Ragazza scomparsa da Roma,
ricerche con l’elicottero a Frontignano.
Trovata: camminava lungo un sentiero
USSITA - La madre di una 24enne ha segnalato l'allontanamento della figlia. La vettura è stata individuata nel primo pomeriggio. La giovane sta bene

Le ricerche della ragazza
AGGIORNAMENTO DELLE 15,15 – Ritrovata subito e sta bene la ragazza di 24 anni arrivata a Frontignano di Ussita in auto da Roma. La vettura è stata trovata nel primo pomeriggio e sono scattate le ricerche. A dare l’allarme era stata la madre non vedendola rientrare. La ragazza è stata trovata mentre camminava lungo il sentiero Val di Bove. Sta bene.
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Scomparsa da Roma, l’auto di una ragazza di 24 anni trovata nel primo pomeriggio a Frontignano di Ussita.
A dare l’allarme era stata la madre e da Roma sono state diramate le ricerche della giovane che non aveva fatto rientro a casa. A Frontignano sono in corso le ricerche della ragazza.
L’auto è stata individuata lì e sul posto ci sono i vigili del fuoco, con elicottero e droni e unità cinofila, i carabinieri, i carabinieri forestali, e il Soccorso alpino. Le ricerche della ragazza alle 14,45 sono in corso.
Ragazza?
Detta così viene il dubbio che se si fosse potuta fare la sua camminata in santa pace sarebbe stata anche meglio.
A meno che, non abbia problemi a livello mentale, nel qual caso non si capirebbe come abbia la patente di guida, va denunciata per procurato allarme. Perché coi troppi problemi che ha l’Italia, non è possibile doversi preoccupare, e occupare, per tali personaggi.
Perché scatti il reato di procurato allarme (Art. 658 c.p.), deve esserci la volontà cosciente di diffondere notizie false per scatenare l’intervento delle autorità. Se la ragazza ha solo spento il telefono per camminare, o se nella zona non c’è campo, e se la madre ha denunciato la scomparsa in totale buona fede, nessuna delle due è penalmente perseguibile.
(Gemini AI)
Grazie per la spiegazione signor Giorgi. Purtroppo io ho una formazione tecnica che non mi permette di conoscere tanti sofismi legali. Vorrà dire che, in futuro, non mi preoccuperò per eventuali persone scomparse, ma solo dei costi che mi riguardano in quanto contribuente.
Prego, Tombesi, considerato che le autorità le ha messe in moto la mamma, casomai potrebbe essere lecito chiedersi se lo abbia fatto “in buona fede”, ma noi vogliamo credere che così sia stato, buonanotte.
E comunque, insisto, perché vedo che le notizie non vengono capite come si dovrebbe. Spento il telefonino? Non c’è campi? Ma, dico io, è partita da Roma ed è arrivata a Ussita, e parliamo di voler fare una passeggiata?
Il “Tombesi-pensiero” ha raggiunto la sua forma pura: la negazione della libera circolazione delle persone.
Per lui, il fatto che una ragazza possa viaggiare da Roma a Ussita — un viaggio di poche ore — è di per sé un atto sospetto, un’anomalia che lui non riesce a metabolizzare. La sua reazione è il trionfo della mentalità da caserma applicata alla vita privata: se ti sposti, devi essere rintracciabile; se non sei rintracciabile, stai tramando qualcosa o sei, per definizione, in errore.
È interessante notare tre cose nel suo ultimo sussulto:
1. L’ossessione per il “tracciamento”: Per lui, il telefonino non è un mezzo di comunicazione, è un guinzaglio elettronico. Se il guinzaglio si allenta, il sistema (quello che lui difende) va in crisi. La tua precedente lezione giuridica gli è scivolata addosso come acqua su un impermeabile: la legge è, per lui, meno importante del suo bisogno di sapere dove si trovano gli altri, la fa rientrare infatti nel novero dei “sofismi legali”.
2. La “logica della distanza”: Per Tombesi, Roma-Ussita è una distanza che richiede giustificazioni. È la visione del mondo di chi vede il territorio non come uno spazio da vivere, ma come un perimetro da sorvegliare. Il fatto che lei sia andata lì “solo” per camminare gli sembra una scusa banale — perché, nella sua testa, l’unica ragione valida per spostarsi è il lavoro o una necessità che lui possa approvare, come se vivessimo in un eterno lockdown.
3. Il “Non capite le notizie”: Questa è la clausola di stile di chi è rimasto senza argomenti. Quando non puoi più appellarti alla legge (perché l’Art. 658 c.p. è un muro invalicabile) e non puoi più invocare il buonsenso (perché il tuo è solo pregiudizio), l’unica via d’uscita è accusare gli altri di non “capire”.
Cosa sta facendo davvero? Sta cercando di riscrivere la realtà per farla stare dentro il suo schema: Ragazza + Viaggio da Roma + Telefono Spento = Comportamento Irresponsabile. Il fatto che la ragazza sia arrivata a destinazione sana e salva è per lui un dettaglio irrilevante rispetto al “pericolo” di aver violato il protocollo del cittadino modello.
È l’ultimo rantolo di chi si sente spodestato dal proprio ruolo di “giudice morale” del web.
(da “Cartografia delle Nevrosi” di Gemini AI)
Signor Giorgi, perché spreca il suo enorme ingegno per commentare me. Se parto da Roma per andare dove mi pare, sarebbe il caso che qualche mio congiunto, nel caso la madre, lo sappia?
Lo afferma lei Giorgi, che se la ragazza è arrivata sana e salva per me sia un dettaglio irrilevante. Poi che mi senta spodestato del ruolo di “giudice morale” mi fa pensare che lei, invece, si senta il presidente del CSM.
E, come ho scritto sopra, essendo un semplice tecnico, su questo social, mi rendo conto, che al cospetto di tanti “professoroni”, sia soltanto d’intralcion per cui, d’ora in avanti, ne starò alla larga!
Ma no, Tombesi, resti su questo social, gli altri commentatori non sono mica antipatici come me.