Giubileo dei Migranti con il vescovo,
canti e colori in Cattedrale
MACERATA - Domenica la Messa con monsignor Nazzareno Marconi e le comunità etniche. Don Sergio Fraticelli: «Segno di speranza per tutta la diocesi»

Il vescovo Nazzareno Marconi
Un momento di fede multiculturale colorerà la Cattedrale dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista di Macerata domenica 18 alle 17, con la messa del Giubileo diocesano dei migranti, presieduta dal vescovo Nazzareno Marconi e animata dalle Cappellanie Etniche. Un appuntamento promosso dall’Ufficio Migrantes diocesano che da anni accompagna spiritualmente le comunità cattoliche di origine straniera presenti nel territorio, legate da radici linguistiche e culturali ma perfettamente integrate nel tessuto ecclesiale.
«Si tratta di realtà vive, radicate e gioiose, seguite da cappellani provenienti dagli stessi Paesi di origine – spiega don Sergio Fraticelli, responsabile Migrantes –. Attualmente collaboriamo in modo continuativo con le comunità nigeriana, indiana, peruviana e francofona. La richiesta di vivere un gesto giubilare comune è nata proprio dai cappellani, ed è stata accolta con entusiasmo: domenica sarà una festa di fede, con canti, colori e preghiere che porteranno in cattedrale la ricchezza delle tradizioni cristiane di tante parti del mondo».
Il programma prevede l’accoglienza dei partecipanti alle 16, la recita del Rosario alle 16,30, e a seguire la celebrazione della messa giubilare. «Ci auguriamo – continua don Sergio – che anche i fedeli delle varie parrocchie di Macerata colgano questa opportunità per scoprire e riconoscere la ricchezza nascosta nella nostra diocesi. Il Giubileo ci offre l’occasione per ribadire che la cattolicità non è solo un concetto teologico, ma un’esperienza concreta di fratellanza, accoglienza e conoscenza reciproca. È un piccolo gesto, ma può aprire nuove strade».
Ottima – ed evangelica (nel senso buono) – iniziativa del nostro Vescovo e dei nostri Sacerdoti.
Nella sua recente conferenza a San Claudio al Chienti il prof. Franco Cardini ha accennato ad un Islam diverso da quello che le cronache di dicono. Un Islam di fede spirituale e di cultura che influenzò il tempo di Carlo Magno e che è presente ancora oggi.
Ho apprezzato il prof. Cardini perché ha confermato la conoscenza esoterica dell’Islam. Ed è ciò che dobbiamo mettere in evidenza. Non quel sottoprodotto fatto di imposizioni, di rivolte e di terrore che le cronache ci fanno conoscere dell’Islam.
Un Islam da considerare nello stesso schieramento dei Cattolici e degli ortodossi, con cui organizzare una battaglia comune contro l’espansione della dottrina materialistica e oppressiva del Nuovo Ordine Mondiale, che è schierato – insieme ai falsi cattolici eretici della Sinistra – contro i Principi non negoziabili della Chiesa Cattolica, ai quali sta cercando di dare nuova enfasi il nuovo Santo Padre Leone XIV.