Povertà in aumento anche tra chi lavora,
più aiuti per bollette e spese mediche
«Territorio segnato da numerose fragilità»

IL REPORT della Caritas diocesana di Fermo, che comprende 13 comuni del Maceratese, tra cui Civitanova. Sempre più donne chiedono aiuto, specie se straniere. Sono stati 17mila gli interventi in un anno

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La Caritas di Civitanova

di Laura Boccanera

Povertà in aumento, il report della Caritas mette in evidenza le nuove fragilità: sempre più numerose le donne che arrivano a chiedere aiuto al servizio e cresce anche la povertà di chi comunque può contare su un lavoro. A pochi giorni dalla giornata dedicata alla carità, la Caritas diocesana di Fermo (che comprende 13 Comuni del Maceratese: Civitanova, Corridonia, Gualdo, Loro Piceno, Mogliano, Montecosaro Monte San Giusto, Monte San Martino, Morrovalle, Penna San Giovanni, Petriolo, Potenza Picena, Sant’Angelo in Pontano) ha presentato il report Povertà 2024 denominato “Comunità fragili, tra difficoltà e speranza”. Il report, come scrive nell’introduzione, Barbara Moschettoni direttrice della Caritas Diocesana «è una interessante e importante occasione di riflessione. Dall’analisi dei bisogni, dalle testimonianze e dalle iniziative emerge un quadro del territorio della diocesi di Fermo, che è segnato da numerose fragilità, ma anche da molteplici potenzialità».

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Barbara Moschettoni

L’analisi ha come punto di partenza le problematiche emergenti in tema di povertà rilevate nel territorio diocesano sulla base dei dati forniti dalla rete 23 centri di ascolto: nel 2023 sono stati realizzati 17.411 interventi e sono state incontrate 1831 persone. Oltre all’analisi delle povertà e delle fragilità, viene fornita anche la descrizione di alcune risposte progettuali proposte dalla Caritas diocesana di Fermo per affrontare i temi più significativi, dall’accoglienza al lavoro, dai giovani al disagio abitativo, dando spazio anche alle storie e ai volti di persone.

I dati mostrano un’inversione di tendenza rispetto al genere di chi accede ai servizi: sono in aumento le donne, con una prevalenza significativa di persone migranti. Un’indicazione del fatto che l’effetto della crisi pandemica, le ripercussioni delle guerre in Europa e Medio-Oriente e l’aumento dei prezzi al consumo, continuano a colpire maggiormente le famiglie migranti e più in generale le famiglie numerose. Le comunità straniere con il maggior numero di accessi ai centri di ascolto sono originarie dai paesi balcanici, Marocco, Ucraina, Romania, Tunisia.

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Ci sono grandi differenze nelle quantità di richieste registrate nelle diverse zone della Diocesi, che si estende dalla zona costiera fino alle aree interne e alla zona montana colpita dal terremoto che sta affrontando la fase della ricostruzione post-sisma, ancora molto lenta, e la ripartenza dopo l’emergenza covid-19. Le persone senza dimora e nei centri d’accoglienza sono il 31%, mentre tra coloro che possono contare su una dimora prevalgono le famiglie in affitto da privati, 38%, o in case popolari, 12%. Risulta assai contenuta la quota dei proprietari di un’abitazione, con o senza mutuo.

Le richieste prevalenti oltre al sostegno tramite pacchi alimentari sono quelle legate al sostegno economico e la richiesta di aiuto per la ricerca del lavoro. Oltre alle condizioni abitative problematiche, un’altra richiesta molto frequente è quella legata alle spese dell’abitare, due terzi delle erogazioni fatte dai centri d’ascolto rispondono a questo bisogno. Le richieste di sostegno economico sono in prevalenza collegate con i costi della gestione delle utenze (energia, riscaldamento, acqua, affitto, condominio) e poi per le spese sanitarie. Per questo aspetto si nota un aumento della povertà in molte fasce della popolazione e avviene anche tra le persone occupate a causa della crescita del fenomeno della cosiddetta work poverty. E’ un fenomeno che sta crescendo negli ultimi anni ed è collegato alla precarietà del lavoro, al fenomeno di molte situazione di lavoro “in grigio”, all’aumento dei contratti a termine e all’aumento della cassa integrazione e delle “crisi aziendali” che coinvolgono il settore calzature-moda e non solo. Aumentano le situazione problematiche e “multi-problematiche” e si registrano in tutto il territorio nuove povertà legate alla solitudine, all’invecchiamento della popolazione, all’ansia ed alla preoccupazione per il futuro, con conseguenze e ricadute anche di carattere psicologico.

Per quanto riguarda il lavoro la Caritas ha permesso di accedere a colloqui di lavoro a 115 persone e sono state attivati 34 percorsi di inclusione lavorativa, mentre sono 48 le messe in prova. Un passo enorme su questo fronte è stato fatto grazie ai progetti di inclusione lavorativa per disabili che ha permesso a 32 persone di trovare un’occupazione, di cui 19 in percorsi di inclusione socio lavorativa, 2 in lavoro protetto e 11 in inclusione lavorativa.

In merito all’emergenza casa, a Civitanova, nel dormitorio sono stati ospitati 102 uomini, ma tutta la rete dell’accoglienza della Caritas diocesana fra alloggi a disposizione, dormitori e sussidi e accoglienza in b&b ha permesso a 167 persone di trovare un tetto, a 278 persone di avere servizi a supporto della ricerca di abitazioni e a 31 di avere sussidi per il pagamento delle utenze.  

Infine un cenno ad un problema crescente, specie fra i giovani: il report sottolinea anche l’aumento delle problematiche legate alla salute mentale, in particolare tra gli adolescenti. I centri di ascolto e i servizi di counseling sono stati potenziati per rispondere a una domanda sempre più alta di supporto psicologico.


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