Nomi in codice, appunti con la contabilità
e Whatsapp per organizzare gli incontri:
spaccio di cocaina, indagati zia e nipote

TOLENTINO - I carabinieri hanno chiuso le indagini su una 61enne di Roma e un 33enne di Macerata. Notificato l'avviso di garanzia ad entrambi. Contestata la cessione, in concorso e non, di circa 160 grammi di droga per un totale di quasi 14mila euro

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Il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia carabinieri di Tolentino

Zia e nipote, nomi in codice: Sofia e Lilith. Un foglio con la contabilità e Whatsapp come strumento per organizzare gli incontri. I carabinieri del Nor di Tolentino hanno chiuso il cerchio su un giro di spaccio di cocaina tra Tolentino e Macerata. Notificato l’avviso di conclusione delle indagini a una 61enne di Roma e al nipote, 33enne di Macerata. Entrambi devono rispondere, in concorso, della vendita di 90 grammi complessivi di cocaina a diversi acquirenti, che avrebbero fruttato 7.580 euro, tra il 2021 e 2022. Il ragazzo, da solo,  della vendita di altri 43 grammi di cocaina con un profitto di 3.600 euro. E la donna, da sola, di ulteriori 30 grammi di stupefacente in cambio di 2.540 euro.

L’indagine è partita a gennaio, quando i militari hanno arrestato in flagranza la donna, sorpresa mentre stava cedendo una dose di cocaina. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare i carabinieri avevano trovato un’ulteriore dose della stessa sostanza, marijuana, materiale per il taglio e confezionamento e dei biglietti con la contabilità della droga, con appunti del tipo: “albanese deve 40”, “ragazzetto biondo 10”, “brutto occhiali deve 10”. I successivi accertamenti dei militari hanno consentito di ipotizzare una fiorente attività di spaccio: dall’analisi del telefono è emerso infatti un consistente numero di messaggi Whatsapp con chiaro riferimento a cessioni verso diversi clienti. Clienti che erano stati indirizzata verso la donna da un’utenza registrata sul telefono della stessa 61enne con il nome di Lilith e intestata a uno straniero non censito nel territorio nazionale.

Con il coordinamento della Procura sono stati quindi svolti ulteriori accertamenti sulle due utenze telefoniche mediante il software in dotazione al Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri. Dalle risultanze emerse, confermate da servizi di osservazione e dall’ascolto di alcuni testimoni, è stato possibile ricostruire un numero consistente di cessioni di cocaina. E il fatto che l’utenza intestata a uno straniero inesistente in Italia fosse in realtà in uso al nipote della donna, il 33enne di Macerata. Che aveva il ruolo di organizzatore e non solo.

Le modalità di spaccio: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’utenza da contattare per l’acquisto era stata “passata” ai clienti da conoscenti nel mondo della droga, che avevano raccomandato l’utilizzo esclusivo di Whatsapp per le comunicazioni. Preso il contatto tramite la chat, il giovane Lilith che aveva in uso il telefono da contattare (quello intestato a uno straniero inesistente in Italia), dava appuntamento in un luogo prestabilito, chiedendo al cliente informazioni utili al suo riconoscimento quali l’autovettura o i capi di abbigliamento indossati. Avuta conferma su orario e luogo dell’appuntamento, il cliente attendeva sul posto, dove puntualmente arrivava la 61enne ad effettuare consegna richiesta, nome in codice Sofia appunto. Nonostante il giovane avesse anche cambiato utenza dopo l’arresto della donna, i carabinieri sono riusciti comunque a identificarlo. Anche perché usava lo stesso pseudonimo “Lilith spirito guida” anche nelle proprie pagine Instagram e Facebook.  E spesso spacciava anche da solo, specie in occasione di feste.

(Redazione Cm)


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