che non è stato fatto finora».
Nel merito del Piano, Catena riconosce la necessità di raggiungere l’autosufficienza impiantistica, ma ritiene che il documento guardi ancora troppo allo smaltimento e troppo poco alla prevenzione. «Servono investimenti sul riuso, sul riciclo, sulla tariffazione puntuale e su impianti innovativi per il recupero delle materie prime seconde. Le Marche possono tornare a essere un modello di economia circolare, ma serve una visione, più chiara e più coraggiosa». Critiche anche sulla governance e sul tema del termovalorizzatore. «Le Assemblee territoriali d’ambito hanno mostrato limiti evidenti e la Regione deve assumere un ruolo di coordinamento più forte. Allo stesso modo, una scelta strategica come quella del termovalorizzatore non può restare indefinita: è necessario dire con chiarezza se si intende realizzarlo, dove, con quali risorse, con quali costi per cittadini e imprese e con quali ricadute sui territori. Le Marche hanno bisogno di una programmazione che sappia coniugare tutela dell’ambiente, efficienza del sistema e sostenibilità economica. Continuare a rinviare le decisioni significa far pagare il conto ai cittadini».
Discarica, la Regione mette sotto accusa l’Ata «Ritardi nella Vas e graduatoria difforme»
L’espressione ‘continuano a pagare una Tari sempre più elevata’ è abbastanza infelice, forse andava detto che in 10 anni la Tari è aumentata di una percentuale x.