Ancora il tarlo asiatico a Collevario,
oltre 400 alberi da abbattere
MACERATA - L'Agenzia Marche agricoltura e pesca ha aggiornato la situazione nel quartiere. Per ogni albero abbattuto in area pubblica ne saranno piantati altri due di varietà autoctone

Il tarlo asiatico
di Luca Patrassi
Altre centinaia di alberi da abbattere, oltre 400 nel particolare: questo l’aggiornamento sull’operazione Amap (Agenzia Marche agricoltura e pesca) sul fronte del contrasto al tarlo asiatico che si è manifestato lo scorso anno in alcune piante del quartiere di Collevario.
Il nuovo elemento è emerso dalla relazione fatta dalla stessa Amap ed appena pubblicata all’albo pretorio del Comune di Macerata.
Il tutto era partito con la verifica della presenza infestante del parassita in questione in otto piante sparse in diverse aree, da via Verga a Colleverde.
Il regolamento prevede l’abbattimento di tutte le piante nel raggio di cento metri da quelle infettate. Alle circa duecento inizialmente previste se ne aggiungono ora altre centinaia in una zona “cuscinetto” indicata di sicurezza per evitare che il parassita possa propagarsi.
Il documento Amap contiene l’elenco (e l’ubicazione) delle piante da abbattere che sono poi quelle attaccabili dal tarlo, tigli e ippocastani tra le altre ma non le piante resinose come abeti e pini nel raggio di cento metri dall’albero infetto.
Come nelle precedenti occasioni l’intervento è competenza dell’Amap che si occuperà dell’abbattimento degli alberi, della frantumazione del legno e del trasporto in centrali a biomasse. Per ogni albero abbattuto in area pubblica – a spese dell’Agenzia regionale – ne saranno piantati altri due di varietà autoctone mentre nelle aree private l’Amap si accolla le spese di abbattimento e trasferimento del legname mettendo però a disposizione del privato convenzioni a prezzi agevolati per l’acquisto di nuove piante.
all’inizio possono essere fermati con trappole ai feromoni e colpendo le giovani larve con insetticidi.
Sig Mauro Marconi sarebbe la soluzione migliore, almeno provarci. Ma è evidente che gli interessi sono altri…