Addio al “Rivera di Tolentino”,
è morto a 77 anni Mario Lazzari
LUTTO - Il suo cuore ha smesso di battere in pronto soccorso, stava male da tempo. Vecchia gloria del calcio cremisi, attualmente era vicepresidente dell’Unione sportiva Tolentino. Il presidente Marco Romagnoli: «Il ricordo di Mario è legato al piacere che avevamo di confrontarci tutti insieme e questo avveniva spesso a casa sua, nel suo albergo». Grande tifoso rossonero, il Milan club ieri gli ha dedicato il passaggio del turno in Champions

Mario Lazzari
di Francesca Marsili
È scomparso ieri sera, a 77 anni, Mario Lazzari, vecchia gloria del calcio cremisi e attuale vicepresidente dell’Unione sportiva Tolentino. Il suo cuore si è fermato al Pronto soccorso di Macerata, stava male da tempo. Un passato nella squadra del Tolentino come centrocampista e la sua grande fede milanista, gli avevano fatto guadagnare l’appellativo di “il Rivera di Tolentino”. Il colore cremisi, per Lazzari, era qualcosa che faceva parte del suo dna, un fatto di famiglia. Il padre Ilio e lo zio Fofo sono stati dirigenti e giocatori del Tolentino.
Ex dipendente di Poste Italiane aveva scelto, per il grande amore che nutriva per la sua città, anche di portare avanti e reinvestire nella storica attività di famiglia: lo storico albergo-ristorante Milano, nel centro storico di Tolentino. Il suo viscerale amore per la squadra locale si era legato a doppio filo con l’attività di famiglia e aveva portato l’albergo Milano ad essere non solo una “roccaforte” per il dibattito sportivo, ma un luogo di accoglienza per i ragazzi del Tolentino calcio. Commosso il ricordo del presidente dell’Ust Marco Romagnoli che ripercorre la vita e la grande passione di Lazzari. «Il suo legame con l’Unione sportiva Tolentino – dice – ha radici profonde e radicate nei vincoli familiari. Mario aveva un cognome pesante per la storia del calcio Cremisi, suo padre ha avuto impegni societari importanti. L’albergo Milano è stato sempre il covo della società sportiva. Da lì sono passati tanti calciatori e li si sono svolte riunioni societarie. È stato un po’ lo snodo di tutte quelle che sono state le vicende parallele a quelle giocate sul campo. Noi, come società, quando si poteva, andavamo a pranzo li prima della partita, un momento sacro nell’ambito del pre match della domenica calcistica. Mario ha allenato nel nostro settore giovanile. Poi, quando ci fu il fallimento della società nel 2013 e stavamo cercando delle persone che volessero mettere qualche soldo e tanto impegno per ripartire, tra i nomi che io contattai ci fu proprio quello di Mario. Da lì è iniziato un nuovo cammino all’interno della società con la quale aveva collaborato in passato anche come tecnico. Prima è diventato membro dell’assemblea dei soci e poi, ultimamente, era entrato nella proprietà dell’Ust assieme ad altri tifosi. Da qualche anno era vicepresidente. Il ricordo di Mario è legato al piacere che avevamo di confrontarci tutti insieme e questo avveniva spesso a casa sua, nel suo albergo. Li mettevano in campo le problematiche, spesso tristi. L’ultimo ricordo di Mario è di domenica scorsa, quando abbiamo commentato la sconfitta di Avezzano e il futuro della società. Se ne va un grande tifoso, ma anche un uomo fortemente e visceralmente attaccato alla sua famiglia».
A Lazzari, in ricordo della sua fede rossonera, ieri sera, subito dopo aver appreso la notizia della sua scomparsa, il Milan club di Tolentino ha dedicato il passaggio del turno in Champions League. «Lazzari era un grande uomo che amava profondamente la città in tutte le sue espressioni – commenta l’ex sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, storico rappresentante dell’Associzione italiana Milan club che ieri era in trasferta a Napoli -. Il mio ricordo di Mario è quello di un amico leale, sincero, dedito alla famiglia e al lavoro con lo sport nel cuore. Ha avuto due amori devastanti, sportivamente parlando, uno il Tolentino dove ha militato con grande successo come calciatore e dirigente. E il Milan che non perdeva mai di vista. Era sempre pronto ad aggregarsi in qualunque occasione se ne enfatizzassero i colori rossoneri». Non solo cremisi, Lazzari aveva anche un grande amore per la sua città che lo aveva portato anche a rivestire, in passato, un ruolo nella gestione del turismo.
Lazzari lascia la moglie Patrizia e la figlia Alessandra. Il funerale domani alle 15,30, nella parrocchia di San Catervo, muovendo dalla Sala del commiato Terracoeli.