A “Macerata Buon’estate” arriva la danza:
spettacolo nella sala dell’Eneide

LA RASSEGNA prosegue sabato e domenica con 'Come neve' di Adriano Bolognino. I danzatori indosseranno i costumi creati dal progetto "Il club dell'uncinetto"

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01_Adriano-Bolognino_Come-Neve_ph_Roberto-De-Biasio_Sabrina-Cirillo-650x433Macerata Buon’Estate, la rassegna di arti performative a Palazzo Buonaccorsi, prosegue con i suoi appuntamenti in programma sabato e domenica prossimi.

Si tratta della rassegna promossa dal Comune di Macerata con l’Amat, il contributo di Regione Marche e MiC e in collaborazione con Lagrù. Alla sala dell’Eneide alle 20,30 e alle 22 protagonista sarà la danza di Adriano Bolognino in Come neve.

Danzano Noemi Caricchia e Roberta Fanzini. Lo spettacolo è una co-produzione Körper – Centro Nazionale di Produzione della danza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza – Festival Danza in Rete, con il sostegno di Orsolina28, Nitja Senter samtidskunst, Italian Institute of Culture in Oslo, Italian Embassy in Norway, le musiche sono di Olafur Arnalds/Josin.

«Quando mi è stato commissionato questo nuovo lavoro – racconta il coreografo – ho subito iniziato a pensare all’idea di benessere, a cosa significhi per me “stare bene” e a come la danza possa tradurre questa condizione. L’immagine da cui sono partito è quella della neve che si osserva quando si è piccoli alla finestra. Ho contemplato il bianco del fuori e il caldo del dentro, il senso di protezione e di comunità che spesso si prova in questi momenti. Prima di iniziare a lavorare con i corpi dei danzatori, ho pensato a creare un ambiente che rispecchiasse già l’idea della creazione, a cominciare dai loro abiti. Così ho deciso di coinvolgere nel progetto “Il club dell’uncinetto”, un gruppo di donne che, durante la pandemia, si è ritrovato per reinventarsi, riscoprendo un’arte, trasformandola in un nuovo lavoro. Trovando coraggiosamente una nuova luce da cui ripartire e trarre benessere in un momento così buio per tutti. Incarnando perfettamente il mio senso di benessere».

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La poesia della danza si unisce così alla poesia che trasforma un filo in un abito: «Questo prezioso ricamo artigianale – prosegue il coreografo -, mi fa pensare ai corpi dei danzatori, artigiani anch’essi, che con corpo e movimento sono capaci di dare vita a qualcosa di nuovo, creativo, originale. Qualcosa di unico, come un fiocco di neve che cade al suolo. Si tratta di una affinità sorprendente, poiché si racconta che la lavorazione all’uncinetto nacque in un piccolo paesino, dove una signora, molto abile nei lavori artigianali, rimase affascinata dallo spettacolo dei fiocchi di neve che cadevano sul suo davanzale e cercò di riprodurre la loro bellezza con un filo di cotone e un grosso ago ricurvo. Intrecciando questi elementi, vorrei invadere lo spettatore con una nevicata improvvisa di corpi in movimento, fermare il suo tempo davanti a una serena contemplazione. Per me il benessere è proprio questo. Abbracciare una passione, condividerla. Ricucire un rapporto con una persona amata. Scoprire una parte nuova di sé e impegnarsi ad alimentarla, cucendone sempre un nuovo pezzetto. Comporre una coreografia come fosse uncinetto: una trama intricata eppure sofisticata, un intreccio consapevole che genera nuove forme».

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