«Le 90 cessioni di hashish
tutte nel gruppo dei miei amici.
Paste e pizzette erano reali»
TOLENTINO - Il 20enne finito ai domiciliari con l'accusa di spaccio si è presentato davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. Ha detto che la droga era per i ragazzi con cui usciva e spesso non la faceva pagare. L'avvocato: «Abbiamo chiesto la modifica della misura cautelare in una meno afflittiva»
Le cessioni avvenivano all’interno di un gruppo di amici, che si ritrovava per fare serata e fumare hashish, e spesso la droga non veniva neanche pagata. E’ quanto ha raccontato al giudice l’operaio di 20 anni di Tolentino finito ai domiciliari con l’accusa di spaccio. Oggi il giovane si è presentato davanti al gip Giovanni Manzoni per l’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocato Giorgio Di Tomassi. «Gli vengono contestate – chiarisce il legale – 90 cessioni di hashish per un totale di circa 811 grammi».
Il 20enne ha collaborato e ha risposto alle domande del giudice, fornendo la sua versione dei fatti. Ha raccontato infatti che quelle cessioni erano avvenute tutte all’interno di un gruppo di amici di cui faceva parte, gruppo che si riuniva per fare serata insieme e che in diverse circostanze la droga era stata ceduta gratuitamente. Ha anche detto che quando si parlava di “paste” e “pizzette” nelle chat non si riferivano alla droga. Ma si riferivano al fatto di portare proprio pizzette e paste da mangiare a fine serata. Sempre a dire del giovane, si parlava invece di droga con i numeri: per esempio 40 era il quantitativo in euro di hashish da portare.
«Abbiamo chiesto – aggiunge l’avvocato Di Tomassi – la modifica della misura cautelare in una meno afflittiva o comunque il permesso di poter andare al lavoro».
Il giovane era stato denunciato una prima volta a novembre dello scorso dai carabinieri, che lo avevano fermato a bordo di una minicar e l’avevano trovato con 11 dosi di hashish, più altri 30 grammi della stessa sostanza era saltati fuori dalla successiva perquisizione domiciliare. Da lì militari avevano avviato le indagini fino a ricostruire il giro di spaccio che poi ha portato alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Ordinavano “pizzette” e “paste” ma compravano hashish. Oltre 900 dosi vendute: arrestato