Lube al completo con Miran Kujundzic:
«Convinto in pochi giorni
dall’amico Podrascanin»
VOLLEY A1 - Il serbo, già compagno di squadra del ds biancorosso, viene dal Jsw Jastrzebski Wegiel: «Devo ancora rendermi conto di essere arrivato in un club così prestigioso»

Miran Kujundzic
Ora la Lube 2026/2027 è al completo. È lo schiacciatore serbo Miran Kujundzic a chiudere il roster dei cucinieri.
Classe 1997, 196 centimetri d’altezza, il posto quattro balcanico approda in biancorosso dopo un percorso di crescita che lo ha visto protagonista in alcuni dei tornei più competitivi d’Europa, fino a conquistare la Nazionale. Finalista della Supercoppa polacca nella scorsa stagione con la maglia del Jsw Jastrzebski Wegiel e connazionale del direttore sportivo Marko Podrascanin, Kujundzic ha mosso i primi passi nel mondo del volley in patria, nello Spartak Subotica, per poi vincere vari titoli con il Vojvodina Ns Seme Novi Sad e compiere il salto verso la pallavolo internazionale nel campionato francese. Prima un anno al Tourcoing Lille Metropole, poi due stagioni nel Paris Volley. Un ulteriore step è arrivato nelle annate successive. Dopo una prima esperienza in Polonia con l’Mks Slepsk Malow Suwalki e una parentesi in Turchia nel Galatasaray, Kujundzic è tornato in Plus Liga grazie alla chiamata del Pge Skra Belchatow nel 2024/2025. Infine, la stagione nello Jastrzebski e, ora, la chiamata della Lube.
Alla corte di Giampaolo Medei arriva un atleta abituato a competere per obiettivi importanti. Nel palmares personale, la new entry vanta tre scudetti vinti nella Super League serba e una Coppa di Serbia e un argento con la Nazionale Under 21 al Campionato balcanico del 2016, chiuso da miglior realizzatore. «La trattativa con la Lube è iniziata pochi giorni fa – dichiara il laterale serbo dopo la firma – Podrascanin, mio ex compagno di squadra e amico, mi ha contattato illustrandomi il progetto tecnico e le aspettative dello staff. Ci ho riflettuto, ma ho capito subito l’importanza di venire a Civitanova e compiere questo passo per la mia carriera. Devo ancora rendermi conto del tutto di essermi legato a un club così prestigioso. Ora faccio parte di una realtà vista ovunque come simbolo di vittoria ai massimi livelli. Sarà un onore vestire la maglia biancorossa e poter dire, un giorno, di aver giocato in SuperLega con una squadra di fama mondiale».