«Test del dna sui bisognini dei cani
per scoprire chi non li raccoglie»
CIVITANOVA - La proposta è dell’ex assessore Sergio Marzetti: un test genetico per risalire ai proprietari che lasciano le strade sporche
di Laura Boccanera
Bisognini dei cani abbandonati in strada, la soluzione la propone l’ex assessore civitanovese Sergio Marzetti: fare il test del dna. Non basteranno gli agenti della polizia locale per sanzionare eventuali padroni trasgressori sprovvisti di sacchetto e paletta, ma probabilmente serviranno i Ris per porre fine alla mala pratica di alcune persone di abbandonare in strada i resti delle deiezioni dei loro amici a quattro zampe.
L’ex assessore Sergio Marzetti non è nuovo a “trovate” fantasiose per risolvere problemi cittadini (si ricorderà, una su tutte, quando era assessore, la proposta dell’utilizzo di capre e pecore per tagliare l’erba dalle rotatorie e aree verdi) e anche stavolta ne lancia una delle sue per porre fine all’annoso problema in cui si imbattono i pedoni della città.

Sergio Marzetti
Il deterrente sarebbe il prelevamento del dna dei cani al momento della registrazione: «al momento della registrazione del cane presso il servizio veterinario, tra l’altro obbligatoria, viene rilevato il dna del cane stesso e inserito nel relativo sistema informatico – dice Marzetti -. A questo punto basta prendere un minimo campione delle deiezioni abbandonate incivilmente, farle esaminare dal servizio veterinario preposto e risalire, senza possibilità di errore, all’identità del cane e del suo proprietario, con emissione della relativa sanzione, che naturalmente comprenderà tutte le spese collaterali. Oggi tutto questo è tecnicamente possibile, e sarà sicuramente efficace per la salvaguardia dell’ambiente. Tra l’altro questa soluzione è stata da tempo utilizzata con ottimi risultati dalla Spagna, Francia, Germania. Solo in questo modo sarà possibile garantire una città pulita ed accogliente, almeno sotto questo punto di vista».
Ma questi “soggetti” perchè non utilizzano il tempo per il quale incassano “lauti” emolumenti per tentare di risolvere i veri problemi che presenta ultimamente la zona di Civitanova invece di stare lì a “sparare ca..ate” ? ?
Che stupidaggini. Quindi ora bisognerà creare la banca dati del DNA dei cani? Come se non ci fossero altri problemi! Ma siamo matti?
A Civitanova la priorità è le cacate dei cani indubbiamente.
Il DNA presente nelle feci deriva principalmente da cellule morte dell’intestino, batteri del microbiota intestinale, resti di cibo e, in minima parte, da altre fonti come virus o cellule di organismi ingeriti. Ma dove va a finire questo DNA? Ecco cosa succede:
Degradazione ambientale: Una volta espulso, il DNA nelle feci è soggetto a degradazione. Fattori come temperatura, umidità, esposizione all’ossigeno e attività microbica (batteri, funghi, ecc.) iniziano a romperlo. Gli enzimi presenti nell’ambiente, come le DNasi, scompongono le molecole di DNA in frammenti sempre più piccoli, fino a renderli non più funzionali.
Ciclo naturale: Se le feci finiscono in un ambiente naturale (ad esempio, suolo o acqua), il DNA viene ulteriormente degradato e i suoi componenti (basi azotate, zuccheri, fosfati) vengono riciclati nell’ecosistema. I microrganismi utilizzano questi materiali come nutrienti, reintegrandoli nel ciclo del carbonio e dell’azoto.
Sistemi fognari: In un contesto urbano, le feci finiscono nelle fognature e poi negli impianti di trattamento delle acque reflue. Qui, il DNA viene in gran parte distrutto durante i processi di depurazione (trattamenti chimici, biologici o termici). Tuttavia, tracce di DNA possono persistere nelle acque trattate o nei fanghi di depurazione, e in alcuni casi vengono studiate per monitorare la salute pubblica (ad esempio, per rilevare virus come il SARS-CoV-2).
Analisi scientifica: In alcuni casi, il DNA nelle feci non “scompare” subito ma viene raccolto per studi. Ad esempio, gli scienziati possono analizzare il DNA fecale per studiare il microbiota intestinale, identificare specie animali in natura (come nel caso di campioni fecali di animali selvatici) o persino ricostruire diete antiche da resti archeologici.
Degradazione a lungo termine: Se le feci si trovano in condizioni particolari (ad esempio, ambienti molto secchi, freddi o anaerobici, come torbiere o ghiacciai), il DNA può conservarsi per secoli o millenni, come nel caso di coproliti (feci fossili). Tuttavia, anche in questi casi, il DNA si degrada gradualmente nel tempo.
In sintesi, il DNA della “merda” non è eterno: si degrada rapidamente nell’ambiente o nei sistemi di trattamento, ma i suoi componenti vengono riciclati nella biosfera.
a me non sembra un’idiozia, come risolvere altrimenti?
A PARTE CHE L’AMICO SERGIO E’ DA TEMPO FUORI DAL GIRETTO CUI SI RIFERISCE L’INCAUTO “MORDINI”, ANZI, MI RiSULTA SIA FUORI PER PRENDERE LE DISTANZE DA CERTE SCELTE… (ma questo lo dovrebbe dire lui), QUINDI “MORDINI” PULISCITI LA BOCCA.
POI.. I PROPRIETARI DEI CANI “CACONI” SONO LORO I RESPONSABILI. E SPETTA A QUEGLI SCANSAFATICHE DEI NOSTRI SCIENZIATI DI TROVARE I SISTEMI DI SANZIONARLI PER LE DEIEZIONI…
ma perche non se ne inventano un altra!!! non cià proprio niente da fà sta gente è!!
forse una delle cose più intelligenti da fare per porre fine a questo problema, esatto Aldo Iacobini, una banca dati (che già esiste tra l’altro) con l’aggiunta del dna. poi l’esame per scoprire il responsabile lo pagherà ovviamente il proprietario oltre ad una pesante sanzione
Ci sono rimedi naturali molto efficaci che facilitano il riposo notturno
Per il sig. Cognigni. Che cosa prevede l’attuale regolamento comunale in merito allo sporcamento?
Scrivo solo per fare i complimenti al linguaggio forbito utilizzato dal sig. Raffaelli nei miei confronti ( studiato dalle Orsoline e successivamente ad Oxford ?) e per una costatazione.
Se c’è stata la necessità di urlare per fare l'”avvocato delle cause perse” ( per chi non lo sapesse scrivere in maiuscolo equivale figurativamente ad urlare) evidentemente è stato toccato qualche recondito nervo scoperto.
L’atteggiamento inutilmente aggressivo non fa onore né al patrocinante né al patrocinato.
“Excusatio non petita accusatio manifesta” dicevano i Padri latini.
Io la chiudo qui.
Meditate gente, meditate …..
Scusate , mi è rimasta la “n” di constatazione” sulla punta delle dita. Refuso involontario.
Massimo..magari ha un laboratorio di test genetici..è normale che poi urli..
Bisognerebbe vedere giuridicamente come stiamo messi? Il cane che defeca per strada e il padrone non la raccoglie, in che posizione si troverebbe? Per estrarre il Dna dovrebbe essere lui a dare il consenso, anche scritto o basterebbe essere il probabile colpevole di qualcosa o comunque essere almeno sospettato di aver, forse partecipato ad un reato? Se si colpisce il padrone con il Dna del cane, quest’ultimo diventerebbe la prova che porterebbe alla punizione per il suo padrone con una multa che potrebbe maturare l’idea di tenere in casa un mantenuto pronto a tradirti e qui si dovrebbe intervenire almeno con una visita settimanale di un/un’ assistente sociale o chi per lui/lei. Per la raccolta del Dna canino, visto che in giro ci sono bestie che metterebbero in fuga anche un orso affamato, qualche idea ce l’avrei, magari invece di tagliare nastri inutili potrebbe finalmente dedicarsi a qualcosa di utile e in contatto con il laboratorio che esamina il reperto pavimentale della banchina , trovare subito la soluzione de”lo strano mistero della cacca abbandonata”. Ma il corpo del reato, appartenete al cane dovrebbe fare di lui il solo colpevole e il padrone al massimo essere un semplice complice e di questo l’autorità dovrebbe tenerne conto? Insomma non mi sembra cosa facile e in mancanza di almeno una sentenza che faccia legge, bisognerebbe camminare con una certa attenzione se non si vuole finire nell’indagine. Ps. Prestare anche una certa attenzione visto che anche a distanza di anni come sta avvenendo, ricominciano indagini nuove che non si sa a quali risultati potrebbero portare!
Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah
Mi pare appropriato tirare fuori il test del DNA sui cani proprio nel periodo in cui il DNA sembra riaprire un cold case popolarissimo……
ah ah ah ah ah ah ah ah ah
Ma come fa la mente umana a partorire certe idee?!
La Scienza c’è (sia per i grandi bisogni che per i bisognini).
…Tu mettevi solo bisognini, bisognini…Pensavi solo ai bisognini, bisognini…Stramaledetti bisognini, bisognini…Persino sotto alla notizia ‘crolla il mondo’…E se oggi ho le pupalle più grandi del cuore, non mi giudicare!!! p.s.: io proporrei anche un test ‘genioetico’…in ogni caso chi non li raccoglie (i cuoricin…ehm, i bisognini), è un incivile, come chi lascia di tutto vicino ai cassonetti e quando gli pare, da vergognarsi!!!