“Note su tela”,
la musica ispira l’arte
nella personale di Paolo Bovari
POTENZA PICENA - Resterà aperta fino all'11 agosto nella sala espositiva in piazza della Stazione

Il taglio del nastro
L’estate portopotentina vive un bel momento dedicato all’artepittorica: fino all’11 agosto (orario di apertura 21,30-23,30), nella sala espositiva in piazza della Stazione sarà possibile visitare la mostra personale di Paolo Bovari dal titolo “Note su tela” (Quando la musica ispira).
«Sono oltre trenta – si legge in una nota – i lavori in cui l’autore racconta le impressioni, le emozioni, i sentimenti in lui suscitati, nel corso del tempo, dall’ascolto di brani di grandi artisti nazionali ed internazionali. Impiegando varie tecniche con raffinata maestria, egli trasforma le note musicali in forme grafiche e colori, come un fluido che percorra immaginari vasi comunicanti. Le opere in mostra veicolano concetti di profondo significato, tra i quali il rifiuto assoluto di ogni guerra, il valore della solidarietà umana e della libertà fisica e spirituale, il diritto di ognuno di vivere per realizzare i propri ideali. Visitando la personale di Bovari si ha l’opportunità di entrare in rapporto con un vasto mondo interiore, in grado di promuovere interessanti riflessioni sulla nostra esistenza».
La mostra è organizzata dalla locale Pro Loco col patrocinio del Comune di Potenza Picena. Ecco come l’autore presenta la sua personale: «La musica mi ha sempre attratto: canzone d’autore, rock, blues, jazz. Insomma, tutta la musica. Non ho dimenticato la classica che, volutamente, aggiungo in apparente ritardo; questo perché la ritengo appartenente ad una dimensione assolutamente iù alta e nobile rispetto ai generi precedentemente elencati.
Per me la classica non è semplicemente musica ma arte pura. Mozart sta a Leonardo come Beethoven sta a Michelangelo, tanto per chiarire il mio pensiero. Col tempo, questa passione è cresciuta in modo direttamente proporzionale alla mia età. Spesso dalla musica traggo ispirazione per i miei tentativi artistici, ma questo vale anche per la lettura, per dialogare con le persone, soprattutto per l’ascoltare racconti ed opinioni altrui.
Confesso che, molto spesso, ascoltare musica mi ha aiutato a superare arrabbiature e delusioni, purtroppo immancabili nel quotidiano. Se non avessi avuto le mie modeste attitudini artistiche, comunque fondamentali per me come l’aria per respirare o la luce per vedere, penso che avrei tentato di imparare a suonare uno dei tanti affascinanti strumenti e, magari, provare a diventare un musicista. Credetemi, però, che va bene anche così».