«La via a Sergio Ramelli
non è pacificazione storica»

CIVITANOVA - I consiglieri d'opposizione Mirella Paglialunga, Francesco Micucci, Roberto Mancini e Letizia Murri contestano l'intitolazione: «Nello stesso periodo si sono susseguite vere e proprie "stragi di innocenti" di cui nessuno nella commissione toponomastica ha sentito il dovere di farne memoria. E non può quindi essere una sola vittima ad assurgere a simbolo»

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«L’intitolazione di una via a Sergio Ramelli non può essere letta come “pacificazione storica”». A una settimana di distanza dall’intitolazione a Civitanova di un tratto di via Mandela al militante del Fronte della gioventù ucciso durante gli Anni di piombo, i consiglieri di opposizione Mirella Paglialunga, Francesco Micucci, Roberto Mancini e Letizia Murri intervengono per stigmatizzare l’uso della toponomastica a scopo politico.

«Dalla partecipazione unilaterale all’evento è del tutto evidente che siamo di fronte ad un tentativo maldestro da parte della destra locale di “marcare il territorio”, un atto quindi divisivo in sé – dicono i consiglieri – il problema non sta nella vicenda che coinvolse all’epoca Ramelli, che è unanimemente riconosciuto essere stato vittima di un evento delittuoso e drammatico, ma che questo evento avviene in un contesto storico di cui purtroppo di questi episodi ce ne furono a migliaia, con diversa matrice politica. E non può quindi essere una sola vittima ad assurgere a simbolo di un intero periodo. A maggior ragione se nello stesso periodo, a fianco ad episodi che coinvolgono singoli soggetti, si sono susseguite vere e proprie “stragi di innocenti” di cui nessuno nella commissione toponomastica ha sentito il dovere di farne memoria».

La minoranza fa l’esempio delle stragi di Piazza Fontana, piazza della Loggia o della stazione di Bologna «tra i cui responsabili emerge spesso la matrice di estrema destra eversiva – proseguono –  di queste non si fa menzione nella toponomastica cittadina. Non si fa menzione delle tante vittime, note e meno note, provenienti da altre realtà politiche, ma si pretende di far assurgere Ramelli, membro del Fronte della gioventù, a simbolo di quegli anni, disconoscendo una realtà storica profondamente diversa. Se allora, come dovrebbe essere, l’intitolazione di una via o di uno spazio pubblico dovrebbe non solo rendere onore a chi quella via viene intitolata, ma soprattutto a rendere onore ad una memoria ed una esperienza collettiva propria di quella comunità, crediamo che Sergio Ramelli nulla abbia a che fare con queste caratteristiche. L’invito è quindi quello a rivedere da parte della commissione toponomastica i parametri di scelta dei personaggi e dei momenti storici da celebrare. Non si cerchi la celebrazione di parte che serve a raccogliere a corte tanti nostalgici, ma si guardi piuttosto ai sentimenti dei tanti cittadini civitanovesi».

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