«Il brodetto? Rischia di sparire
dalla ristorazione costiera»
L’Accademia della cucina celebra la ricetta
CIVITANOVA - Presentato il volume dedicato al piatto per eccellenza della gastronomia marinara alla presenza del biologo Corrado Piccinetti. Una serata per raccontare le tante varianti e lanciare un appello per la sua tutela
Per farlo secondo i crismi, quasi religiosi, della ricetta tradizionale vanno usati 2 chili e mezzo di pesce assortito, tra cui non devono mancare seppie, calamari, lumaca di mare, scorfano, pesce prete, pesce cappone, scampi, canocchie, granchi, rana pescatrice, palombo, rombo, razza, sogliole, merluzzi e triglie. Ma forse il segreto è lavarli tutto con l’acqua di mare per riuscire a gustare fino nel piatto il sapore intatto dell’Adriatico.
Questa la ricetta del brodetto, nella versione che è stata oggetto di un incontro che si è svolto a Civitanova, organizzato dalla delegazione di Macerata dell’Accademia italiana della cucina, dedicato alla presentazione del volume “Il Brodetto”.
E proprio le parole del biologo marino Corrado Piccinetti, ospite d’onore della serata, hanno acceso i riflettori su un rischio concreto: «Il brodetto sta scomparendo dalla ristorazione costiera».
Ad accogliere i numerosi partecipanti è stato il delegato di Macerata, Pierpaolo Simonelli, che ha sottolineato l’importanza di queste iniziative per mantenere vivo il patrimonio culinario locale. L’Accademia dedica ogni anno un approfondimento a questo piatto, consapevole delle sue molteplici varianti che, pur differenziandosi di paese in paese lungo la costa adriatica, mantengono quasi costante la ricchezza del pescato utilizzato.
Il biologo, volto noto del programma Rai “Linea Blu” ha arricchito la discussione, offrendo preziosi spunti sulla storia delle marinerie e della pesca nell’Adriatico, e illuminando le complessità e le sfide attuali del settore. Il libro “Il Brodetto”, frutto della collaborazione tra Piccinetti e altri autorevoli autori come Ugo Bellesi, Tommaso Lucchetti, Alfredo Antonaros, Maria Lucia De Nicolò e Alberto Mazzoni, non si limita a esplorare la storia del piatto, ma analizza anche le tecniche di pesca, le attrezzature necessarie e propone gli abbinamenti con i vini più appropriati.
Le relazioni di Piccinetti e di Ugo Bellesi hanno toccato argomenti cruciali, spaziando dalla storia affascinante del brodetto all’attuale situazione della pesca, evidenziando purtroppo come questo piatto, simbolo della cultura marinara, stia progressivamente scomparendo dalla ristorazione costiera. Un campanello d’allarme che l’Accademia di Macerata si propone di raccogliere, promuovendo una maggiore consapevolezza e un ritorno alle radici della nostra cucina. Durante la serata, il vice delegato Sergio Branciari ha ricordato la figura di Vincenzo Perini, civitanovese Doc, che tanto si prodigò per la salvaguardia di questo piatto.
La serata è stata anche un momento di celebrazione e riconoscimento: il consigliere nazionale Ugo Serra ha premiato l’accademica Simonetta Varnelli e il delegato Pierpaolo Simonelli per i loro vari anni di dedizione, testimoniando l’impegno e la passione che animano l’associazione.
…mah, sarà mica perché oramai è tutto un…brodetto!!? gv p.s.: una nota…’bro-detto’, considerando il bro, e poi il detto; bro è usato dai giovani di oggi (da brother, fratello…) e può avere diversi significati, di amicizia ma non solo, forse come noi, da ragazzini, usavamo il ‘fra’ (per fratello!!?), ma non è detto che, anche allora, fosse sempre usato in amicizia, come oggi, o no!!? Detto, bè, non servono spiegazioni…
Sparito il Borgo Marinaro, sostituito da B&B, case vacanze, seconde case, loculi da 35mq, sparite la famiglie, spariti i bambini per strada, sparirà tutto…
…una domanda, Domenico, ma secondo te, tutto quel che tu dici e che prenderà ancor di più il posto delle famiglie nel Borgo Marinaro, a chi ‘appartiene’!!? gv