Rocksophia si presenta:
tre serate dedicate a Lucio Battisti,
alle donne del rock e agli artisti del club 27

CIVITANOVA - La terza edizione della declinazione musicale di Popsophia torna dal 27 al 30 Luglio e propone una serie di appuntamenti dedicati alla contrapposizione fra “Apollineo e dionisiaco” che sarà anche il tema della nuova mostra nella galleria MeGA

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Torna a Civitanova Rocksophia: la roccia fluttuante di Magritte, che presta l’immagine al festival, vibra di un nuovo tema per l’edizione 2023. Al centro della riflessione fra filosofia e musica una nuova suggestione che verrà declinata attraverso diversi linguaggi, come è nello stile di Popsophia: dalla lectio al philoshow, con la novità che ha debuttato lo scorso anno proprio a Civitanova, la mostra interattiva nella galleria MeGa, visitabile con visori VR nella palazzina del Lido Cluana.

rocksophiaIl tema Apollineo e Dionisiaco infatti vuole mettere in luce quei fenomeni nella musica popolare e nel rock, ma anche nell’arte, che hanno dato voce a due tendenze distinte e contrapposte. Da un lato l’ordine, il bello e il buono, l’armonia, dall’altra il caos, la carica esplosiva del dionisiaco, la seduzione dell’abbandono, del “male”.  Partendo da queste premesse di sviluppano gli incontri e gli spettacoli filosofico musicali che nella tre giorni di Rocksophia verranno proposti al pubblico attraverso le “lectio pop” pomeridiane e i tre “philoshow” serali, cominciando con le donne che hanno sovvertito la musica e la cultura pop, la rivoluzione incarnata dal rock al femminile. Poi appuntamento filosofico con la poetica musicale di Lucio Battisti nell’anniversario della morte e infine il tragico contrasto tra Apollo e Dioniso si concluderà nella terribile vicenda degli artisti del Club 27.

«Ogni edizione di Rocksophia ci offre l’opportunità di indagare a fondo la dimensione culturale della musica e delle canzoni popolari entrate nel nostro quotidiano – ha spiegato la direttrice artistica Lucrezia Ercoli – dimostrando, una volta di più, come anche semplici canzoni possano nascondere aspetti e problematiche proprie della filosofia. Da qui la voglia di spingere ancora più in là le aspettative del pubblico e dopo i philoshow ‘monografici’ dedicati a icone mondiali e italiane della scena musicale, abbiamo deciso di fare una passeggiata nei meandri oscuri di una certa mitologia del rock e, per opposto, nella sua capacità spirituale e salvifica».


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