Il Tar respinge il ricorso,
Gironacci deve anche pagare le spese legali
«Comunque sono donna delle istituzioni»
CIVITANOVA - L'ex assessora sta valutando un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato e intanto continua la sua azione politica: «Mi hanno cacciata, ma vedo che si continua la mia strategia in ambito turistico. Il mio obiettivo è creare accoglienza»

L’ex assessore Manola Gironacci
di Laura Boccanera
Il Tar boccia il ricorso bis di Manola Gironacci, respinto il tentativo dell’ex assessora di tornare a ricoprire il proprio posto in giunta. Stavolta secondo il giudice le motivazioni del sindaco per la revoca delle deleghe sono fondate.
E ora l’ex assessora dovrà anche pagare le spese legali, ma si toglie molti sassolini dalla scarpa: «Io sono, e mi sento anche ora, una donna delle istituzioni, sto valutando se presentare appello. Mi hanno cacciata, ma vedo che si continua la mia strategia in ambito turistico».
La vicenda è quella nata lo scorso settembre quando il sindaco Fabrizio Ciarapica dal giorno alla notte estromette dalla giunta la Gironacci, assessore al turismo e agli eventi.
La motivazione fornita è il suo passaggio alla Lega da una lista civica, Civitanova Unica, che lede il patto di fiducia. La Gironacci ricorre al Tar e oltretutto, non avendo ancora fatto l’iscrizione al partito, vince il ricorso e ottiene di essere riammessa in giunta. Ma il tentativo di ripristinare il proprio ruolo dura solo qualche giorno e il sindaco di nuovo la rimuove dal proprio incarico. La Gironacci non si dà per vinta e ricorre di nuovo chiedendo l’annullamento del provvedimento. Ma stavolta il Tar decide diversamente. Diverse sono infatti le motivazioni che Ciarapica adduce all’origine della decisione e stavolta pondera meglio i passi da fare.
E in effetti la produzione di motivazioni da parte dei gruppi consiliari attorno alla quaestio politica generata dalla riammissione della Gironacci fa esprimere il tribunale amministrativo a favore dell’Ente. «Nel caso in esame, il provvedimento gravato (a differenza del precedente annullato da questo Tar) soddisfa l’onere motivazionale richiesto per tale tipologia di atti: invero, il sindaco, nel richiamare le dichiarazioni di taluni esponenti di gruppi consiliari di maggioranza che hanno esternato le ragioni per le quali non si sentono più rappresentati dall’assessore in questione, ha inteso evidenziare la crisi politica che si è venuta a determinare nell’ambito della coalizione, tale da compromettere la stabilità degli equilibri politici e la governabilità dell’ente, la quale ultima inevitabilmente risente della qualità dei rapporti all’interno della maggioranza consiliare.
Nell’atto è stata sottolineata l’importanza del permanere del rapporto di fiducia tra il sindaco e il singolo assessore, inteso non soltanto in una dinamica interpersonale, ma come complessivo equilibrio istituzionale, nell’ottica del buon andamento dell’azione amministrativa» – si legge nella motivazione dei giudici. E ora Gironacci dovrà anche pagare le spese legali di 2mila euro.
E a seguito della vicenda rilascia a Cronache Maceratesi questa intervista nella quale ripercorre il suo operato, non pentendosi di nulla rispetto a quanto fatto, anzi con l’orgoglio di chi sente di aver fatto bene: «Io sono, e mi sento anche ora, una donna delle istituzioni – dice – pertanto confermo la mia fiducia nella magistratura e con il mio avvocato stiamo valutando i presupposti per presentare appello. In ogni caso ringrazio i miei elettori e il sindaco per l’opportunità che mi è stata data, ho apprezzato sin da subito l’incarico e l’ho sentito come un impegno verso tutta la mia città. Resta come unico rammarico quello di non aver potuto portare a termine quanto mi ero prefissata verso chi mi ha votato e creduto in me».
Gironacci in questi mesi infatti non ha smesso di pungolare, anche attraverso alcuni post sarcastici l’operato dell’amministrazione, confrontando quanto fatto da altri comuni rispetto alla programmazione civitanovese. Le deleghe del turismo infatti non sono state riassegnate, ma è il sindaco che ha continuato a detenerle dal momento della revoca: «Mi dispiace per tutta la mia amata città – prosegue – perché dalla mia lunga esperienza da commerciante ho ben chiare le necessità di Civitanova centro e periferia.
Il mio unico scopo era quello di migliorare Civitanova, renderla più attrattiva e farla conoscere per la nostra vera identità e storia in collaborazione con tutto il territorio unico delle nostre Marche. Con piacere vedo che sono stati presi in considerazione e continuano a proporre tanti progetti iniziati da me, ho gettato le basi per il nuovo sito del turismo, ho iniziato un percorso nuovo per gli eventi che si estendono per più giorni così da esaltarlo, ad esempio il Carnevale e vedo che si continua la mia strategia per rendere centrali anche le periferie con eventi di tre giorni come quello ai giardini pubblici di via Magnaghi».
Al momento però rimane fuori dall’amministrazione e dalle scelte di governo della città, ma non si arresta la sua azione “politica”: «Il mio interesse era e rimane, anche fuori dalla amministrazione, quello di creare più accoglienza e rendere la vita dei residenti più comoda, creare le condizioni migliori per ospitare chi arriva nella nostra città e torni a casa con un bel ricordo. Migliorare Civitanova, è proprio per questo punto il mio impegno affinché ci siano a disposizione dei turisti, dei residenti e di chi passa anche poche ore nella mia città parcheggi a sufficienza, bagni pubblici e servizi degni di una città balneare, commerciale, accogliente e più sicura.
Ringrazio il sindaco e tutta l’amministrazione perché ho collaborato con tutte le forze politiche presenti realizzando belle cose come Civitanova jazz, il percorso per rendere Civitanova una cittadina più ciclabile, arrivando fino a Bruxelles per cercare fondi da destinare a questo progetto, senza risparmiarmi sentendomi l’assessore di tutti loro e di tutta la città. In conclusione ringrazio tutte le persone che fanno politica con impegno perché mi hanno fatto apprezzare quanto conta darsi per uno scopo nobile senza ritorni e senza lacci e per questo, tanto mi è piaciuto e mi ha riempito di orgoglio. Resta questa amarezza per non aver potuto portare a termine tutti i progetti in cui mi ero impegnata fino a settembre scorso. Sono sicura che avremo ancora occasione a confrontarci per il bene di Civitanova affinché continui ad essere la spiaggia delle Marche e il luogo bello, pulito e sicuro per chi ci lavora e risiede impegnandomi in prima persona come ho sempre fatto».
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Ci deve essere una così piacevole sensazione a sentirsi soddisfatti anche in caso di sconfitta che diventa piacevole pure pagarci sopra. Mah!?!
Va bene questa forse, anzi quasi certamente è un po stupida, però con questa sono sicuro che mi farò perdonare:
“Sono grato a tutte quelle persone che mi hanno detto NO. E’ grazie a loro se sono quel che sono”
Albert Einstein
Ma se Ciarapica fu leghista per mesi, sorretto da Salvini che manco sapeva chi era ma che gli fu presentato, tenne bloccato Acquaroli a cui lui perfetto sconosciuto ai più e come dote un niente conquistato sul campo come sindaco di Civitanova gli voleva soffiare il posto. La storia andò avanti fino a che la Meloni, con voce da Vox, probabilmente innervosita come suo naturale carattere e impeto da condottiero tipo Bartolomeo Colleoni e i suoi tre testicoli, mando tutti a quel paese e si fecero le elezioni. Le vinse come da programma Acquaroli. Ciarapica lascio deluso, senza averne poi nessun motivo vista l’importanza politica fino allora raccolta e si convertì a Forza Italia. Altri partiti in maggioranza non ce ne sono sennò in futuro qualcosa si sarebbe inventato. Pare che abbia preso la Laura alla Totò, dicono di quelle facilitate, non so se è vero, se lo fosse , forse vuol dire che il Dottor Cepu si prepara grazie a Tajani a chissà quali passi da gigante. Due volte sindaco con meriti forse non da tutti capiti, non ci sarebbe da meravigliarsi se prossimamente, l’ha fatto da nessuno, figuriamoci adesso che sa tutto su ” Li furbi co l’abbiti” se non potrebbe tentare il salto a Roma. Detto tra noi non è che sfigurerebbe. Lì sono in tanti ad aver problemi giudiziari e a lui di tutti gli esposti che gli hanno fatto da anni si sa ben poco. La prescrizione con cui preferì anche se aveva detto che non ne avrebbe fatto uso perché assolutamente in grado di provare la sua innocenza chiudere una ben triste vicenda è l’unica ombra che gli si potrebbe far notare ma le prescrizioni sono meglio delle amnistie. Pertanto c’è da attenzionarlo sin da adesso per evitare magari che il suo nome sia in lista e uno per distrazione non lo veda. Secondo me c’è bisogno di un senatore tra Tajani e Gasparri con la Mussolini ritornata più vipera e anche più vuota di prima. Ho l’impressione che la lingua e il cervello siano in feroce conflitto per chi la dice e la pensa più insensata. Troppo giovane per pensare ad una malattia psico cognitiva ma qualche dubbio lo fa venire. Capisco che la Gironacci sia una vera Signora e poi delle istituzioni, però ringraziare il sindaco che gli ha dato prima e poi strappato le deleghe mi sembra eccessivamente delicato. Ringrazia anche le persone che hanno collaborato con Lei dimostrando un alto senso civico e politico anche se non me ne viene in mente nessuna, forse perché penso in piccolo e mi attengo solo al nostro consiglio comunale che non si sa mai se esiste ancora, se si è ritirato, se Ciarapica è rimasto solo o con pochi affezionati come capita spesso ai “Grandi personaggi ” che lasciano il segno, specialmente non mancando mai a tutte le feste che si fanno dal primo Sole all’ultima Luna. A Macerata ci dormono al Comune, qui solo quando c’è da rifilare qualche pezzo della città a perenne memoria e ad arricchimento naturale.