Dante Ferretti racconta il “suo” Pasolini
con Dacia Maraini e Ninetto Davoli
CINEMA - Il premio Oscar ha presentato all'Ara Pacis di Roma il suo libro a cinquant'anni dalla morte del regista, insieme ai suoi due amici: Mi ha insegnato ad amare la vita, a capire l'importanza degli errori»

Dante Ferretti (al centro) durante il convegno all’Ara Pacis
di Giulia Sancricca
Macerata protagonista ieri a Roma all’incontro che si è svolto all’Ara Pacis per la presentazione del libro del premio Oscar, Dante Ferretti, “Bellezza imperfetta. Io e Pasolini” in cui lo scenografo maceratese racconta del regista romano ucciso cinquant’anni fa. Ma la figura di Pier Paolo Pasolini è emersa anche grazie alle parole di altri due grandi amici dello scrittore: Dacia Maraini e Ninetto Davoli.
Sul palco anche il curatore del volume, David Miliozzi, Raffaele Curi e l’assessore alla cultura del Comune di Roma, Massimiliano Smeriglio, che ha anticipato l’imminente progetto espositivo ispirato al rapporto tra Pier Paolo Pasolini e Dante Ferretti: i due hanno collaborato insieme per otto film, da “Il Vangelo secondo Matteo” a “Salò o le 120 giornate di Sodoma”.

I due piani dell’auditorium gremiti e un parterre di vip tra il pubblico, a cominciare da Gabriella Pescucci e Francesca Lo Schiavo, entrambe vincitrici del premio Oscar, la stilista Anna Fendi, Fausto Bertinotti, Gianni Letta e tanti altri personaggi noti arrivati per ascoltare i racconti dell’incredibile trio pasoliniano.

Dante Ferretti con Ninetto Davoli
Dai racconti e dagli aneddoti confidati da Dacia Maraini, amica carissima di Pasolini, e Ninetto Davoli, figura di riferimento nella vita del regista, sono emersi legami profondi, ricordi delle giornate trascorse sul set, ma anche le emozioni di Pasolini negli ultimi giorni prima della sua morte: «La sera prima dell’omicidio – ha raccontato Davoli – eravamo a cena insieme in un ristorante e Pier Paolo arrivò e disse che non si sentiva più al sicuro, come se da un momento all’altro qualcuno potesse fargli del male».
Dante Ferretti ha ribadito tutta la sua gratitudine nei confronti di Pasolini che lo chiamò a lavorare con lui da giovanissimo, poco più che 25enne «Mi ha insegnato ad amare la vita – ha detto – a capire l’importanza degli errori. Era una persona molto intuitiva, guardava sempre avanti». Ed è stata Dacia Maraini a evidenziare come, anche nel caso di Ferretti, Pasolini ci avesse visto bene: «La storia gli ha dato ragione – ha detto – visti i tre premi Oscar che Ferretti ha poi vinto nella sua carriera».
E nei racconti di Ferretti non è mai mancata la sua Macerata, tanto che Davoli – rivolgendosi allo scenografo – ha detto: «Sei davvero innamorato della tua città. È normale, le persone autentiche restano sempre legate ai luoghi da cui provengono».
Il grazie di Dante Ferretti a Pasolini: «E’ stato il mio maestro ma mi ha sempre dato del lei»
Ninetto Davoli non è stata una figura di riferimento per Pasolini, è stato il suo più folle amore. Pazienza censurare la verità sui vaccini, dato che una folle regola impone di censurare, ma censurare pure l’amore è proprio un’indecenza…