«Demolito un tratto di mura
per un ascensore inutile
e del tutto fuori contesto»
CORRIDONIA - L'opposizione mette nel mirino i lavori per l'impianto di risalita in via IV novembre, partiti oltre un anno fa: «Il cantiere doveva essere terminato il 31 dicembre 2023 e oggi invece abbiamo ancora un cantiere aperto e una strada chiusa da tempo, con disagi per residenti e cittadini».

Il cantiere dell’ascensore
Sono partiti più di un anno fa i lavori per la realizzazione di un ascensore lungo le mura ristrutturate di via IV Novembre. Insomma di acqua sotto i ponti ne è passata ma l’impianto non è ancora attivo e la questione finisce nel mirino dell’opposizione, che ribadisce il suo no sia nel merito che nel metodo dell’opera.

«Questa non è valorizzazione delle mura storiche: questo è un errore pagato dai cittadini – tuonano compatti i gruppi di minoranza – il cantiere è ancora aperto, la strada è chiusa da tempo e la struttura non ha nulla ha a che vedere con il contesto storico delle mura castellane». La storia di questo intervento nel suo complesso, secondo l’opposizione, è ancora paradossale a tutto tondo. «Quattro anni fa il progetto di recupero delle mura era già pronto e completamente finanziato – ricordano i gruppi di minoranza, che l’iter dei lavori lo avevano seguito quando, in buona parte, erano in amministrazione – si trattava di un intervento di valorizzazione serio e rispettoso del contesto storico. L’amministrazione ha però deciso di modificare il progetto inserendo un ascensore. E qui iniziano i problemi. Prima viene realizzato un tratto di muro. Poi lo stesso muro viene demolito per fare spazio all’ascensore, con ulteriori lavori e ulteriori costi. Nel frattempo i tempi promessi sono stati completamente disattesi: i lavori dovevano essere conclusi entro il 31 dicembre 2023. Oggi invece abbiamo ancora un cantiere aperto e una strada chiusa da tempo, con disagi per residenti e cittadini».

Tutto questo, finisce l’opposizione, «per un’opera che molti giudicano inutile, invasiva e fuori contesto rispetto alle mura storiche. Un’ultima cosa però va ricordata: i costi di questo ascensore sono a carico dei cittadini. Prima si modifica un progetto già pronto. Poi si costruisce un muro per demolirlo. Poi si accumulano ritardi e disagi. Alla fine resta una domanda semplice: era davvero necessario?»
Splendido “ready-made” alla Marcel Duchamp, quell’ascensore è l’oggetto d’uso comune, industriale e non modificato, elevato ad opera d’arte tramite la semplice scelta e ricontestualizzazione dell’artista.
L’antropocentrismo è malattia dell’intelletto,
illusione di catturare il tutto con la dialettica.
Il mondo è arena di sfioramenti, di disturbi muti,
di vite segrete che si ignorano per lo più.
Weird realism: la realtà è strana perché gli oggetti
sono più di ciò che fanno, più di ciò che sono fatti,
più di ciò che appaiono.
Come la particella quantistica: sempre qui e là e altrove,
ma tu vedi solo distorsione,
perché l’oggetto vero si ritira, si nasconde,
e nel suo riso è la sfida mortale.
Brindisi al sapiente Harman,
che capovolge Heidegger, intreccia Husserl e Latour,
e trae metafisica democratica dal fondo:
oggetti timidi e ostinati, esistenti anche senza sguardo,
con interiorità profonda, inaccessibile.
Non nichilismo: realismo estremo, meraviglioso enigma.