«Tra multe, Imu e Tari
oltre 5 milioni non riscossi»
RECANATI - L'assessore Sabrina Bertini ha proposto un riaccertamento per comprendere quali somme siano ancora esigibili. I Comuni in assenza di certezze sulla riscossione devono fare un accantonamento con un fondo: «Più è grande e meno risorse per i servizi ci sono»

L’assessora Sabrina Bertini
«Oltre 5 milioni di euro non riscossi tra Imu, Tari e multe tra il 2021 e il 2024», così l’assessore Sabrina Bertini che a Recanati ha proposto alla giunta (delibera approvata) il riaccertamento ordinario dei residui in bilancio al dicembre 2024. Servirà a capire quali siano le somme non più esigibili o dovute. «Colpisce l’ammontare delle entrate accertate ma non ancora riscosse dal 2021 al 2024 – dice l’assessore Bertini – relative all’Imu e alla Tari e ai proventi derivanti dalle violazioni al Codice della strada: oltre 2 milioni di euro per l’Imu, circa 870mila euro per la Tari, oltre 2,1 milioni euro relativi alle contravvenzioni, per un totale di circa 5 milioni di euro”.
Il riaccertamento, spiega il Comune è «un processo indispensabile per garantire la correttezza e l’attendibilità del bilancio dell’ente, influisce direttamente sulla corretta determinazione del risultato di amministrazione che emergerà dal rendiconto da approvare entro il prossimo mese di aprile.
Crediti che non incidono solo sulle disponibilità di cassa ma che hanno riflessi importanti sulla capacità di spesa. Secondo i nuovi principi della contabilità armonizzata, gli enti locali sono tenuti ad accertare le entrate per l’intero importo del credito, anche qualora non sia certa la riscossione integrale dell’entrata. In tal caso, però, l’ente è tenuto ad operare prudenzialmente un accantonamento ad un fondo denominato Fondo crediti di dubbia esigibilità calcolato sull’andamento delle riscossioni negli esercizi pregressi (ultimi cinque anni). Solo a seguito delle riscossioni il fondo accantonato può essere ridotto e la quota liberata potrà essere applicata al bilancio ampliando la capacità di spesa dell’ente».
In sintesi, spiega l’assessore Bertini «Maggiore è l’ammontare del fondo minore è la possibilità di utilizzare risorse per i servizi ai cittadini. È quindi prioritario agire con determinazione sulla capacità di riscossione e a tal fine saranno intraprese tutte le azioni possibili, a cominciare dal monitoraggio costante dei versamenti con invio dei solleciti di pagamento».
Lo spauracchio per il comune è la prescrizione. Se interviene la prescrizione il credito non è più esigibile.
Prima di parlare di tasse non pagate: credo sia più opportuno parlare di carrozzoni politici parassitari, che in un paese democratico con stato di diritto come dovrebbe essere il nostro non dovrebbero essere consentiti, invece siamo pieni, in primis la falsa delle regioni che sono state istituite per avere il massimo decentramento dei servizi. Nonostante: quando fu scritta la costituzione: nessuno dei componenti dell’assemblea Costituente dimostrò di esserne entusiasta, e ciò fu il motivo che invece di farle entrare in vigore il primo Gennaio 1948, furono istituite nel 1970 tramite referendum popolare ingannando gli Italiani convincendoli che avrebbero tolto le province. Promessa mantenuta raddoppiandole, perché con circa ottomila Comuni sentivamo tutti la mancanza del decentramento dei servizi.
Senza polemica, però mentre si accerta matura la prescrizione, forse sarebbe meglio applicare personale da altri uffici per dare corso alla riscossione.