Addio a Carlo Pieroni
«Era lo sguardo del jazz»

TOLENTINO - Il mondo della musica e della fotografia piange la scomparsa del fotografo: si è spento ieri all'età di 78 anni a causa di una malattia. Il funerale domani

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Carlo Pieroni

C’era sempre lui, in platea o sotto il palco, a raccontare la passione dei musicisti, le mani sugli strumenti, a dare immagine a quelle sonorità. Carlo Pieroni, tolentinate, fotografo dell’anima del jazz, è morto ieri a 78 anni, dopo una malattia. Con lui se ne va uno sguardo che per decenni ha saputo fermare il tempo nell’istante preciso in cui la musica diventa emozione pura: lo scatto irripetibile, l’espressione nel suo culmine, la luce che cade sul volto di un musicista nel pieno del solo.

Conosciuto e amato ben oltre i confini della provincia di Macerata, Pieroni era una presenza discreta eppure insostituibile nel panorama della fotografia jazz italiana. Le sue immagini hanno fatto copertine di dischi, decorato camerini e foyer di teatri, alimentato archivi che oggi sono un patrimonio storico di inestimabile valore. Le costruiva con metodo quasi archivistico, catalogo dopo catalogo, senza mai cedere alla logica del mercato: la sua immensa passione era fine a sé stessa, e lo sapeva.

L’associazione Musicamdo Jazz, con cui Pieroni aveva condiviso anni di concerti, mostre, viaggi e progetti, lo ricorda con affetto sincero: «Sei stato il migliore compagno di organizzazione, il più vero e il più sincero appassionato di jazz che potevamo incontrare nel nostro percorso. Le tue foto, catalogate come tu sapevi fare, raccontano la tua vita jazz e sono li a renderti eterno. Tutti gli amici musicisti a cui le hai regalate le hanno custodite con amore e autografate per te». Tanti i messaggi di cordoglio non appena si  è diffusa la notizia della sua scomparsa da parte di colleghi, artisti, amici che hanno avuto il privilegio di incrociare il suo obiettivo. Tra loro la cantautrice jazz Mafalda Minnozzi: «Uno dei miei più cari compagni di avventura musicale. Ci siamo raccontati tante storie e scambiati tanti aneddoti. Carlo era entusiasta della vita e sempre preoccupato del suo archivio storico fotografico, così prezioso, di inestimabile valore, perché creato anno dopo anno con sacrificio, senza mai pensare al lato economico della sua immensa passione. Mancherà tanto. Quella sua macchinetta piccolina che faceva faville. E il suo modo dolcissimo di amarci, noi musicisti sempre in cerca della foto del cuore». Parole di affetto e stima anche dall’attore e regista Piero Piccioni: «Carlo, sei arrivato un paio di anni fa nel mio camerino al Politeama, poco prima dello spettacolo. Avevi un album di foto di un mio monologo fatto nello stesso teatro più di quarant’anni prima. Hai voluto che io te lo firmassi. Mi sono commosso e mi hai fatto sentire importante. Anche tu ci hai lasciato… in platea, vicino al palco, rimarrà per sempre un grande vuoto». Cordoglio anche da parte del critico musicale Lorenzo Pollastrelli, che ha lo ricorda come un grande fotografo «capace di catturare l’azione o l’espressione nel suo culmine irripetibile, infondendo vita e dinamismo allo scatto, rendendo l’immagine empatica per chi la osserva. Molte copertine di dischi jazz sono sue opere».

La camera ardente è allestita presso la sala del commiato Terracoeli, mentre il funerale si volgerà domani alle 10, nella parrocchia di San Catervo, a Tolentino. Pieroni lascia i figli Chiara e Federico, quest’ultimo dipendente comunale ed ex consigliere comunale. Dieci anni fa aveva perso la moglie, la storica estetista tolentinate Gioconda Ballacocconi.


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