E’ morto “l’avioprete” don Eraldo Pittori,
ha celebrato la sua ultima messa
mentre era ricoverato
LUTTO - Originario di Apiro, ha svolto la sua attività sacerdotale principalmente come cappellano nei vari corpi delle Forze armate. Si è spento nell'Asp Civica assistenza di Tolentino

Don Eraldo Pittori
di Francesca Marsili
Si è spento questa notte don Eraldo Pittori, a 79 anni, dopo il progressivo aggravarsi delle sue condizioni di salute. Il suo cuore ha smesso di battere nell’Asp Civica assistenza di Tolentino, dove era entrato negli ultimi giorni di luglio per un periodo di sollievo dopo essere stato dimesso dal reparto di Nefrologia dell’ospedale di Macerata dove era stato ricoverato per alcune settimane.
Originario di Apiro, Pittori ha svolto la sua attività sacerdotale principalmente come cappellano nei vari corpi delle Forze armate in giro per l’Italia dal 1970 al 2000; nell’Aeronautica militare di Taranto era stato simpaticamente soprannominato “l’avioprete”.
Proprio domenica scorsa il suo ultimo desiderio: celebrare la messa nella struttura di Tolentino che lo aveva accolto, una volontà che dimostra la sua passione sacerdotale mai venuta meno anche con la malattia. «Mi ha chiesto se era possibile – ricorda la direttrice della struttura Laila Cervigni – per noi è stato un onore, gli ospiti sono stati molto contenti. Don Eraldo era una grande persona, si è addirittura scusato per non essere venuto di persona a presentarsi prima di entrare nella nostra struttura».
«Una figura poliedrica, dai molti interessi. Un grande oratore dall’eloquenza trascinante, che con la sua attività a contatto con le forze armate aveva amici disseminati in tutta Italia», cosi lo ricorda don Vincenzo Finocchio, parroco emerito di Caldarola originario anche lui di Apiro, che assieme a don Eraldo Pittori ha iniziato il percorso sacerdotale nel seminario di Camerino quando entrambi erano ragazzini. Nel 1967 Pittori ha celebrato la sua prima messa nella parrocchia di Sant’Urbano di Apiro.
«Una volta sacerdote sarebbe voluto partire come missionario per la Tanzania – ricorda don Vincenzo – ma non venne ritenuto idoneo. Così frequentò il corso per cappellano militare e la prima destinazione fu in Aeronautica, a Taranto, nel 1970. Poi Treviso, Trieste nel 1977 e nella Guardia di finanza a Venezia, nel 1984. In ultimo nei carabinieri, a Parma».
Nel 1994 era stato insignito dell’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica, su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel 2000 il congedo e la pensione, ma la sua indole instancabile lo aveva condotto a proseguire ancora per circa un anno come cappellano marittimo con le navi Costa, in giro per il mondo. Rientrato nella Diocesi di Camerino gli era stata affidata la parrocchia di San Giuseppe a San Severino, poi quella di San Maroto, a Valfornace.
«Ha iniziato a stare male lo scorso anno, negli ultimi mesi ha avuto bisogno di ricoveri frequenti, sia nell’ospedale Murri di Fermo sia in quello di Macerata. Prima che si ammalasse dava spesso una mano nelle parrocchie in cui c’era bisogno – aggiunge don Vincenzo – l’ho avuto al mio fianco negli ultimi anni per la messa a Pievefavera, dove aveva anche comprato una casetta diroccata e l’aveva rimessa a posto. E nel frattempo aveva continuato la sua attività di annuncio del Vangelo ed a organizzare conferenze. Scriveva molto, anche per il giornale della Diocesi e spesso interveniva in una radio locale. Possedeva un grande amore per i libri e la storia dell’arte, era solito frequentare i mercatini dell’antiquariato dove scovava oggetti e carteggi che collezionava. Un sacerdote di alto livello culturale».
Negli anni 2003- 2004, dopo il congedo, è stato co-parroco anche Sarnano, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria di Piazza Alta, dove Don Luigi Verolini, parroco della Chiesa di San Cassiano ricorda: «Ha svolto il Ministero sempre volentieri, in modo esuberante e sempre pronto a collaborare».
Molto presente e seguito su Facebook il sacerdote non mancava mai di utilizzare il social network come una sorta di almanacco per commentare e ricordare i principali avvenimenti del giorno. E lo ha fatto anche ieri mattina, un modo per continuare ad essere vicino a tutti coloro che lo hanno apprezzato per la sua attività pastorale che aveva straordinariamente saputo coniugare con quella più terrena, fatta anche di passione calcistica come quella per la Juve «che seguiva fino a perderci il sonno» conclude don Vincenzo.
Oggi, gli stessi utenti che hanno appreso con dolore la morte del sacerdote hanno inondato i social di parole di affetto e cordoglio. Don Eraldo Pittori viveva a Sforzacosta, lascia la sorella Marisa e la nipote Alfonsina. I funerali saranno celebrati sabato 12 agosto alle ore 9,30 nell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, a Urbisaglia.
Ricorderemo per sempre l’amore e il bene che hai donato tutti i giorni della vostra vita;
Ciao Don Eraldo, ti ho apprezzato nelle tue orazioni in occasione delle feste triennali di San Ginesio. Anche questo anno ho avuto il piacere di ascoltarti, ma soprattutto di starti vicino e scambiare un piccolo dono a suggello del nostro incontro. Ti ricorderò per sempre