Salvo dopo un’embolia polmonare
«Il mondo mi è crollato addosso,
grazie a Medicina interna di Civitanova»

MONTECOSARO - Luca Vagni, biologo di 38 anni, ha deciso di raccontare la sua esperienza per ringraziare il reparto dove è stato ricoverato e per lanciare un appello: «Far soffrire chi mi è vicino mi ha terrorizzato. Bisogna lodare queste realtà del Servizio sanitario. Vi invito a non sottovalutare i sintomi di malattie che a volte possono essere molto pericolose. Ora posso tornare a casa, giocare con mio figlio e stare con mia moglie e dopo un periodo di convalescenza tornare alla vita normale. Non è poco, credetemi»

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Luca Vagni con la moglie e il figlio

«Il mondo mi è crollato addosso, la paura di lasciare mia moglie e mio figlio, far soffrire chi mi è vicino mi ha terrorizzato. Vi invito a non sottovalutare i sintomi di malattie che a volte possono essere molto pericolose. Ora posso tornare a casa, giocare con mio figlio e stare con mia moglie e dopo un periodo di convalescenza tornare alla vita normale. Non è poco, credetemi».

Sono le parole di Luca Vagni, biologo di 38 anni che vive a Montecosaro con la sua famiglia e che di recente ha rischiato la vita per un’embolia polmonare. Ha deciso di raccontare la sua esperienza, per mettere in guardia tutti a non sottovalutare determinati sintomi e per ringraziare il reparto di Medicina interna dell’ospedale di Civitanova per l’umanità e la professionalità.

Ecco la sua lettera integrale.

«Mi chiamo Luca Vagni sono un biologo, ho 38 anni e vivo a Montecosaro, sono padre di un bel bambino di nome Oliver e marito di una splendida moglie di nome Mara, ma ho rischiato di lasciare tutto per una brutta patologia di cui si parla sempre poco: l’embolia polmonare. Da qualche mese infatti ho avvertito affanno respiratorio sotto sforzo, prima in maniera isolata poi, di recente, sempre più frequente, anche con esercizi minimi (tipo salire le scale). Strano penso io, dato che conduco una vita abbastanza sana, seguo una dieta bilanciata, pratico attività sportiva in palestra da circa 8 mesi e fino allo scorso anno ho giocato a basket con il Gruppo 82 Tolentino per circa 15 anni: inoltre adoro le escursioni sui nostri amati Sibillini. Così dopo aver fatto un ecg in farmacia, mi sono recato in visita privata per un ecocardiogramma con dottor Anselmo Garipoli (che voglio ringraziare): durante la visita, dopo aver constato un cuore normale, mi ha suggerito di approfondire ancor di più questi sintomi eseguendo l’esame di laboratorio del D-dimero ( marcatore aspecifico di trombosi venose).

Purtroppo, il test ha dato un esito positivo di ben 5 volte il valore normale: ormai la sintomatologia era chiara per cui mi sono recato al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova, dove un angio-tac polmonare ha confermato i sospetti con una diagnosi abbastanza seria: embolia polmonare estesa ad entrambe le arterie polmonari. Il mondo mi è crollato addosso, la paura di lasciare mia moglie e mio figlio, far soffrire chi mi è vicino mi ha terrorizzato. Sono stato ricoverato in reparto Utic dove, dopo le prime cure con i medici, le infermiere Katiuscia e Sofia mi hanno supportato emotivamente e professionalmente per tutta la degenza. Sono poi stato trasferito in cardiologia e di seguito in Medicina interna, per indagare sulle cause delle embolie nei miei polmoni, poiché si possono formare per vari motivi (cause genetiche, autoimmuni, trombosi venose agli arti inferiori, neoplasie): infatti le embolie polmonari sono la 3 causa di morte cardiovascolare dopo infarti ed ictus in Italia.

Nel reparto di Medicina interna, il team guidato dal primario, la dottoressa Minnucci e coadiuvato dalle dottoresse Murri e Rosettani, hanno provveduto a sottopormi a numerosi test, e dopo 9 giorni di ricovero purtroppo non sono state trovate le cause di questa brutta malattia (forse esito di una polmonite virale?). Spesso accade di non trovare la causa scatenante ed è in aumento l’incidenza di questa patologia nella fascia di età 35-45 anni in soggetti sani. Con questa lettera, vorrei ringraziare apertamente il primario, la dottoressa Minnucci e tutto il reparto di Medicina interna (medici, infermieri, oss), un vero gruppo di professionisti, preparati e ben organizzati e ben gestiti, con una grande componente di empatia verso i pazienti. Sono stato trattato con grande impegno e professionalità, non mi sono mai sentito abbandonato e sono stati molto esaustivi nelle spiegazioni e nelle visite cui mi hanno sottoposto. Bisogna lodare queste realtà del Servizio sanitario che purtroppo immeritatamente spesso e volentieri sono preda di attacchi morali e fisici vergognosi. Voglio altresì ringraziare tutti gli amici e i familiari che mi sono stati vicini in questo momento difficile e mi hanno supportato anche con un semplice messaggio. Vi invito inoltre a non sottovalutare i sintomi ed approfondire sempre quando si ha qualche dubbio, piuttosto che sottovalutare i sintomi, di malattie che a volte possono essere molto pericolose. Ora posso tornare a casa, giocare con mio figlio e stare con mia moglie e dopo un periodo di convalescenza tornare alla vita normale. Non è poco, credetemi. Grazie».

 

 

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