«Mia figlia morta sei anni fa,
davanti alla sua tomba
un fatto riprovevole»
MACERATA - Il padre di Silvia Radossevich, scomparsa a 43 anni, racconta cosa è accaduto al cimitero qualche giorno fa. Ecco la sua lettera aperta

Silvia Radossevich
Sei anni fa moriva Silvia Radossevich, maceratese di 43 anni. La famiglia la ricorda con affetto e devozione ma in particolare il padre Franco vuole raccontare cosa è accaduto al cimitero di Macerata qualche giorno fa. Di seguito la sua lettera aperta.
«Sono passati sei anni da quel 13 novembre 2018 quando mia figlia, colpita da una lunga e terribile malattia, lasciava la vita terrena per un’altra vita che non riesco ancora ad immaginare ma che mi conforta pensare senza più dolori, angosce e sconfitte, accolta con amore dalle persone che hanno lasciato questa terra, a lei molto care e che gli hanno voluto bene, in un tenero ed interminabile abbraccio misericordioso.
Silvia era una donna solare piena di vitalità sempre sorridente e comprensiva con tutti. Qualità questa del suo carattere che la portava a perdonare anche le persone che gli avevano fatto del male. Come tante ragazze della sua età aveva in mente di realizzare tanti progetti nel futuro che l’avrebbe sicuramente resa felice.
Purtroppo però le cose non sono andate come lei avrebbe voluto. Le devastanti cure che faceva per sconfiggere la malattia non davano nessun risultato; anzi, questa in maniera subdola si impossessava sempre di più del suo fragile corpo fino a quando in un lettino posto in una stanza dell’hospice di Macerata con accanto il fratello la mamma ed il papà entrò in coma e dopo alcune ore, alle quindici del pomeriggio, cessò di respirare.
La morte di Silvia ha lacerato irrimediabilmente i nostri cuori e la mancanza della sua presenza fisica ha creato un vuoto incolmabile che ancora oggi, con profondo dolore e infinita disperazione, non riusciamo a superare ed accettare.
Le spoglie di Silvia riposano per sempre in una tomba nel cimitero di Macerata. Noi tutti i giorni dell’anno, al mattino mia moglie e mio figlio io nel pomeriggio, andiamo da lei. Loro sistemano i fiori sempre freschi, annaffiano le piantine che arredano la tomba e controllano la luce che illumina la foto di lei che dev’essere sempre accesa poi, prima di salutarla, gli dedicano alcune preghiere. Io invece, raggiunta la tomba di mia figlia, mi posiziono davanti alla stessa, appoggio la mano sulla lapide e gli racconto tutto quello che abbiamo fatto nella giornata. Poi recito alcune preghiere e alla fine la saluto più di una volta mentre mi incammino per raggiungere l’uscita del cimitero per ritornare pieno di malinconia nella mia casa.
Un paio di anni fa abbiamo notato vicino alla tomba di nostra figlia una splendida gattina, appartenente alla colonia felina presente da alcuni anni nel cimitero, con il caratteristico mantello a squama di tartaruga e allora, senza esitare, gli abbiamo subito affibbiato il nome di “Macchiolina”. Questa presenza giornaliera, ed in qualsiasi condizione atmosferica, ci ha fatto pensare anche alla realizzazione di un desiderio voluto da nostra figlia e, di conseguenza, abbiamo deciso di dargli una piccola ricompensa consistente in una manciata di crocchette di altissima qualità, che da circa diciott’anni diamo alla nostra splendida gattina, fortemente consigliate dal nostro veterinario.
Poche settimane fa mio figlio e mia moglie, come tutte le mattine dell’anno, erano intenti a sistemare la tomba di Silvia quando una vettura con all’interno due agenti della municipale è transitata davanti alla stessa. Giunti in fondo alla stradina hanno girato e sono risaliti. Quando sono ripassati davanti alla tomba di mia figlia hanno notato la presenza della gattina e uno di loro (l’altro è rimasto nella vettura per filmare con un tablet la scena), senza esitare è sceso dalla macchina si è avvicinato a mio figlio. Gli ha chiesto se aveva dato da mangiare a quella gattina. Mio figlio turbato e fortemente preoccupato per le conseguenze gli ha risposto che non gli aveva dato nulla da mangiare. L’agente però non ha creduto a ciò che aveva detto mio figlio e di conseguenza, in presenza della madre e di fronte alla tomba della sorella, è stato perquisito.
Purtroppo, all’interno di una tasca del giubbetto che mio figlio indossava, l’agente ha trovato un sacchetto con dentro un pugno di crocchette e allora, sempre questo signore, con voce imperiosa gli ha detto: è queste cosa sono? Mio figlio di fronte all’evidenza ha chiesto subito scusa per aver mentito e questo ha sequestrato il sacchetto e poi gli ha chiesto quanti anni avesse. Lui ha risposto trentadue. Dopo averlo guardato fisso negli occhi, l’ha umiliato dicendogli che con quella età non aveva ancora capito niente di come ci si deve comportare nella vita. Poi con un atteggiamento pieno di soddisfazione per aver svolto il proprio dovere, con il sacchetto delle crocchette in mano, si è rivolto a mio figlio dicendogli che tra qualche giorno gli arriverà il verbale di contravvenzione con il massimo della sanzione, (cosa questa che è avvenuta e che noi abbiamo immediatamente pagato), per non aver rispettato il regolamento che vieta, per il benessere degli animali, la somministrazione di qualsiasi alimento ai gatti della colonia presente nel cimitero. Poi il signore è salito sull’auto ed insieme al compagno sono usciti dal cimitero lasciando sbigottiti e feriti psicologicamente sia mio figlio che mia moglie di fronte alla tomba di Silvia e con accanto sempre la gattina.
Alla fine di tutta questa tristissima vicenda, nella veste di padre e di marito, sento fortemente il dovere di fare alcune importanti e necessarie considerazioni.
La prima è quella che questi signori, all’interno di un cimitero che noi consideriamo un luogo dove il rispetto, la meditazione, la sofferenza e la preghiera per la presenza di tanti defunti anche giovani ragazzi e ragazze, bambini e bambine, mamme e papà concorrono a renderlo unico e sacro, non dovevano assolutamente comportarsi in quel modo (tutta la vicenda si sarebbe dovuta svolgere, a mio avviso, lontano dalla tomba di mia figlia, fuori dal cimitero e sentite le ragioni per il quale mio figlio si è comportato nel modo sopra descritto).
La seconda è quella che i signori, all’indomani dell’accaduto, sarebbero dovuti ritornare nel luogo dove è avvenuto il fatto e con un atteggiamento che lasciava intravedere un minimo di pentimento avrebbero dovuto confortare (e non mortificare, come purtroppo è avvenuto) mia moglie, mio figlio farsi il segno della croce davanti alla tomba di mia figlia (cosa questa che non è avvenuta il giorno del misfatto) e recitare una preghiera da dedicare alla nostra cara Silvia.
Per ultimo, e certamente non per importanza, andrebbe cambiato il citato regolamento, pensato sulla scrivania all’interno di un edificio, con l’aggiunta di nuovi articoli e/o commi, che considerino le reali e delicatissime situazioni che alcune volte vengono a crearsi all’interno di un cimitero.
Con la speranza che quanto è accaduto nel cimitero, non si ripeta mai più, con animo fortemente dispiaciuto e colpito da un’implacabile senso di rabbia, ribadisco il mio pensiero che nessuno e, ripeto nessuno, si doveva comportare in quel modo tanto arrogante, irrispettoso e offensivo in quanto il comportamento di mio figlio e di mia moglie aveva solamente il fine di non modificare nulla delle poche cose che appartengono e rimangono a nostra figlia e che, senza ombra di dubbio, tali premure ci aiutano a proseguire nel difficile percorso della nostra vita».
Ma i due vigili non hanno provato un po’ di vergogna?
Il reato di abuso d’ufficio (Art. 323 CP) è stato abolito il 25 agosto di quest’anno. Bisogna vedere se quanto successo è (magari!) precedente a quella data. Perché dovrebbe trattarsi di abuso d’ufficio (se non di violenza psicologica).
Cose dell’altro mondo: la perquisizione, come l’ispezione, può essere disposta soltanto con decreto dell’autorità giudiziaria (giudice procedente o pubblico ministero), la quale può procedere personalmente ovvero disporre che l’atto sia compiuto da ufficiali di polizia giudiziaria (polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale) delegati con lo stesso decreto.
Si spera a questo punto che l’inqualificabile abuso segnalato da questo signore venga immediatamente sottoposto ai dovuti approfondimenti dalle autorità disciplinari della polizia municipale (in primis con il sequestro del video girato dal compagno di pattuglia del vigile, evidentemente preda di pulsioni tipicamente adolescenziali) e punito con le sanzioni prescritte dalla legge.
Detto ciò, che cosa ci facessero, nella situazione di cronica insufficienza di organico in cui versano notoriamente le forze dell’ordine, due membri di queste ultime a perseguire l’orrendo crimine di spaccio di crocchette ai gatti del cimitero quando, per dire, ai giardini Diaz e altrove si spaccia tutt’altra roba ad ogni ora del giorno e della notte sotto gli occhi della popolazione impotente, è un mistero che terzo segreto di Fatima scansati…
Strano che non c’è stato l’arresto immediato in flagranza di reato.
Evidentemente alcuni ” solertissimi” non sono in grado in certe circostanze di svolgere a puntino il mestiere per cui vengono regolarmente pagati, ogni mese nessuno escluso, dalla Comunità dei cittadini attraverso il prelevamento coatto delle tasse e delle imposte; perché questo è “il Comune” non dimentichiamolo mai.
Sorge spontanea la domanda come mai, con lo stesso imperterrito spirito di iniziativa, certi soggetti non vadano mai a perquisire di notte qualche ragazzotto dai vari colori ai Diaz, a Fontescodella o alla Stazione per controllare se sta spacciando vietatissimi “croccantini per gatti”.
Spesso purtroppo indossare una divisa, qualunque essa sia, può fare brutti scherzi e portare al delirio di onnipotenza se manca un personale sostegno culturale e civile e la coscienza del ruolo che si ricopre, dietro pagamento, nella Comunità.
Di tutti i commenti ce n’è solo uno più vergognoso del comportamento dei due frustrati sofferenti di complesso di inferiorità. Alla delicata e amorevole lettrice tutta l’avversione ” della collettività” che merita!
Dare da mangiare ai gatti randagi non è reato. A livello nazionale non esiste alcuna norma che vieti di alimentare i gatti randagi, o meglio, i gatti “che vivono in libertà”, come li definisce la legge. Non solo, il nostro ordinamento, diversamente da quanto statuisce con riguardo ai cani randagi, consente espressamente ai gatti di vivere liberi e garantisce loro tutta una serie di specifiche tutele.
Si sono susseguite nel tempo diverse ordinanze di sindaci o regolamenti comunali aventi come scopo quello di vietare di dar da mangiare ai gatti liberi (o anche ai cani randagi). Ci si chiede se questi provvedimenti siano legittimi e se davvero si possa vietare ad un cittadino o ad un passante di offrire, anche solo sporadicamente, del cibo ad un animale randagio. Così come ci si chiede se sia legittimo vietare ad un cittadino di fornire abitualmente del cibo a singoli gatti o a colonie che vivono in una certa zona, lasciando loro cibo e acqua all’interno di contenitori.
La giurisprudenza dei tribunali amministrativi in più occasioni si è pronunciata su tali questioni. Dalle ordinanze e sentenze dei diversi TAR è emerso con chiarezza il concetto secondo cui sono illegittimi, dunque se impugnati possono andare incontro ad annullamento, quei provvedimenti amministrativi locali che vietano di per sé la condotta di alimentare i gatti liberi e i randagi in generale. Da queste stesse pronunce, però, è risultato altrettanto chiaro che: se è vero che non si può vietare di alimentare i gatti liberi, è altrettanto vero che costituiscono condotte illecite sia quella di gettare cibo sul suolo pubblico o nella proprietà altrui sia quella di lasciare sui marciapiedi o sulle strade i contenitori sporchi di avanzi. In altre parole, è assolutamente lecito dar da mangiare ai gatti liberi, ma chi intende offrire loro del cibo lo deve fare mediante contenitori puliti, che vanno subito rimossi dopo il pasto.
Se questi presupposti ci sono sarebbe un bel gesto da parte dell’Amministrazione deliberare una reversale di pagamento in favore del soggetto passivo della errata applicazione della “sanzione massima” ( detto tra noi, provvederei a detrarla dagli emolumenti di chi sappiamo….).
Scusate il refuso, ovviamente intendevo l’emissione di un mandato di pagamento.
Vuole un consiglio, sig. Radossevich?
Portate a casa vostra la micetta. Sottraetela alla potenziale prossimità di tali energumeni.
visto che siamo in vena di scrivere cosa si dovrebbe evitare di fare nel cimitero di Macerata io proporrei di vietarne l’accesso alle automobili private che sempre più spesso invadono quel luogo di rispetto e sempre più spesso scendono persone che camminano benissimo. Poi vieterei a quel giovanotto di mettersi a chiedere l’elemosina sul cancello ma in generale lo vieterei a chiuque ovviamente, perchè una signora anziana entrando o uscendo dal quel luogo non deve sentirsi in dovere di foraggiare quel racket .
Il Comandante della Polizia Locale di Macerata, Danilo Doria, saprà adottare i giusti provvedimenti per questo ottuso e ingiustificabile abuso di autorità, abbinato ad una sconcertante mancanza di rispetto per la persona deceduta e per i suoi cari che con grande tristezza la stavano salutando con tutto l’affetto del mondo.
Il cimitero è per definizione un luogo che merita rispetto, silenzio e discrezione, e non esibizioni muscolari fuori luogo.
E’una storia che fa ridere ma anche piangere,addirittura perquisire una persona al cimitero e mandargli una multa a casa per aver nutrito un gatto randagio? Perché non portare via l’animale invece di multare chi lo nutre? Hanno preso persone buone e si sono comportati da cattivi prendendosi la ragione. Al loro posto non solo non mi avrebbero perquisito ma non avrei pagato nessuna multa.
Se quanto riferito dalla “lettera aperta” è veritiero, il signore perquisito ha chiesto ed ottenuto copia del VERBALE DI PERQUISIZIONE PERSONALE (ART. 352 Codice Procedura Penale)?
Mio nipote non è un brutto ceffo o con precedenti ma, al contrario, è persona mite e sensibile ! Quanto accaduto all’ interno del cimitero di Macerata fa semplicemente vomitare. Suo padre ha dimenticato di riferire che da molto tempo si occupa – a titolo gratuito e con permesso del Comune – di mantenere pulito il suddetto luogo da eventuali deiezioni di gattini che altri avrebbero proposto di abbattere mediante avvelenamento. Che intollerabile abbaglio e colossale ingiustizia signori vigili !!!!!!!! VERGOGNA !!!!
vergognatevi…indossare una divisa… qualsiasi…che rappresenti lo stato…la pubblica sicurezza ecc ecc ed abusare di questo “”potere”” (racchiuso da 2 virgolette) oltretutto in un cimitero è disgustoso! avete giurato!! ma evidentemente è solo una semplice formalità a quanto pare…non vale niente…un può di cuore e di buon senso ci vorrebbe
BUONSENSO, BUONSENSO, BUONSENSO !!!
BUONSENSO, BUONSENSO, BUONSENSO !!!
Una lettera scritta benissimo del tutto commovente. A parte l’episodio di comportamento tipo SS, che vedo ha suscitato l’indignazione di tutti, questo che scrive questo papa’ mi ha profondamente commosso.
Dire vergognatevi è dire poco. Ma come si fa a mancare così di rispetto?
Lo avrei capito se per terra ci fossero state scatolette vuote o altri rifiuti. Quanta cattiveria! L’aver tolto il reato di abuso d’ufficio ce ne farà vedere tante di cose come questa. Pazzesco quello che è successo. Porterò anch’io crocchette al cimitero così come le ho portate nelle zone terremotate quando erano rimasti solo i gatti randagi nei paesi vuoti.
Che cosa priva di senso. Ma questi due non avevano niente di meglio da fare?
A me piace vedere i gatti che passeggiano tra le tombe fanno compagnia ai nostro cari, del resto nell’antico Egitto i gatti erano sacri e penso che siano animali speciali anche oggi.
Infine dico che nel regolamento ci dovrebbe essere scritto che si possono dare crocchette ai gatti ma di non lasciare sporco.
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA per aver perquisito un ragazzo davanti alla tomba di sua sorella e per la multa per due misere crocchette.
Ribadisco VERGOGNATEVI.
Tutta la mia solidarietà alla famiglia.
Cristina Quintavalle:
È inaccettabile la situazione in cui si trova Macerata. La città, ormai invasa da spacciatori e, sempre più frequentemente, da fenomeni di prostituzione, è diventata un luogo pericoloso, dove i cittadini non si sentono più liberi di muoversi in sicurezza. E questi cosiddetti ‘sceriffi’, dove sono? Sembra che preferiscano fare i forti con i deboli, invece di affrontare i veri problemi che minano la serenità della comunità. Un atteggiamento del genere è vergognoso. Le leggi, certo, ci sono, ma servirebbe anche un minimo di buon senso per tutelare i cittadini e riportare ordine nella città.
Comunque consiglio all’unica “signora” che ha provato ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile di tornare a scuola o prendere lezioni private di lingua italiana e di convivenza civile.
A Lei e a quelli che hanno commesso questo gesto di così alta “virilità”, per di più filmandolo per poi vantarsene, va tutto il nostro sentito e giustificato disprezzo.
È, oltretutto, un problema di educazioni. E avere vigili con questo livello di educazione non è confortante
Una perquisizione per trovare delle crocchette? Non credo proprio si possa fare,evidente abuso di potere. Denunciateli subito,tanto basta sapere chi ha redatto il verbale.
Non ci posso credere… PERQUISITO?! Un abuso incredibile ed inaccettabile!!!
Comandante, cosa pensa di fare? Ce lo faccia sapere, perchè DI FRONTE A è obbLigato a
…ancora nessun commento come al solito del signor “Maalox”…
Non ci voglio credere…. PERQUISITO?!?! Inaccettabile e vergognoso abuso…. Ma chi sono questi due individui, indegni di indossare una divisa di pubblico ufficiale, da condannare ferocemente.
Comandante dei Vigili, cosa intende fare? Ce lo faccia sapere, perché certemente è obbligato ad attivare un procedimento disciplinare ed a sospendere questi due individui …. E vogliamo vengano pubblicati i nomi, per essere esposti a pubblico ludibrio di tutti i cittadini che con le tasse pagano i loro stipendi!
un notissimo giornalista citava una frase chi si fissò nella mia mente….bisogna essere forti con i deboli e deboli con i forti, purtroppo è la triste verità di questa vergognosa vicenda ….
Il povero David Graeber ha evidenziato come la finanziarizzazione dell’economia ha portato alla proliferazione di un grande numero di “lavori senza senso” o “lavori del cavolo” (bullshit jobs), questi lavori sono diffusi tanto nel settore pubblico che in quello privato.
Il commento di certa Quintavalle su Fb è semplicemente odioso….Che schifo certe persone!
anticamente i vigili urbani stavano vicini al cittadino sopratutto nella prevenzione ecc. Ora che si chiamano polizia LOCALE si sono trasformati a sceriffi….
Comunque il silenzio dell’Amministrazione, a diversi giorni dall’accaduto, è ASSORDANTE !!!!
Ah, giusto, sono impegnati a quantificare i “premi di eccellenza”…