Frolla e Birracca
esempi di inclusione al “Varnelli”
CINGOLI - Due incontri di didattica orientativa promossi dall’alberghiero con il triplice obiettivo di sensibilizzare rispetto all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, di proporre agli studenti e alle studentesse attività di didattica orientativa e di creare una nuova mentalità-visione-abitudine sociale sia nel fare impresa sia nel vivere comunitario

Frolla
Può esistere un modello d’impresa sostenibile che tenga insieme guadagno e inclusione? Può un’impresa di successo dedicare la necessaria cura e attenzione alla scelta dei prodotti, delle materie prime, possibilmente marchigiane, e allo stesso tempo dare spazio e offrire un’opportunità lavorativa a ragazzi e ragazze con disabilità? Queste e altre domande hanno ispirato due incontri di didattica orientativa promossi dall’Alberghiero “Varnelli” di Cingoli nell’ambito del progetto inclusivo AlberghiAmoCi, a cui la scuola lavora ormai da due anni, con il triplice obiettivo di sensibilizzare rispetto all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, di proporre agli studenti e alle studentesse attività di didattica orientativa come previsto dalle Linee guida per l’orientamento e, ultimo ma non meno importante, di creare una nuova mentalità-visione-abitudine sociale sia nel fare impresa sia nel vivere comunitario.
Ad aprire le danze, il 9 febbraio, il Microbiscottificio Frolla di Osimo, con cui l’Ipseoa “Varnelli” ha sottoscritto una convenzione di collaborazione lo scorso anno scolastico, che ha incontrato tre classi dell’indirizzo pasticceria.
«Perché Frolla? – scrive la scuola – Principalmente perché si tratta di un’eccellenza del territorio conosciuta a livello nazionale che ha saputo coniugare la qualità dei prodotti che mette sul mercato e l’inserimento lavorativo di persone considerate svantaggiate. Dopo una presentazione della cooperativa sociale, della sua storia, dei suoi successi, gli studenti e le studentesse hanno potuto partecipare ad uno show cooking curato da Sara Accorroni, classe ’85 di professione pasticciera, campionessa del mondo nel 2016 al “Mondial Des Arts Sucrés” di Parigi e parte integrante dello staff di Frolla. Assistenti d’eccezione di Sara due dei venti ragazzi con disabilità assunti nel microbiscottificio affiancati da Valeria Tomassetti e Harshpreet Kaur, studentesse particolarmente attive nell’ambito del progetto AlberghiAmoCi, che hanno potuto mettere le mani in pasta e lavorare alla realizzazione di un biscotto».

Birracca
Ma Frolla non è solo una realtà virtuosa: è un vero e proprio laboratorio di idee e di progetti sempre in divenire. Fra questi ricordiamo “Frolla Up”, un master dedicato a chi vuole fare impresa nel sociale e da cui è nata Birracca, un’altra realtà virtuosa maceratese che gli studenti e le studentesse dell’Alberghiero di Cingoli hanno incontrato il 13 febbraio nell’ambito delle attività organizzate per la settimana culturale. Questa volta ad essere coinvolte le classi del triennio dell’indirizzo Sala e vendita.
« Che cos’è Birracca e da dove nasce? – prosegue la nota – Birracca è un progetto sociale che prende corpo e si struttura insieme a senza; rete nell’ambito di A.A.A. Astuta Ability Academy, un’accademia di formazione di Civitanova per ragazzi e ragazze con diagnosi di Autismo. La dottoressa Gioia De Angelis e il mastro birraio Alessio Silvestri hanno raccontato alle classi che hanno partecipato all’incontro come mai si è deciso di dare vita ad un birrificio artigianale e soprattutto hanno spiegato come un birrificio possa offrire un’opportunità lavorativa per ragazzi e ragazze con una diagnosi di autismo. Silvestri in particolare ha parlato di cosa voglia dire produrre una birra artigianale e di come una birra artigianale possa essere stessa espressione di un territorio. L’incontro, molto partecipato e intenso, è stata anche un’occasione per riflettere sull’autismo, sulla situazione “lavorativa” di persone con disabilità e di cosa significhi oggi dare vita ad un’impresa etica e sociale».
Entrambi gli incontri sono stati pensati in chiave di didattica orientativa inclusiva con l’obiettivo di potenziare negli studenti e nelle studentesse le competenze orientative, necessarie per saper governare la propria esperienza formativa e scegliere la propria strada in modo consapevole e autonomo. Ma anche per offrire agli studenti e alle studentesse momenti esperienziali che da una parte permettano loro di comprendere la complessità della realtà che li circonda acquisendo una maggiore consapevolezza delle capacità, degli interessi e dei desideri di ognuno e dall’altra che arricchiscano il proprio percorso personale ed umano. «L’impegno dell’Ipseoa “Varnelli” – conclude la scuola in una nota – è di continuare ad organizzare incontri di questo tipo coinvolgendo realtà virtuose del territorio per creare non solo sensibilità ma anche portare su un piano di “normalità” l’idea che creare un’ “azienda di tipo sociale” di qualità, successo e mutualità sia possibile e funzioni. L’obiettivo è quello di creare un nuovo modo di pensare, una nuova attitudine che si trasformi in abitudine: una nuova scenografia da allestire grazie all’impegno attivo di ragazzi e ragazze per la società di domani, una società in cui la disabilità è contemplata come una normale diversità.
Tantissimi complimenti per questa iniziativa che incontra il sociale rispettando e incentivando chi è più debole