Ciarapica, Barboni, Paolorossi, Diop
e un “esercito” di minorenni:
tutti gli uomini del Generale (Video)
CIVITANOVA - I protagonisti dell'incontro allo Shada, si rivede anche Zampaloni del Motor Show. Le voci dei ragazzi (molti under 18) arrivati anche da fuori provincia per ascoltare Vannacci: «sta riuscendo a portare dalla sua parte i giovani», «molti immigrati con le baby gang vengono qui, spacciano, ci menano, creano casini, speriamo che la remigrazione possa risolvere questo problema». Fra loro anche gente di sinistra. Tommaso Parrino candidato con Tittarelli a Macerata: «E' un fenomeno da capire. Preoccupante questa retorica di slogan e inneggia a un orgoglio italico nostalgico». VIDEO-INTERVISTE

di Laura Boccanera
Fabrizio Ciarapica, Giuseppe Barboni, Luca Paolorossi, Paolo Diop, Danilo Zampaloni. Ecco alcuni degli uomini del Generale Vannacci protagonisti ieri allo Shada per la tappa marchigiana del leader di Futuro Nazionale.

Il sindaco Fabrizio Ciarapica con Roberto Vannacci, in basso a sinistra il fedelissimo consigliere Gianluca Crocetti
Il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, passato nei mesi scorsi da Forza Italia a Fn dopo due mancate elezioni in Consiglio regionale, ha fondato un circolo vannacciano, lasciando di sorpresa il partito di provenienza, di cui era vicecoordinatore regionale. Una scelta accettata obtorto collo dai forzisti che però non hanno avuto reazioni tali da sovvertire lo status quo e consentendo di fatto a Ciarapica di portare avanti la sua campagna elettorale per le future politiche da amministratore. Vannacci ieri addirittura lo ha elogiato «per quanto fatto a Civitanova sul fronte sicurezza».
C’era poi anche quel Giuseppe Barboni di San Benedetto del Tronto, oggi indagato per lesioni e violenza privata nell’inchiesta sull’aggressione a un cittadino iracheno, vicenda per la quale ha più volte difeso il proprio operato sottolineando che lo rifarebbe e che allo Shada ha fatto foto con alcuni suoi “fan”.

In prima fila Luca Paolorossi e Paolo Diop
Ufficialmente è della Lega, ma ha definito Vannacci “un buon amico” il sindaco di Filottrano Luca Paolorossi anche lui salito ieri alla ribalta per aver smontato il microfono e strattonato un inviato di Pulp Podcast che stava facendo domande a Vannacci da lui ritenute insistenti e fuori luogo. In prima fila, al fianco di Paolorossi, c’era Paolo Diop, maceratese, nato in Senegal, con un lungo percorso nella destra italiana, da Sovranità partito vicino a CasaPound alla Lega, passando per Fratelli d’Italia e Noi Moderati, fino all’approdo in Futuro Nazionale.

In prima fila (secondo da sinistra) anche Danilo Zampaloni
Si è riaffacciato a Civitanova anche Danilo Zampaloni organizzatore di eventi sportivi che in città ha organizzato nel 2020 durante il primo mandato di Ciarapica il Motor days, evento che è stato al centro di un grosso dibattito polemico per i fondi pubblici concessi (anche la stessa maggioranza l’aveva contestato) e protagonista di un confronto acceso con l’allora assessore Pierpaolo Borroni. I due si erano vicendevolmente accusati: Borroni accusava Zampaloni di averlo minacciato, quest’ultimo lo accusava invece di calunnia. Zampaloni ieri è sceso dall’auto assieme a Ciarapica e Vannacci.
Accanto a loro, un esercito di giovanissimi. Molti erano minorenni, tanti non hanno ancora l’età per votare e quasi tutti non avevano mai assistito a un incontro elettorale. Eppure, sotto il sole dello Shada, erano loro la maggioranza del pubblico accorso per ascoltare Roberto Vannacci. Più ragazzi che ragazze, arrivati da tutta la regione: c’era chi voleva sentire dal vivo il generale, chi condivide le sue idee e chi, invece, era lì per capire il fenomeno politico del momento, «studiare il nemico». Era il popolo dei giovani che ieri ha affollato lo Shada, un luogo che solitamente conoscono solo nella versione by night. Sono arrivati dal fermano, un gruppo di amici da Porto Recanati, da Macerata e da altri comuni limitrofi.

Forse anche la location ha contribuito al successo dell’incontro. Un po’ sulla falsariga di quanto già aveva fatto Matteo Salvini nell’estate del 2019, quando dal Papeete portava avanti la campagna elettorale intercettando una fetta di elettori “giovani”. Ma ora molti dei ragazzi che oggi erano qui, Salvini sanno a malapena chi sia. Né che quanto oggi Vannacci ripete, Salvini e Meloni già lo dicevano 10 anni fa: ad esempio il valore della famiglia tradizionale: “Sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana” detto dalla premier Giorgia Meloni o “l’Italia agli italiani” topos retorico di Salvini.

Tra gli argomenti che trovano maggiore consenso c’è quello della remigrazione, tema centrale dell’intervento di Vannacci. Per molti dei ragazzi presenti il dibattito non resta astratto, ma si lega a problemi percepiti nella vita quotidiana, come le baby gang e il fenomeno dei maranza. Una realtà che periodicamente torna anche nella cronaca cittadina e che, per diversi giovani, rappresenta la principale ragione di vicinanza alle posizioni del leader di Futuro Nazionale.
«È il primo leader politico che seguo, su quasi tutto sono d’accordo con lui. E mi è piaciuto molto quando dice che i ragazzi devono poter lavorare a 14 anni» racconta un giovane arrivato allo Shada assieme agli amici. C’è anche chi è arrivato da fuori provincia, addirittura da Fermo, a soli 14 anni per partecipare: «Molte delle sue argomentazioni mi piacciono – dice il 14enne – già con la Meloni si parlava di rimpatri e blocco navale, ma non l’ha fatto, speriamo che la remigrazione possa essere messa a punto. Molti immigrati vengono qui e spacciano, creano casini e speriamo che con la remigrazione questo problema possa risolversi. Anche nel fermano e nelle zone più piccole le baby gang vanno in giro, fanno casini, menano e creano molti problemi, soprattutto a noi giovani».

Ad affascinare di Vannacci è anche la figura dell’uomo autoritario: «penso che sia importante seguire la politica già da questa età -dice un 17enne – mi ha colpito il suo carisma e come parla», mentre altri due ragazzi di Civitanova dicono: «Siamo qui un po’ per curiosità, un po’ perché Vannacci sta riuscendo a portare dalla sua parte i giovani. Mi piace soprattutto quando parla di remigrazione: se uno delinque deve tornare a casa sua». Altri si addentrano nel chiaroscuro del personaggio Vannacci: «ha parlato molto bene – sostiene un altro ragazzo – è un politico veramente abile e ha detto cose corrette sulla questione demografica italiana. Però ad esempio a me preoccupa l’economia e credo che si dovrebbe parlare di più anche di queste cose, non solo della remigrazione».

Luca Cesaretti di Civitanova
Ma ad ascoltarlo anche persone più “anziane” e perfino con un passato “di sinistra” come Luca Cesaretti di 58 anni di Civitanova: «sono padre di 4 figlie, un passato da militante del centrosinistra – afferma – ci dobbiamo rendere conto che noi italiani per non passare da razzisti abbiamo esagerato in tolleranza. Quello che Vannacci dice in parte è vero, cioè ci dobbiamo rendere conto e prendere coscienza che così non possiamo andare avanti. Anche a livello statistico chi delinque in percentuale è quasi sempre straniero».

Tommaso Parrino candidato alle elezioni amministrative di Macerata per Tittarelli sindaco
Non mancano però anche alcune voci critiche: tra i tanti giovani arrivati c’è anche ad esempio Tommaso Parrino, candidato alle elezioni comunali 2026 per Macerata con la lista Uniamo Macerata per Tittarelli sindaco. In questo caso la presenza è dovuta per “studiare” il nemico e la presa che Vannacci ha sul pubblico e sull’elettorato. «C’è chi dice che alla sinistra servirebbe un Vannacci – sottolinea Parrino – Io la trovo un’affermazione radicale ma in parte condivisibile. Sicuramente al centrosinistra serve un una figura carismatica che porti avanti quelle battaglie per cui il il centrosinistra e la sinistra potrebbero raccogliere consensi. Credo che la figura di Vannacci sia inquietante per il centrodestra: parla di remigrazione, ma non dice dove troverà i soldi, ha una retorica di slogan e inneggia ad un orgoglio italico nostalgico».
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Le statistiche di Cesaretti da dove arrivano, dai comizi di Salvini? E falso, non bevete tutto quello che vi raccontano sti soggetti.
Idee anche buone e condivisibili ma sceglie la peggiore gentaglia di prima categoria disponibile, soggetti che hanno dimostrato un totale ed esclusivo interesse per la propria tasca, pertanto, anche per questo, la logica dice che è l’ennesimo inganno.
Per come siamo messi qui in Italia nemmeno LUI riuscirebbe a mettere a posto le cose quindi signori ecco il famoso detto di un’attore napoletano che purtroppo ci ha lasciato anni fa ( se tutto va bene siamo rovinati ).
Bravo Stefano Valenti sr, scegliamo il male minore, lasciamo tutto com’ è , perché rischiare, e andiamo avanti… tanto sta andando tutto bene.
Cosa si intende per orgoglio italico nostalgico? Forse dovremmo vergognarci di essere Italiani a causa di quello che ha portato il ventennio? Pur non condividendo lo spirito apparentemente violento del generale e di alcuni dei suoi proseliti sarei felice se invece ai nostri giovani venisse insegnato già a scuola un pò di sano orgoglio patriottico per quello che rappresenta e ha rappresentato la nostra Nazione. Magari senza estremismi ma essere Italiani deve diventare un onore per chi ci nasce e anche per chi sceglie di vivere nel nostro paese rispettandone le leggi e le tradizioni.
Cento anni fa:
L’Opera Nazionale Balilla (ONB) fu un’organizzazione giovanile del Regno d’Italia, istituita dal regime fascista nel 1926 con la legge 3 aprile 1926, n. 2247. Il suo scopo principale era l’indottrinamento, l’assistenza e l’educazione fisica e morale dei giovani dai 6 ai 18 anni, formando i “fascisti del domani” attraverso attività paramilitari, sportive e culturali.
Storia e Struttura:
L’iscrizione all’organizzazione era di fatto obbligatoria per frequentare le scuole. I giovani venivano inquadrati in base all’età e al sesso:
Figli della Lupa: 6-8 anni
Balilla: 8-14 anni (ragazzi) e Piccole Italiane (ragazze)
Avanguardisti: 14-18 anni (ragazzi) e Giovani Italiane (ragazze)
Il termine “Balilla” deriva dal soprannome di Giovan Battista Perasso, il ragazzo genovese che secondo la leggenda diede inizio all’insurrezione popolare contro gli occupanti austriaci nel 1746.
L’ente promuoveva i suoi ideali attraverso tre pilastri principali: quello culturale, quello ginnico-sportivo e quello assistenziale.
Nel 1937, l’ONB fu soppressa e assorbita dalla Gioventù Italiana del Littorio (GIL), che centralizzò ulteriormente il controllo su tutta la gioventù italiana.
(Gemini AI)
Ode alle Tradizioni
(In stile Feyerabend, anarchico e irriverente)
O Tradizioni, vecchie puttane del tempo,
che i sapienti da scrivania chiamano “cristallizzate”,
voi che avete ballato nude nei boschi,
bevuto il sangue degli dèi e riso delle loro barzellette,
io vi canto contro il Metodo Unico, contro la Scienza Unica,
contro ogni tiranno dal camice bianco che vi dichiara morte!
Noi, moderni idioti, vi crediamo fossili
perché portate rughe e odore di terra antica.
Ma proprio in quelle rughe sta il vostro inganno geniale:
avete attraversato guerre, inquisizioni, rivoluzioni,
senza mai chiedere il permesso a un comitato etico,
senza mai sottomettervi al verdetto di una peer-review.
Voi siete pluralismo vivo, non museo polveroso!
Nella vostra pancia caotica convivono
il canto dello sciamano, la formula dell’alchimista,
il silenzio del monaco e la risata oscena del contadino.
Nessun “metodo” vi ha mai domate:
vi siete moltiplicate come prostitute divine,
offrendovi a popoli diversi, cambiando vestito,
ma restando sempre feconde.
Feyerabend vi amerebbe, o Tradizioni ribelli!
Lui che gridava «Anything goes!» nelle aule austere,
sapeva che il sapere non è una linea retta di progresso,
ma un carnevale selvaggio, un bordello di possibilità.
Ogni tradizione è un universo intero che cammina:
ha i suoi dèi, i suoi demoni, i suoi trucchi per sopravvivere
quando la Ragione, quella puttana snob,
si è già arresa al primo vento contrario.
Voi non vi cristallizzate:
vi trasformate, ingoiate nemici, sputate eroi,
mutate pelle come serpenti immortali.
Mentre la Scienza di turno dichiara “ora sappiamo tutto”,
voi ridete sotto i baffi, perché avete già visto
mille “tutto” cadere come foglie secche.
O Tradizioni, madri anarchiche del genere umano,
non lasciatevi imbalsamare dai curatori di museo
né sterilizzare dai tecnocrati del presente.
Restate impure, contraddittorie, eccessive,
perché solo nell’eccesso si nasconde ciò che di meglio
l’uomo abbia mai prodotto:
la capacità di durare, danzando,
mentre i sistemi perfetti crollano uno dopo l’altro.
E quando l’ultimo algoritmo crederà di averci salvati,
tornerete voi, vecchie sgualdrine eterne,
con una bottiglia di vino, un canto stonato
e un gesto osceno verso il Progresso.
E noi, finalmente umili,
balleremo di nuovo.