«Sclavi ha risposto a tutte le domande,
è totalmente estraneo alle contestazioni»

TOLENTINO - Il sindaco è stato interrogato oggi dal pm Enrico Barbieri nella caserma dei carabinieri. Il suo legale, Claudio Carbonari: «Non c’entrano nulla nè lui nè il Comune». Sentiti anche gli altri due indagati. La contestazione è tentato falso ideologico relativo alla vendita di un terreno su cui c’era una manufatto abusivo

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Il sindaco all’arrivo in caserma

di Gianluca Ginella

«Il sindaco ha risposto a tutte le domande, ha chiarito la sua posizione, e contesta il contenuto del capo di incolpazione a cui dice di essere totalmente estraneo». Così l’avvocato Claudio Carbonari legale del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi (lo assiste anche l’avvocato Marco Melappioni). Oggi il primo cittadino si è presentato alla caserma dei carabinieri per essere interrogato dal pm Enrico Barbieri.

L’interrogatorio rientra in una indagine legata alla vendita, che poi non si era realizzata, di un terreno del Comune su cui risulterebbe esserci un manufatto abusivo. Per un presunto tentativo di falso ideologico sono stati indagati, oltre al sindaco, Patrizia Meo, responsabile del settore Urbanistica dell’ente, e Paolo Bini, responsabile del Patrimonio. Oggi tutti è tre sono stati convocati per essere interrogati.

«Se si discute in merito a quello che è scritto nella formulazione del capo di imputazione non c’entra nulla lui, ma in generale il Comune» ha detto l’avvocato Carbonari che oltre al legale del sindaco fa parte anche della sua lista civica in Provincia.

Dopo il primo cittadino è stato sentito Bini (presente il suo legale, l’avvocato Luciano Bora) e per ultima Meo. Il suo legale, l’avvocato Paolo Rossi: «Stiamo parlando di una funzionaria capace, corretta e onesta. È completamente tranquilla sa di non aver fatto nulla che le possa essere contestato. Ha risposto alle domande».

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L’arrivo del pm Enrico Barbieri in caserma

I fatti presi in esame risalgono all’aprile scorso e riguardano l’aver attestato ad un notaio la regolarità urbanistica di un terreno che il Comune intendeva vendere. L’ipotesi degli inquirenti è che non sarebbe stata comunicata al notaio la presenza di un manufatto abusivo che si troverebbe sul terreno. In base alle indagini il notaio sarebbe stato indotto in errore sui presupposti di legittimità per la stipula dell’atto di compravendita.

 

«Tentata vendita di un terreno ma c’è un manufatto abusivo» Indagati il sindaco Sclavi e due dirigenti


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