Musica come rito,
canto come viaggio:
le Faraualla in scena ad Apiro

RISORGIMARCHE - Il quartetto, che festeggia quest'anno il 30esimo anniversario di attività, porterà sul palco il progetto "Culla e tempesta" domenica alle 18

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Le Faraualla

Quando la voce diventa strumento primordiale, quando il canto smette di essere semplice melodia per trasformarsi in racconto, rito, urlo e carezza, allora vuol dire che sul palco ci sono loro: le Faraualla. Domenica 13 alle 18 il teatro Mestica di Apiro ospiterà il quartetto vocale pugliese, protagonista di un concerto che si annuncia come un’esperienza fuori dal tempo e dalle convenzioni, inserito nella programmazione di Riverberi (Risorgimarche)  e Tam – Tutta un’Altra Musica.

Il nuovo progetto si intitola Culla e tempesta: un rito collettivo che attraversa il Mediterraneo e oltre, sospinto dalle onde della storia, delle lingue e dei miti. In scena ci saranno Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Maristella Schiavone e Loredana Savino.

Nate artisticamente a Bari nel 1995, le Faraualla hanno tracciato un percorso unico nella musica italiana e internazionale. Fedeli a un’estetica vocale che affonda le radici nella tradizione popolare, hanno saputo farsi ponte tra tempi e mondi. La loro cifra è il sincretismo: nei loro canti si intrecciano italiano, dialetto, inglese, lingue inventate, echi di culture antiche e visioni oniriche. Non esiste una definizione univoca per descrivere ciò che fanno – ed è proprio questo il segreto del loro fascino.

I biglietti sono disponibili su Ciaotickets a questo indirizzo.


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