Ora è ufficiale: Sclavi tenta il bis.
«Centrismo, moderazione e civismo»
TOLENTINO - Il sindaco ha confermato che correrà per il secondo mandato alle prossime comunali: per ora, il suo unico sfidante è il cugino Giuseppe Pezzanesi. «Continuerò a lavorare con le tre liste che mi appoggiano in consiglio»

Mauro Sclavi
di Francesca Marsili
«Se ce ne date la possibilità, vorremmo continuare la nostra storia e finire ciò che abbiamo iniziato». È con queste parole che il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi annuncia la sua ricandidatura alle comunali del prossimo anno. La conferma arriva a margine di un incontro pubblico organizzato dalla maggioranza nel cortile della Biblioteca Filelfica.
Con largo anticipo rispetto ai consueti tempi politici, Tolentino ha già due sfidanti a contendersi la poltrona: contro Sclavi suo cugino, l’ex sindaco Giuseppe Pezzanesi che dopo l’ufficialità della scorsa settimana tenterà di riprendersi la guida della città dopo i due mandati 2012-2022. «Continuerò a lavorare con le tre liste che mi appoggiano in consiglio», ha sottolineato Sclavi. Ma attorno a Tolentino civica e solidale, Tolentino popolare e Riformisti Tolentino, sembra stia nascendo una quarta lista civica. «Il centrismo, la moderazione e il civismo sono gli elementi che ci hanno caratterizzato fino ad oggi. Non abbiamo chiuso le porte a nessuno e non mi sembra il caso di farlo», ha aggiunto.

Nessuna certezza dal centrodestra, se appoggerà Pezzanesi come fatto nei due mandati precedenti o avrà una nuova figura con cui giocarsi la partita. Nulla trapela neppure dagli ambienti di centrosinistra, se non che il nuovo segretario cittadino del Pd, Narciso Ricotta, sta tentando il campo largo. Ma non è escluso che subito dopo la pausa estiva possano arrivare conferme, dal momento che i due attuali contendenti hanno già iniziato a portare in clima pre elettorale il termometro cittadino. A conferma ne è proprio l’evento sulla ricostruzione organizzato da Sclavi, in cui ha tracciato il bilancio dei quattro anni di mandato, tra opere della ricostruzione post sisma e interventi finanziati dal Pnrr. Ripercorrendo il programma elettorale del 2022, il sindaco ha rivendicato la linea seguita dalla sua amministrazione: «In questi anni abbiamo deciso di portare avanti il percorso iniziato da chi c’era prima, mantenendo le cose che consideravamo ben fatte, ma fermando quelle che non ritenevamo opportune».

Tra le scelte citate, lo smantellamento del villaggio container per realizzare la cittadella sanitaria in un’area già urbanizzata, il mantenimento della scuola Don Bosco nel centro storico e, sul fronte della rigenerazione urbana, la decisione di puntare su Palazzo Fidi (sede della Biblioteca Filelfica), Palazzo Sangallo, le mura urbiche e il cimitero, anziché sul palazzetto da 3mila posti previsto dalla precedente amministrazione Pezzanesi.
Sclavi ha quindi passato in rassegna lo stato di avanzamento delle principali opere, indicando tempistiche precise per i prossimi mesi. Nuovo ospedale: entro settembre è prevista la rimozione dell’impalcatura esterna. Il progetto include, in prospettiva, una casa di riposo e un plesso dedicato ai medici di medicina generale. Scuola Don Bosco: firmato il documento con l’ok della conferenza dei servizi, a settembre sarà presentato il progetto esecutivo per il miglioramento sismico, con avvio del cantiere tra settembre e novembre. Palazzo Sangallo e Palazzo Fidi: lavori al via, salvo imprevisti, a novembre. Per Palazzo Sangallo, destinato a diventare il “Palazzo delle arti”, è in preparazione la gara, mentre per Palazzo Fidi il progetto esecutivo è stato approvato dall’Usr e partirà la procedura ad Anac. Chiesa di San Francesco: riapertura prevista a fine settembre. Cattedrale di San Catervo: riapertura attesa per il 17 ottobre, giorno della festa del Santo patrono. Basilica di San Nicola: l’obiettivo è completare i lavori entro Natale. Strada San Giuseppe e nuovo ponte in acciaio sulla diga del lago delle Grazie: affidamento dei lavori atteso a novembre, con la conclusione di entrambe le opere nel 2027. Tra gli altri interventi elencati anche Palazzo comunale, Terme Santa Lucia, l’ex conceria Mercorelli e la pista ciclabile, ormai ultimata, il cui ponte sarà collaudato oggi.
Pezzanesi torna in campo e sfida il cugino Sclavi: a Tolentino sarà un derby di famiglia
Dopo la conferenza del sindaco del 14/7 sera, che ho seguito ieri in streaming, credo sia giusto fare una riflessione semplice.
Amministrare significa anche portare a termine ciò che si eredita.
Nessuno lo mette in dubbio.
Anzi, quando un’opera è utile alla città, è giusto completarla.
Ma è altrettanto giusto dire tutta la verità.
Molte delle opere illustrate ieri non sono nate in questi quattro anni.
Erano già finanziate, progettate o inserite nel percorso della ricostruzione dalla precedente amministrazione guidata da Giuseppe Pezzanesi.
Chi governa oggi ha il merito di averle portate avanti, di averne modificate alcune e di averne avviate altre.
Ma non può far credere che tutto sia nato dal 2022.
La verità è che una città cresce quando ogni amministrazione aggiunge qualcosa a quella precedente, non quando cancella la storia.
Per questo i cittadini hanno il diritto di sapere con chiarezza:
● quali opere erano già finanziate prima del 2022;
● quali sono state realmente cambiate dall’attuale amministrazione;
● quali nuovi finanziamenti sono stati ottenuti;
● quali opere sono davvero concluse e già utilizzabili dai cittadini;
● quali, invece, sono ancora sulla carta, in gara o in cantiere.
Perché un finanziamento non è un’opera finita.
Un progetto non è un servizio.
Un cantiere non è ancora un risultato.
I cittadini di Tolentino si impegnano a valutare tutto con equilibrio, senza negare ciò che è stato fatto bene, ma senza permettere che venga dimenticato il lavoro di chi ha amministrato prima e ha lasciato alla città centinaia di milioni di euro di investimenti e decine di opere oggi in fase di realizzazione.
La politica passa.
Tolentino resta.
E la verità, quando è completa, non dovrebbe mai avere un colore politico.
AntonioCB
Dopo la conferenza del sindaco del 14/7 sera, che ho seguito ieri in streaming , credo sia giusto fare una riflessione semplice.
Amministrare significa anche portare a termine ciò che si eredita.
Nessuno lo mette in dubbio.
Anzi, quando un’opera è utile alla città, è giusto completarla.
Ma è altrettanto giusto dire tutta la verità.
Molte delle opere illustrate ieri non sono nate in questi quattro anni.
Erano già finanziate, progettate o inserite nel percorso della ricostruzione dalla precedente amministrazione guidata da Giuseppe Pezzanesi.
Chi governa oggi ha il merito di averle portate avanti, di averne modificate alcune e di averne avviate altre.
Ma non può far credere che tutto sia nato dal 2022.
La verità è che una città cresce quando ogni amministrazione aggiunge qualcosa a quella precedente, non quando cancella la storia.
Per questo i cittadini hanno il diritto di sapere con chiarezza:
● quali opere erano già finanziate prima del 2022;
● quali sono state realmente cambiate dall’attuale amministrazione;
● quali nuovi finanziamenti sono stati ottenuti;
● quali opere sono davvero concluse e già utilizzabili dai cittadini;
● quali, invece, sono ancora sulla carta, in gara o in cantiere.
Perché un finanziamento non è un’opera finita.
Un progetto non è un servizio.
Un cantiere non è ancora un risultato.
I cittadini di Tolentino si impegnano a valutare tutto con equilibrio, senza negare ciò che è stato fatto bene, ma senza permettere che venga dimenticato il lavoro di chi ha amministrato prima e ha lasciato alla città centinaia di milioni di euro di investimenti e decine di opere oggi in fase di realizzazione.
La politica passa.
Tolentino resta.
E la verità, quando è completa, non dovrebbe mai avere un colore politico.
AntonioCB