«Tentata vendita di un terreno
ma c’è un manufatto abusivo»
Indagati il sindaco Sclavi e due dirigenti
TOLENTINO - La procura di Macerata ha inviato gli avvisi dell'interrogatorio al primo cittadino e ai responsabili del settore Urbanistica (Patrizia Meo) e Patrimonio (Paolo Bini)

Il sindaco Mauro Sclavi durante l’assise
di Gianluca Ginella
La vendita, che poi non si era realizzata, di un terreno del Comune su cui risulterebbe esserci un manufatto abusivo ha portato all’apertura di una indagine, per un presunto tentativo di falso ideologico, che coinvolge il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, Patrizia Meo, responsabile del settore Urbanistica dell’ente, e Paolo Bini, responsabile del Patrimonio. Tutti e tre sono stati convocati per metà novembre per essere interrogati dai carabinieri su mandato del pm Enrico Barbieri che sta svolgendo le indagini.
Al momento si tratta di una inchiesta in fase embrionale e gli indagati quando verranno sentiti potranno dare la loro versione sulle contestazioni che vengono loro mosse.
I fatti presi in esame risalgono all’aprile scorso e riguardano l’aver attestato ad un notaio la regolarità urbanistica di un terreno che il Comune intendeva vendere. L’ipotesi degli inquirenti è che non sarebbe stata comunicata al notaio la presenza di un manufatto abusivo che si troverebbe sul terreno. In base alle indagini il notaio sarebbe stato indotto in errore sui presupposti di legittimità per la stipula dell’atto di compravendita.
Compravendita che poi non c’era stata per la mancata stipula dell’atto a seguito dell’intervento dei carabinieri in Comune per acquisire documentazione relativa alla pratica. Nei giorni scorsi sono stati inviati gli avvisi agli indagati per l’interrogatorio.
Stanno togliendo tutti gli intralci tipo ” abuso d’ufficio”e altre cosucce che effettivamente intralciano perché come si suol dire” col pubblico si mangia” e ci mettiamo a sottiglizzare per questo o quello che mettono in cattiva luce gli amministratori e rischiano di pregiudicare tutto il loro servizio che già sarebbe stato passato continuamente al setaccio come a Civitanova che deve avere maglie talmente fini che non passa nemmeno l’aria e poi fa perdere fiducia all’elettorato che si sa non aspetta i tre gradi di giudizio quando magari potresti già essere colpevole al primo e anche prima per poi diventare quasi sempre innocente al terzo. Nordio dovrebbe fare una riforma sulla giustizia non separando le carriere dei giudici ma i processi tra pubblici e privati, fatti persino in aule diverse magari anche a casa dell’amministratore pubblico, così, tanto per non ingolfare i tribunali.