Un tocco d’elite ai giardini pubblici:
saranno intitolati alla contessa
Carlotta Parisani in Strampelli
CASTELRAIMONDO - Il 12 marzo la cerimonia. Il Comune: «Figura femminile di grande valore umano e scientifico»

Il sindaco Patrizio Leonelli
I giardini pubblici di Castelraimondo verranno intitolati alla contessa Carlotta Parisani in Strampelli. La cerimonia si svolgerà il 12 marzo alle 11.
La scelta di dedicare questo spazio verde a Carlotta Parisani (1868 -1926) «nasce dall’intento di onorare una figura femminile di grande valore umano e scientifico – dicono dal Comune – donna colta e determinata, fu moglie e preziosa collaboratrice del grande genetista marchigiano Nazzareno Strampelli, protagonista di una stagione fondamentale per la ricerca agraria italiana. Insieme contribuirono allo sviluppo di varietà di grano ad alta resa, segnando un’epoca nella storia dell’agricoltura nazionale.
Discendente di nobile famiglia legata a Luciano Bonaparte – fratello del più noto Napoleone – Carlotta Parisani non fu soltanto compagna di vita di Strampelli, ma soprattutto un’attiva e determinante sperimentatrice, abilissima nelle operazioni di ibridazione e selezione delle sementi. Il suo impegno venne riconosciuto anche nell’intitolazione di alcune varietà di grano – “Carlotta Strampelli”, “Carlottina Bianca” e “Carlottina Rossa” – testimonianza concreta della sua dedizione e competenza nel lavoro scientifico svolto accanto al marito».
La cerimonia prevede un breve intervento istituzionale, la scopertura della targa commemorativa e un momento di riflessione sul ruolo delle donne nella scienza e nella cultura del territorio. «L’amministrazione comunale invita associazioni, istituzioni scolastiche e tutta la cittadinanza – concludono dal Comune – a partecipare a questo significativo momento di memoria e riconoscenza verso una donna che ha contribuito, con intelligenza e passione, alla crescita scientifica e agricola del Paese».
“Parigi è sempre una buona idea.”
(Audrey Hepburn in “Sabrina”, 1954)
…bè, Massimo, che ti debbo dire, in bona parte sarei pure d’accordo!!! gv
Una passeggiatina con Carlotta nel grano
Ah, Carlotta, contessa un po’ distratta,
che lasciò i salotti per il fango buono,
per il grano che sussurra piano piano
e non fa mai complimenti a nessuno.
Sposò Strampelli, sì, ma in fondo in fondo
era lei a toccare il polline con dita
leggere, come se accarezzasse un sogno
o un piccolo impiegato in ufficio stanco.
A Rieti il vento le scompigliava i capelli
nobili, e lei ibridava spighe, oh sì,
precoci, resistenti, quasi timide
come lei stessa, che non voleva farsi notare.
E ora un premio porta il suo nome, per giovinette
sotto i quaranta – che strano, no? –
come se il grano ricordasse ancora
quella mano modesta che lo fece nascere.
Io passeggio qui, tra le varietà sue,
e penso: com’è bello essere piccoli,
aiutare senza che il mondo lo sappia,
e poi sparire nel vento, piano piano,
lasciando solo un nome su una spiga
che ondeggia, sorride, e non dice niente.
Passammo oltre la Scuola dove Bimbi
In circolo giocavano alla lotta –
Oltre i Campi passammo
Da cui ammiccava il Grano – oltre il Sole
Morente noi passammo –
https://federicomayol.wordpress.com/2015/06/07/emily-dickinson-on-the-fields-of-gazing-grain/