Parcheggio all’ex Filelfo aperto al pubblico:
arrivano 40 posti in centro
TOLENTINO - L'annuncio è stato dato dal sindaco Mauro Sclavi in Consiglio, in risposta a un'interrogazione dell'opposizione: «Manca solo l’ordinanza che dovrà firmare il comandante della municipale». L'assessore Giombetti ha invece fatto sapere che dal 30 settembre è terminata la vigilanza al villaggio container

Mauro Sclavi
di Francesca Marsili
Il parcheggio degli ex licei Filelfo verrà aperto al pubblico per ospitare 40 stalli di sosta, mentre nel villaggio container, dal 30 settembre, è cessato il servizio di vigilanza. E’ quanto emerso dal Consiglio comunale di questo pomeriggio. Per quanto riguarda i parcheggi la conferma arriva dal sindaco Mauro Sclavi in risposta all’interrogazione del consigliere di minoranza di Fratelli d’Italia Francesco Colosi che ne aveva chiesto l’opportunità di renderlo fruibile. Quaranta stalli che verranno così suddivisi: 13 saranno occupati dalle 8 del mattino alle 18 di sera dalle Poste italiane.
Quattro saranno riservati per la Municipale e 4 per le vetture del Comune di Tolentino. 19 posti auto saranno regolamenti con disco orario di un’ora nella fascia diurna, e di sera saranno a disposizione dei residenti. A questi, dalle 18 della sera alle 8 del mattino, si andranno ad aggiungere i 13 posti auto destinati a Poste Italiane che nella fascia notturna andranno a parcheggiare le auto nei parcheggi cintura; stalli fruibili dai residenti a compensazione di coloro che hanno pagato l’abbonamento per la sosta, ma che in questo momento hanno difficoltà a trovare stalli liberi perché occupati dai cantieri. «Manca solo l’ordinanza che dovrà firmare il comandante della Municipale», ha spiegato Sclavi.

Flavia Giombetti
Per quanto riguarda l’area container in via di chiusura, la notizia della cessazione del servizio di vigilanza arriva dall’assessore alla Ricostruzione Flavia Giombetti in risposta al consigliere Massimo D’Este che attraverso un’interrogazione chiedeva lumi sulle cifre delle presenze dei non aventi diritto nel villaggio container e delle spese sostenute ipotizzando un danno erariale. «Questa è una patata bollente ereditata dalla precedente amministrazione. Dal 30 settembre abbiamo interrotto il servizio di vigilanza, sia perché abbiamo ritenuto che era una spesa enorme per le casse del Comune e soprattutto perché non potevamo più neanche rinnovare quel tipo di contratto per il principio dell’alternanza delle ditte – spiega Giombetti -. La nostra preoccupazione ora è che è una zona completamente aperta nonostante ci siano le telecamere abbiamo già visto persone che entrano e escono, ma stiamo visionando la situazione in continuazione. Nell’area ci sono ancora 38 persone che non hanno diritto e che non siamo stati in grado di far uscire con una sistemazione alternativa non per una nostra volontà, ma per la loro. Per gli occupanti dei moduli stiamo continuando a notificare le quote che devono versare a rimborso dei costi sostenuti per la loro occupazione. Stiamo facendo di tutto anche con la Prefettura cercando di tutelare noi e loro. Il prossimo passo sarà un recupero coattivo delle somme. Solamente chiusa tutta l’area riusciremo ad avere un conteggio economico della questione».
L’assise comunale, dopo la pausa estiva, si è aperta con una novità: fiocco rosa per la consigliera di maggioranza Benedetta Lancioni diventata neo mamma di Miriam. Ufficializzata la nomina a capogruppo di Tolentino nel cuore della consigliera di minoranza Monia Prioretti dopo il passaggio della consigliera Silvia Luconi a Fratelli d’Italia. Chiarimenti arrivano dal sindaco anche sullo stato dell’eredità di 3 milioni di euro di Otello Rascioni, che nelle sue volontà aveva espresso il desiderio che il lascito andasse per l’ampliamento della casa di riposo Porcelli, sollevata dalla consigliera di minoranza di FdI Silvia Luconi.

Silvia Luconi
«Abbiamo ragionato con gli eredi sulla possibilità di espanderci sul suolo della chiesa dei Cappuccini li vicino per rendere tutto un unico blocco – spiega il primo cittadino – Abbiamo dato mandato al responsabile del Patrimonio per fare una stima dei locali da acquistare sempre nell’ottica della volontà del compianto. Però – aggiunge – si sono verificati dei problemi: i tecnici hanno rinunciato all’incarico perché non riescono a produrre una stima in quanto la chiesa è inagibile. Così ci siamo rivolti all’ufficio tecnico erariale di Ascoli per una valutazione che avverrà entro 150 giorni dall’incarico. Sono convinto che riusciremo a percorrere questa via; la volontà è quella di portare a compimento l’opera con l’Usr, domani incontrerò il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli».
Il sindaco risponde anche in merito allo stato dell’arte dei lavori per il recupero all’ex imbottigliamento delle Terme di Santa Lucia, stoppati per il ricorso di una ditta esclusa dalla gara di appalto dei lavori. Inizialmente affidati alla ditta Loris, la Repin srl, dopo aver impugnato gli atti, è stata indicata dal Consiglio di Stato come la ditta aggiudicataria. «Assm ha preso atto della sentenza del Consiglio di Stato che indica la Repin e ha disposto il fine lavori della ditta Loris. I legali della municipalizzata hanno avviato un confronto con le parti. E’ stata chiesta e concessa una deroga arrivata con una Pec in data 8 febbraio dalla Regione Marche nella quale si comunica che la nuova scadenza è il 31 12 2025 – conclude Sclavi – il progetto è rimasto invariato, nonostante secondo noi fosse un progetto faraonico non sostenuto da un business plan. Un progetto per un costo totale di 6 milioni di euro finanziati a fondo perduto solo per 3 – aggiunge critico -. Le uniche variazioni riguardano dei problemi legati alla presenza di amianto nello stabile demolito, che non era nota, e di una notevole quantità d’acqua nelle fondamenta».
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