Sos da Rocca d’Ajello, «strada impercorribile:
serve un ponte provvisorio e il definitivo
non può costare 650mila euro»
CAMERINO - I residenti lamentano che per raggiungere le loro abitazioni e le attività della zona bisogna percorrere una strada impervia. Lettera al sindaco dopo quanto emerso in consiglio comunale sulla spesa da sostenere per realizzare un passaggio di sette metri

Rocca D’Ajello
di Monia Orazi
Lettera aperta al sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli, dei residenti a Rocca D’Ajello di Camerino, la cui strada è interrotta per i danni al ponte causati dall’alluvione del settembre 2022, costretti da allora a transitare lungo una strada impervia per raggiungere le proprie case, il castello di Rocca D’Ajello e la locanda dell’Istrice, com grandi difficoltà di transito. I residenti, tra cui la contessa Elisabetta Vitalini Sacconi proprietaria dell’antico maniero ribattono a quanto appreso in consiglio comunale, a seguito dell’interrogazione sul tema presentata dal gruppo RipartiAmo guidato da Sandro Sborgia. (leggi l’articolo, ndr)
A firmare la lettera Beate Bennewitz, Diego Orfei, Bernardino Peyron, Mario Antonini, Andrea Giunco Cataldi, Gianni Lucarelli, Nataliya Lucarelli, Vadim Feyda. All’amministrazione comunale sono state inviate anche diverse pec, ma senza ricevere alcuna risposta.
I residenti contestano il costo elevato previsto per la riparazione e chiedono l’installazione di un ponte provvisorio, per eliminare i disagi di transito: «A seguito di un’interrogazione del consigliere Sborgia, l’assessore Falcioni ha dichiarato che la stima per riparare il ponte, considerate tutte le spese, varia fra i 500mila ed i 650mila euro. La domanda che sorge spontanea è: quale tecnico qualificato ha redatto un simile preventivo? L’assessore Falcioni non lo dice e non cita chi ha effettuato i rilievi tecnici. La seconda domanda che ne deriva è: la riparazione di un ponticello di circa 6-7 metri di lunghezza può costare 650mila euro? Circa 100mila euro al metro. Neanche il ponte sullo stretto di Messina crediamo che costi tanto.
Da conteggi fatti dall’ingegnere Bernardino Peyron ci risulta che un ponte provvisorio sul Palente potrebbe costare una cifra compresa fra i 30mila ed i 50mila euro, meno di un decimo. La terza domanda è: perché non è mai stata presa in considerazione l’idea di installare un ponte provvisorio di ferro tipo Bailey, in dotazione sia all’Esercito che alla Protezione Civile che allevierebbe da subito i disagi dei residenti?».
Nella risposta all’interrogazione si parla di un evento di 400 persone a Rocca D’Ajello, ma nella lettera si contestano le affermazioni dell’assessore Stefano Falcioni: «Per quanto riguarda la viabilità della strada “alternativa”, vero è che in ottobre si è tenuto un evento alla Rocca d’Ajello (è una rocca nata a fini difensivi, non un castello, per cui è “arroccata” su una collina scoscesa) di circa 400 persone, ma l’assessore non dice che il sentiero era stato imbrecciato di fresco il giorno prima e che una macchina ha lasciato in terra l’intero paraurti anteriore conficcatosi nel terreno. Inoltre gli ospiti sono stati trasportati con minivans perché non si poteva rischiare che percorressero una strada così ripida e piena di insidie soprattutto di notte. La strada alternativa, che noi chiamiamo mulattiera non ha più avuto una seria manutenzione da ottobre 2022, fatta eccezione per un intervento effettuato nell’ultima settimana di marzo 2023 (la chiusura è avvenuta a settembre del 2022). Detto intervento si è limitato alla stesura di 4 badilate di stabilizzato rosso, senza compattazione, in grossa parte scivolato via con la pioggia del giorno successivo». Ogni giorno ci sono difficoltà denunciano i residenti, per i mezzi del Cosmari ed anche un’ambulanza ha avuto difficoltà a passare, e gravi perdite per le due attività ricettive della zona: «La “mulattiera” non solo non è agibile per i mezzi pesanti (il Cosmari manda a raccogliere l’immondizia con un furgoncino invece che col solito camion e malgrado questo l’autista si trova in difficoltà), ma anche la Croce Rossa ha avuto serie difficoltà ad intervenire in un caso recente di notevole gravità. L’autista della ditta Vitalaire (che fornisce le bombole di ossigeno a un residente con problemi respiratori) si è rifiutato di salire col suo furgone e l’interessato ha dovuto mandarlo a prendere con un pickup. Stessa cosa per molti visitatori della rocca, ai quali i proprietari devono fare da servizio navetta con la propria auto. La “mulattiera”, ripidissima, sconnessa, con solchi e gobbe di ogni tipo, senza alcuna segnaletica (ci sono molti dossi e cunette) e senza barriere laterali è poco agibile e **molto pericolosa** per i mezzi normali, tant’è che già due volte qualcuno è caduto nella scarpata e i veicoli hanno dovuto essere recuperati col trattore. Da aggiungere il fermo delle attività di ricezione della Rocca d’Ajello (unica dimora storica e attrazione turistica aperta nella zona) e della Locanda dell’Istrice che stanno subendo gravi perdite».
E’ appena il caso di rilevare, visto che qui si parla di una contessa, che secondo la Costituzione (Disposizioni transitorie e finali) i titoli nobiliari non sono riconosciuti. Infatti a Recanati non ci sono i conti Leopardi, bensì i signori Leopardi.
Lassismo e superficialità dominano.