Aggrappato al treno per 100 chilometri,
18enne rischia la vita
per una sfida social
DA CIVITANOVA A PESCARA il tragitto compiuto dal giovane appeso alle maniglie del locomotore di coda del convoglio. E' stato soccorso nel capoluogo abruzzese. Alla base del gesto la challenge "train surfing". Indaga la polizia
di Laura Boccanera
Aggrappato al treno da Civitanova a Pescara, 18enne rischia la vita per fare “Train surfing”. C’è una challenge social all’origine del folle gesto di un 18enne della provincia di Ancona che si è aggrappato alle maniglie del locomotore di coda del treno regionale 603 che da Milano arriva a Pescara e ha percorso così almeno un centinaio di chilometri. A ritrovarlo, una volta arrivato alla stazione del capoluogo abruzzese, il capostazione che vedendolo a terra e dolorante ha chiamato i soccorsi e anche gli agenti della Polizia ferroviaria.
Il giovane è stato soccorso, ma ha rischiato la vita. Ha raccontato di aver preso il treno a Civitanova e di aver percorso attaccato al convoglio tutta la tratta fino a Pescara. Il tutto è avvenuto lo scorso 18 giugno scorso appunto (anche si la notizia si è appresa solo oggi): nelle immagini delle telecamere di Martinsicuro si vede il 18enne che si regge attaccato alle maniglie del locomotore di coda del convoglio che arriva a Pescara attorno alle 12.01, impossibile per il macchinista vederlo. All’arrivo il ragazzo sfinito è caduto a terra e ha perso anche il cellulare. Intanto il giovane dopo essere stato soccorso è stato multato per 500 euro, mentre gli accertamenti stanno proseguendo per capire se vi sono anche risvolti penali.
Alla base del folle gesto c’è dunque quello che viene chiamato “train surfing”, una sfida social che sta spopolando. I protagonisti, per lo più giovanissimi che si riprendono con foto e video, salgono sul tetto dei vagoni e la sfida viene vinta da chi riesce a rimanere, o camminare sui convogli del treno per più tempo. Poi c’è la variante: restare appesi il più a lungo possibile al convoglio.
Mah!
e che vuoi commentare!! nemmeno la frase “è vardasci” è buona in questo caso!! poveri ragazzi di oggi….andate a pescare almeno vi divertite!
Se facesse un lavoro pesante, certe idee non gli verrebbero. Come punizione da scontare, sia mandato a zappare la terra!!!
c’è un grosso problema tra i giovani e youtube. Ci vorrebbe una adeaguata censura dei contenuti dei social come avviane in alcuni paesi.
lorenzo bellesi
Concordo con la censura per tali idiozie.
Vietare non basta.
Sarei per il metodo bastone e carota.
Bisogna proporre ai giovani
Stimoli diversi e nuovi.
E modelli da seguire
Altrimenti non se ne viene fuori
Questi sono i nuovi giochi di quest’epoca dei giovani grazie a TIT TOK e YOU TUBE, abbiamo generato una generazione di “mostri”.
Questa è una cosa di tristezza senza confini
Così si può morire di freddo, ecco perché le auto e le moto hanno i para-brezza!