Lo “strappo” di Dante Ferretti:
«Il mancato invito mi addolora
e hanno anche sbagliato il pannello»
MACERATA - Il rinnovato largo Beligatti al centro delle polemiche. Lo scenografo Premio Oscar: «Non mi aspettavo di essere trattato così, forse do fastidio a qualcuno. E poi è indicato che ho lavorato con Bernardo Bertolucci ma non l'ho mai fatto, purtroppo». Il consigliere di opposizione David Miliozzi di nuovo alla carica dopo la discussione di ieri durante l'inaugurazione: «Non ho più parole per descrivere questa amministrazione ignorante e arrogante». A rincarare la dose l'architetto Guido Strinati, che rivendica la realizzazione di un progetto per l'area commissionatogli dalla giunta Meschini: «Tre anni fa Iommi fotocopiò 30 pagine del mio piano: come gesto di riconoscenza nemmeno un invito»

La discussione tra David Miliozzi (al centro) e la coppia Parcaroli-Iommi durante l’inaugurazione di ieri
Il piazzale delle polemiche. I rinnovati spazi di largo Beligatti, nei quali spiccano le statue ideate da Dante Ferretti, hanno fatto discutere non poco nelle loro prime 24 ore di vita. È lo stesso scenografo Premio Oscar ad esprimere tutto il suo rammarico per il mancato invito. Ma non solo.

Le statue ideate da Dante Ferretti in largo Beligatti
«In tanti anni non mi era mai capitata una cosa del genere – afferma Ferretti – mi addolora che sia successo proprio a Macerata, la mia città, la città dove sono nato e cresciuto. Mi piace tanto tornarci, l’abbiamo raccontato nella mia autobiografia quanto sono importanti per me i vicoli e le atmosfere di Macerata, non mi aspettavo di essere trattato così, forse do fastidio a qualcuno, ma davvero non riesco a capire perché».

Dante Ferretti con, sullo sfondo, David Miliozzi
Ma c’è di più. Perché allo “sgarbo” formale si aggiunge anche l’errore sostanziale: nel pannello che accompagna le statue esposte, infatti, viene indicato anche Bernardo Bertolucci tra i registi con i quali Ferretti ha lavorato, quando invece così non è. «Non ho mai lavorato con Bertolucci, purtroppo – rimarca lo scenografo – tra tanti registi con cui ho lavorato, sul pannello hanno scritto dell’unico con cui non l’ho mai fatto. Inoltre questo allestimento è bello per specchiarsi, ma non certo per vedere le opere all’interno».

Il pannello con indicato erroneamente Bernardo Bertolucci tra i registi con i quali ha lavorato Ferretti
Il consigliere di opposizione David Miliozzi, che a Ferretti è profondamente legato, già ieri aveva fatto presente la “stonatura” al sindaco Sandro Parcaroli e all’assessore Silvano Iommi. «Dante Ferretti ha lavorato con Pasolini, Fellini, Cavani, Comencini, Ferreri, Petri, Scorsese, Burton, De Palma, Minghella, Branagh e tanti, tanti altri artisti, ma non ha mai lavorato con Bertolucci – sottolinea Miliozzi – bastava fare una ricerca su internet o sfogliare “Immaginare Prima”, l’autobiografia del Premio Oscar maceratese, in cui il maestro racconta come la sua città sia la protagonista di molte delle sue geniali invenzioni. Hanno scritto nei pannelli, che si leggono a malapena per un allestimento che non permette una buona fruizione delle opere, l’unico nome con cui Dante non ha mai lavorato nella sua strepitosa carriera. Io non ho più parole per descrivere la sciatteria di questa amministrazione ignorante e arrogante. Mi ero messo a disposizione dell’assessore Iommi e del sindaco per dare una mano, ma siccome sono un consigliere di opposizione mi hanno messo da parte. Qui non è più questione di destra o sinistra, qui si tratta di grave inadeguatezza e incompetenza».

E poi c’è chi rivendica un altro mancato invito, ma per motivi molto diversi: ovvero la paternità del progetto di restyling del piazzale, rimarcata da Guido Strinati, architetto ed esponente della lista Futuro per Macerata (quella del candidato sindaco in pectore Giordano Ripa). Che ne ha per tutti, destra e sinistra. «Complimenti all’assessore Iommi, finalmente ha realizzato le mie idee per la rivalutazione di largo Beligatti ed altro. E il centrosinistra doppiamente assente e smemorato – tuona Strinati – poteva infatti realizzarle 20 anni fa quando mi fu commissionata dall’allora sindaco Meschini la variante al piano di recupero del centro storico, approvato e adottato dal Comune, ma senza renderlo cogente come avrebbe meritato. Il consigliere Miliozzi lamenta la mancanza all’inaugurazione del maestro Dante Ferretti, autore delle statue e non invitato, ma non la mia di assenza che proposi quel recupero due decenni prima. In genere le copie sono peggiori degli originali e quello di Iommi e Lisi, sa tanto di “modificato” per non sembrare un clone del mio».

Il rendering di largo Beligatti che aveva realizzato Strinati
Strinati sostiene che «nel giugno 2022 Iommi mi chiamò al telefono chiedendomi di vedere il progetto della piazza che qualcuno dell’Ufficio tecnico aveva visto anni prima. Risposi che i miei progetti erano già depositati in quell’ufficio ed erano atti pubblici, adottati dallo stesso Comune 20 anni prima. Dopo circa cinque giorni l’architetto Iommi mi ritelefonò pregandomi di portarglieli in Comune in quanto dopo aver rovistato tutti gli archivi dell’ufficio il mio piano non si trovava da nessuna parte. Mi sono chiesto perché mai il piano non si trovasse più? Chi lo aveva sottratto? Nel centrosinistra vi erano diversi protagonisti della politica di allora che non volevano che alcune sue parti venissero alla luce. Portai i disegni a Iommi al secondo piano dell’Ufficio tecnico del Comune, spiegandone i contenuti ed in particolare il progetto di largo Beligatti. Fotocopiarono tutte le circa 30 pagine degli elaborati di piano. Vi era anche lo spostamento in piazza Mazzini del busto di Mazzini e il rilievo metrico dello “stilobate” cosa poi fatta da Iommi ma al solito in “variante”, mettendolo in “castigo”. Volevo ricordare i miei meriti, non certo per protagonismo, ma per amore della verità e onestà intellettuale. Non avermi invitato alla inaugurazione da parte di Iommi è stato un malo modo di ricambiare una cortesia, resa disinteressatamente alla città e ricambiata con scortesia ed omissione da un suo rappresentante di Giunta comunale».
Benvenuti a Belvedere Beligatti: tra statue ideate da Ferretti, arredi e la vetrina porticata
Signor Ferretti non si dispiaccia e’ stata una svista, Macerata la ama il resto e’ solo politica spiccia mi creda !!!
Ci penserà Marchiori a mettere tutti d’accordo ricavandone 10 posti auto per i residenti
Penso che in questa città bisognerebbe documentarsi di più per non fare errori o figuracce.
In sostanza al compleanno di Dante hanno festeggiato Silvano con la torta di Guido con su scritto Bernardo.
Credo sia il record anche per questa amministrazione.
4 errori in un solo evento semplice semplice, non credo anche sforzandosi si possa fare di meglio. Anche se al nostro sindaco mocio vileda non è saggio porre limiti.
Avevo scritto un commento ma forse non l’ho inviato. Meglio così..In certi casi è preferibile non entrare nei dibattiti, ignorando i precedenti e le implicazioni.
Dante Ferretti sindaco
Quando si ha un ruolo pubblico non si possono avere distrazioni. Non ci possono essere sviste.
> Bartolo… ma sei serio? Il caso doloroso lo ha portato alla luce il sig. Ferretti, non certo la politica. Forse prima di distribuire giudizi a caso varrebbe la pena informarsi. E dire a chi è coinvolto di “non dispiacersi” per l’ennesima figuraccia del Sindaco è davvero il massimo del tatto… Complimenti.
O Largo Beligatti, umile piazza,
dove il selciato canta di passi operosi,
tu, modesto, temi il confronto
con i marmi lucenti dei teatri d’oro,
dove l’eco delle star risuona
come un sogno di Hollywood lontana.
Vergogna, tu stringi il cuore,
sussurri al padrone di casa:
“Chi sei tu per chiamare l’astro,
per invitare la luce in questa penombra?”
Eppure, nella tua polvere,
c’è verità più grande dei riflettori,
un’onestà che non si piega
al peso delle convenzioni.
O Dantino, vecchio leone d’ottantadue anni,
le tue gambe non temono il cammino,
il tuo spirito non si curva al tempo.
Nulla ti vieta, nulla ti frena:
la porta del Largo è aperta,
non serve invito per chi porta il cuore.
La grandezza non sta nei teatri splendenti,
ma nel passo che osa,
nel coraggio che ignora il rifiuto.
Largo Beligatti, sei tempio bastante,
perché ogni luogo è sacro
quando vi si incontrano anime vive.
“Magari il sindaco aveva le sue buone ragioni per accorciare la lista… tanto che pure Bartolò è rimasto fuori!”…ahahahha…
“Rustica progenie, semper villana fuit “.
Non c’è niente da fare, non si smentiscono mai ……
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e a persone realmente esistenti è puramente casuale…
Per eterogenesi dei fini la gaffe della mai avvenuta collaborazione con Bertolucci segnala invece una affinità tra premi Oscar e una lontananza da Pasolini, che mai e poi mai all’epoca avrebbe potuto raccogliere applausi da Hollywood, regno del cinema commerciale, borghese, non-artistico. Peraltro difficilmente Pasolini si sarebbe addolorato per un mancato invito a una passerella in largo Beligatti.
Non tutti i membri del consiglio di amministrazione hanno le competenze necessarie. Andrebbero sostituiti