Il cardinale Zuppi a Unimc
chiude il ciclo di incontri
su meditazione e presenza mentale
MACERATA - Mercoledì alle 21 all’auditorium dell'ateneo l’intervento del presidente della Conferenza episcopale italiana su “Meditazione, condivisione, speranza”

Il cardinale Matteo Maria Zuppi
Sarà il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, a concludere il ciclo di incontri “Meditazione e presenza mentale” promosso dal Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Macerata.
L’appuntamento è per mercoledì alle 21 all’auditorium Unimc in via Padre Matteo Ricci 2. Il cardinale interverrà sul tema “Meditazione, condivisione, speranza”, offrendo una riflessione che intreccia dimensione interiore e responsabilità collettiva. La presenza del presidente della Cei rappresenta un momento di particolare rilievo pubblico per la città e per l’ateneo, suggellando un percorso che, anche in questa terza edizione, ha coinvolto studiosi di primo piano del panorama nazionale e ha saputo intercettare un interesse ampio e trasversale.
Il ciclo ha messo in dialogo spiritualità, scienza e filosofia, proponendo la meditazione come strumento per affrontare le sfide personali e sociali del nostro tempo con maggiore consapevolezza. L’ingresso è libero e aperto a tutti, senza necessità di prenotazione.
Lui sarebbe stato un Papa eccezionale, non come questo inutile che c’è ora
Ma che te credi, er cardinale nostro,
che parla come un politico ar comizio?
Te benedice pure le coppie strane,
e poi te dice: «Aò, stateve sereni, è pace!».
Dottrina? Quella la tiene ner cassetto,
che se pò mai disturbà er prossimo coi dogmi!
«Er peccato nun è la persona», predica,
ma quanno ariva er peccato er confine sparisce.
A Bologna j’hanno detto: «Piano co’ certi casi»,
ma lui ha fatto finta de nun capì l’avviso;
misericordia a palate, e conversione… boh, forse.
È er cappellano der PD co’ la stola,
Zelig de sacrestia, ride co’ tutti quanti:
o te converti o t’abbraccia, basta che nun fai storie.
In ’sto tempo che ognuno strilla er suo vangelo,
lui è la bandiera: o t’aricordi chi sei
o t’affezioni ar pastore che te fa er contentino.
E sempre allegri bisogna stare…